LETTERA APERTA AL SINDACO DI CASTEL VOLTURNO

Caro sindaco,

ti offro la mia modesta collaborazione per tutto quanto io eventualmente possa fare a seguito del crollo di una parte consistente della facciata Est del castello. Metto a disposizione la mia esperienza e la diretta conoscenza dei provvedimenti amministrativi e degli interventi a favore del castello, del Borgo e delle aree di pertinenza, messi in atto, quale sindaco, nel corso degli anni Settanta e Novanta. Certamente potranno essere ancora utili.
Il castello, emblema del nostro paese da secoli, tanto da averci dato il toponimo e l’appellativo di castellani, deve sopravvivere, come un’araba fenice, ai disastrosi esiti procurati dall’incuria degli ultimi venti anni, e ritornare ad essere l’elemento identitario della nostra popolazione. Che non vi rinuncia.
Nessuno si macchi della vergogna di essere accusato di non aver fatto tutto il possibile per recuperarlo, e di lasciarlo morire unitamente alla speranza di un suo rilancio, inteso anche come espressa volontà di riscatto dell’intero territorio.
Sarà importante rendere noto alla popolazione che non sarà tralasciato niente per una immediata messa in sicurezza e per un efficace intervento conservativo dell’immobile.
A questo compito, secondo un mio parere – che voglio verificare con te non avendo un aggiornamento sugli atti di questo ventennio – dovrebbe provvedere la Società che a suo tempo fu incaricata di effettuare gli improvvidi lavori di restauro, e che sciaguratamente, togliendo per sempre la copertura, ha determinato un grave, palese e continuativo pregiudizio alla sua stabilità. Non escludo la possibilità, di fronte ad un immotivato diniego, che si possa anche operare in danno degli obbligati, rimettendo gli atti alla Magistratura per la verifica delle eventuali responsabilità per il lungo stallo dei lavori e, di conseguenza, per l’attuale crollo, nonché per l’ammaloramento di tutta la costruzione.
A mio avviso, infine, non sarà inutile ribadire che, a seguito dell’acquisizione del castello ai beni del Comune, l’area su cui insiste è patrimoniale e, pertanto, resta vincolata alla attuale destinazione. Stessa volontà bisognerebbe esprimerla, sempre sul piano della destinazione urbanistica, per tutta l’area di sedime del Borgo, in progressivo crollo e disfacimento.
Aspetto di incontrarti al più presto, nell’unica sincera speranza di poter essere utile all’amministrazione e al mio paese.
Cordiali saluti.
Mario Luise
19 Novembre 2019

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