L’altra cultura a Caserta

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CASERTA 30 maggio 2016

Un nuovo modo di concepire e affrontare la questione culturale nel capoluogo. Una vera e propria novità rispetto a quanto praticato e visto finora. Lo annuncia il candidato Sindaco di Speranza per Caserta, Francesco Apperti nel corso della conferenza stampa che si è svolta questo pomeriggio alle 15. Il punto di partenza è l’articolo 9 della Costituzione che difende la cultura e lo sviluppo di una cultura dal basso. “Dobbiamo innanzitutto puntare su tutte quelle eccellenze associative territoriali che in modo esemplare hanno saputo offrire spunti e argomenti di dibattito al capoluogo nonostante il totale disinteresse delle amministrazioni comunali. Non crediamo agli spot propagandistici a cui abbiamo assistito in questi giorni perchè crediamo nella cultura non come vetrina ma come processo partecipato che accolga tutti gli spunti e tutte le iniziative in un grande raccordo che consenta a Caserta di puntare al rilancio deciso delle grandi manifestazioni culturali, negli ultimi tempi ridotte a serbatoio occupazionale di clientele politiche, e al recupero delle tante attività svolte quotidianamente sul nostro territorio”. Spazio al volontariato e all’associazionismo senza perdere di vista la qualità e la professionalità degli interventi da realizzare. “Non commettiamo l’errore di scambiare l’associazionismo con il volontariato, faremo tutto seguendo un criterio che ci consentirà di massimizzare gli sforzi di tutte le competenze” ha dichiarato Serena D’Onofrio, una delle animatrici dell’associazione “La ragione del restauro” e candidata nella lista di Speranza per Caserta. “La cultura deve essere una emozione condivisa dal basso per consentirsi di far evolvere il concetto di cultura in città. Non vogliamo replicare modelli imposti dall’alto che, come visto nel recente passato, sono serviti solo a sprecare risorse pubbliche ma integrare il mondo della cultura in maniera orizzontale” sostiene ancora Maurizio Longo. “L’amministrazione deve facilitare e diffondere l’accesso alla Cultura riducendo le tariffe per le categorie svantaggiate, aprendo gli spazi alle attività e rianimare quei meccanismi che sono stati oggetto di una vera e propria attività predatoria” ha dichiarato Sergio Desiato. “Bisogna affrontare in maniera decisa le grandi questioni in attesa di risoluzione, a partire dal recupero delle grandi manifestazioni come il Settembre al Borgo, affinché torni ad essere occasione di sviluppo e confronto di livello nazionale e internazionale, e fare qualcosa di concreto e di immediato per evitare che vadano dispersi i patrimoni dell’Archivio di Stato e della Società di Storia Patria” sostiene Roberto Della Rocca. Ufficializzata la nascita del comitato Altracultura Caserta che recepirà, in parte, le istanze dI Emergenza Cultura che a livello nazionale sta conducendo una forte battaglia proprio su questi temi. “Tentiamo di dare una risposta a chi oggi sta parlando a sproposito sul tema della cultura ignorando le tante realtà locali scollegate ai partiti e tentiamo di creare una realtà solida che vadà al di là del periodo elettorale e che sappia coniugare questo nuovo spirito di collaborazione pubblico-privato anche negli anni a venire” ha dichiarato Domenico Nespolino, attivista e promotore dell’iniziativa. “Nelle prossime settimane programmeremo una assemblea per raggiungere tutte le realtà cittadine e provinciali – sostiene Francesco Egido, nominato portavoce ad interim del sodalizio – per fondere quelle che sono state le numerose attività e tentativi pregressi che, finora, hanno cozzato con amministrazioni praticamente insensibili a questo tema”.

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