La storia delle mitiche zeppole, vanto napoletano

di GIOVANNI RAIMONDO

La zeppola è un tipico dolce italiano, che come la pizza , mozzarella, caffè ecc l’Italia se ne fa vanto. Nell’antica Roma, il 17 marzo, si festeggiava la festa dei Liberalie, in onore di Bacco dio del vino, e Sileno dio del grano e  preparavano come pietanza la frittella di frumento, l’antenata della zeppola napoletana. Con il propagarsi del Cristianesimo nell’Impero Romano e post Impero, questa festa pagana venne abolita come tante altre. Come tutte o quasi tutte le feste cristiane, anche la festa di San Giuseppe ha origine pagane in quanto il 19 marzo era la data alla vigilia dell’equinozio di primavera, nel quale si dipanavano riti di propiziazione e fertilità e inoltre il mese di marzo era il mese dei riti  di purificazione agraria. La festa di San Giuseppe  nacque in Oriente e venne importata in Occidente, il quale la Chiesa decise che doveva essere festeggiata il giorno 19 marzo, in onore di San Giuseppe, padre di Gesù,sposo di Maria e protettore dei falegnami. Con il passare del tempo, si arriva nel 700, precisamente nel Regno di Napoli.  Nel 700 vengono create le zeppole che a loro volta vengono affibbiate a molte possibili creatori di questa fantastica pietanza che rende di buon umore. I  possibili creatori possono essere le monache di San Basilio, quelle della Croce di Lucca o quelle dello Splendore oppure da fonti più accreditate raccontano che sarebbe stato un cuoco dei Borbone a inventarle, per ordine dei Borbone che avevano richiesto un dolce per la Quaresima, privo di uova e grassi di animali, allora proibiti. Comunque sia la paternità di tale dolce, la zeppola è nata a Napoli. Le zeppole nacquero a forma di serpula( serpens in latino) serrate su se stesse, da cui si dice presero il nome. La zeppola prima era abbellita dai  confettini, poi il pasticciere Pintauro, le farcì di crema, ed ebbe un successo notevole anche grazie agli emigranti. La prima ricetta della zeppola ce la fornisce Ippolito Cavalcanti nel suo ricettario napoletano del 1837.  C’è da dire che il filologo Emmanuele Rocco voleva un monumento con questa epigrafe:”Napoli inventò le zeppole, tutta Italia se ne leccò le dita”.

 San Giuseppe con la creazione delle zeppole, mangiate in suo onore, divenne anche protettore dei friggitori. Ecco la storia di un’altra pietanza che l’Italia ebbe in dono da Napoli. Buona festa di San Giuseppe!!!

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