“Lettera dal fondo del mare” (Una favola di Matilde Maisto dal libro “Storie… tante storie”)

Cara amica Cecilia,

come stai? Scusa se è tanto tempo che non ti scrivo, ma non sai cosa mi è capitato! Qualche settimana fa, ho

deciso di fare un po’ di nuoto subacqueo. Come sai adoro il mare e mi piace immergermi tra le onde

con le bombole e nuotare con i pesci di tutti i colori, esplorare le rocce sottomarine, scendere in mezzo alle alghe verde smeraldo.

Così mi sono tuffata in acqua e ho cominciato a osservare le meraviglie del mare. C’erano branchi di

acciughe che sembravano fili d’argento, le sogliole con le loro facce intelligenti, e poi pescispada, polpi, aragoste…

Era così bello, che volevo restare lì per sempre. A un certo punto, ho visto una strana luce che veniva dal fondo del mare.

Incuriosita ho seguito quella luce, finché mi sono ritrovata in una grande caverna sotterranea. Era in corso una riunione di sirene e tritoni. Il più anziano, un vecchio coda-di-pesce con la barba bianca, mi ha chiesto: – E tu cosa fai qui? – Gli ho spiegato che ero una sub, che stavo nuotando per conto mio quando avevo visto quella cosa strana davanti a me. Si è messo a ridere: Ah, doveva essere mio figlio, Sarago.

E’ vero, ha il brutto vizio di salire verso la terra per guardare voi umani. Dice che lo fate tanto ridere. Comunque piacere, io sono Re Palombo.

Non mi credi? Ma è tutto vero! Re Palombo mi ha mostrato la reggia, tutta fatta di conchiglie, mi ha portato nelle scuderie dove tengono i cavallucci marini da trasporto (sai nell’acqua è tutto più leggero), e poi mi ha offerto un lauto pranzetto.

Qui, anche se può sembrare strano, non mangiano pesce, ma solo gustosissime alghe dal sapore prelibato.

Re Palombo ora si è messo in testa di farmi sposare sua figlio Totano, ma io sono un po’ dubbiosa. Già, mi ero dimenticata di dirti che sono ancora qui, in fondo al mare! Ho deciso di trattenermi per un po’. Non so quando tornerò: in compagnia dei tritoni mi trovo bene, sono tutti molto gentili.

Un giorno, quando mi verrà il mal di mare o mi mancherà la vecchia terra, risalirò.

Intanto ti mando questa lettera, sperando che i Pesci Postali te la portino prima possibile e che non ti arrivi troppo bagnata.

Un affettuoso “glu-glu”.

Tua Stella Marina

 

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