La storia del lunedì dell’Angelo

Gite fuori porta, picnic, grigliate e pranzi. Ma il giorno dopo la Pasqua può anche essere l'occasione per farci sentire con amici e parenti, magari lontani

Riscaldata dai caldi raggi della primavera, la giornata di Pasquetta è certamente all’insegna delle gite fuori porta e di un picnic all’aria aperta.  Ed è davvero il caso di godere del bel tempo, visto che gli esperti meteo prevedono tra martedì e mercoledì l’arrivo di una nuova perturbazione, la prima di aprile, che interesserà soprattutto le regioni centro-settentrionali.

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PASQUETTA, ECCO PERCHÉ SI CHIAMA “LUNEDÌ DELL’ANGELO”

Il giorno successivo alla Pasqua, detto comunemente Pasquetta, è chiamato anche lunedì di Pasqua, e nel calendario liturgico cattolico, lunedì dell’Ottava di Pasqua.

Questa festività che “allunga” quella di Pasqua, prende il nome dal fatto che in questo giorno si ricorda l’incontro dell’angelo con le donne giunte al sepolcro di Gesù. Il Vangelo racconta che Maria di Magdala, Maria madre di Giacomo e Giuseppe, e Salomè andarono al sepolcro, dove Gesù era stato sepolto, con degli olii aromatici per imbalsamare il corpo di Gesù. Vi trovarono il grande masso che chiudeva l’accesso alla tomba spostato; le tre donne erano smarrite e preoccupate e cercavano di capire cosa fosse successo, quando apparve loro un angelo che disse: “Non abbiate paura, voi! So che cercate Gesù il crocifisso. Non è qui! È risorto come aveva detto; venite a vedere il luogo dove era deposto” (Mc 16,1-7). E aggiunse: “Ora andate ad annunciare questa notizia agli Apostoli”, ed esse si precipitarono a raccontare l’accaduto agli altri.

L’espressione “lunedì dell’Angelo”, diffusa in Italia, è tradizionale e non appartiene al calendario liturgico della Chiesa cattolica, il quale lo indica come lunedì dell’Ottava di Pasqua, alla stessa stregua degli altri giorni dell’ottava (martedì, mercoledì ecc.). Non è giorno di precetto per i cattolici, fatta eccezione per la Germania e altri paesi germanofoni.

Il lunedì di Pasqua è stato introdotto dallo Stato italiano come festività civile nel dopoguerra ed è festivo in diversi Paesi.

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