L’appello-sfogo della (mono)minoranza: “In paese solo un accusarsi reciproco tra la Paolo e la maggioranza. Dimettetevi: è un atto di dignità!”

CANCELLO ED ARNONE – Il dato elettorale delle regionali (CLICCA QUI) e il 2 giugno, Festa della Repubblica, hanno innescato lo sfogo-appello della minoranza consiliare, minoranza consiliare che, a dire il vero, da un po’ di tempo, già tronca di suo (nessuno ancor dopo mesi ha chiesto l’entrata nell’assemblea della prima non eletta della civica di Ambrosca, Lia Viola), si identifica nel solo Clemente Manzo. Ed è proprio il giovane amministrativista che oggi vuol porre al centro del dibattito locale un aspetto, diciamo così, istituzionale: “La maggioranza, ormai, – ha dichiarato il consigliere, – si è totalmente disinteressata del paese. I cittadini sono esausti. Non c’è dialogo tra la forza di governo e gli altri enti. Ieri, ad esempio, non ho registrato nessuna iniziativa promossa dal Comune per ricordare la Festa della Repubblica. A questo inattivismo, – ha proseguito Manzo, – va aggiunto, inoltre, il risultato delle urne: in paese si registra esclusivamente un inciucio continuo, un reciproco accusarsi tra l’assessore Paolo ed il resto della maggioranza. Il vicesindaco reclama di non aver preso i voti ed i suoi colleghi di banco tendono a giustificarsi. Basta. Devono andare a casa. Devono dimettersi. E’ un atto di dignità istituzionale”.

Gi.Ta. (Caserta CE)

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