“Lezione di tango” di Matilde Maisto

Il tango argentino la mia passione! “Mi piace veramente moltissimo – dicevo a mia madre –  ma non ho un compagno che faccia coppia con me, per imparare a ballarlo. Però ho deciso che prenderò ugualmente qualche lezione, magari ballando direttamente con il maestro”.

Ero decisa, ormai, e sia madre che io stessa, sapevamo che nessuno mi avrebbe dissuasa, con la testa dura che mi ritrovo!
Quel pomeriggio misi piede nel salone della scuola di ballo, con timidezza, guardandomi intorno, un po’ impacciata ed arrossendo violentemente quando, entrando, tutti mi guardarono con curiosità…che cosa ci faceva quel pulcino impaurito in un luogo dove il ritmo era molto sensuale ed  i ballerini sprizzavano sangue caliente da ogni poro?
Io ero un pò confusa, ma  non mi arresi, mi diressi decisa verso il banco della reception, dove c’era una bionda signora, molto bella e gentile, che subito s’interessò a me, mettendomi a mio agio.
Dopo aver sentito le mie esigenze si rivolse ad un tale : “Luis – disse – occupati di questa signorina, che desidera prendere lezioni di tango!”
Luis mi guardò senza alcun interesse, pregandomi di attendere che terminasse la lezione con una bella brunetta tutto pepe, che continuava a sculettare, lasciandosi cullare dalla musica e dalle braccia forti del suo partner.
Solo dopo circa venti minuti Luis, si degnò di rivolgermi la parola: “hai già preso qualche lezione di tango?” – mi disse – “No” – sussurrai – alquanto incerta! “Meglio così – continuò – sarà più facile insegnartelo.”
Poi, da quel momento in poi, fu come se non parlasse più con me: mi prese per mano e mi condusse al centro della sala, guardami mi disse e cerca di desiderare il mio corpo: per imparare il tango, prima di tutto bisogna sentirlo, bisogna respirarlo, devi desiderare il tuo partner, come se fosse il tuo ultimo atto d’amore, così dicendo inizio a ballarmi intorno, con un ritmo incessante dei piedi e battendo le mani, come se ballasse un flamenco, continuava a girare, girare, girare…. ed io mi sentii stordita dalla musica, dal ritmo e da Luis, come era possibile? In un attimo mi ero innamorata di lui.
Luis aveva compreso tutto ed allora, come per consolarmi, mi prese tra le braccia ed iniziò a dondolare con me, facendomi attraversare tutta la sala. Io non mi muovevo eppure mi ritrovavo da una parte all’altra, senza comprendere come tutto ciò avvenisse!
Improvvisamente la musica s’interruppe e Luis mi disse – Per oggi basta, ci vediamo mercoledì prossimo –
Noooooo, gridava il mio cuore, ancora stordito, non voglio lasciarti! Ma dissi semplicemente: “si, va bene, a mercoledì”.
Subito fui in strada, pioveva a dirotto, ma io non mi accorgevo della copiosa pioggia che scendeva su di me che continuavo a dondolarmi pensando di trovarmi ancora tra le braccia di Luis.
Dopo poco fui a casa, non cenai quella sera, avevo solo voglia di stare da sola nella mia camera a pensare che cosa fosse accaduto in me… Ero innamorata pensai, era incredibile, ma vero! Aspettai il mercoledì successivo trepidante ed impaziente e poi finalmente, dopo una settimana varcai la soglia del salone. Immediatamente cercai  con gli occhi Luis, ma non lo vidi, pensai che fosse malato… che avesse avuto qualche impegno…! Poi fui avvicinata da un altro maestro, al quale timidamente chiesi: “Ho già ballato con Luis, non sarebbe possibile avere lui come insegnante?”
“No – mi rispose l’altro – Luis non c’è più, è ripartito per la Spagna, ha raggiunto sua moglie che gli ha appena regalato una bella bambina!”
Nel breve tempo di un attimo si frantumava il mio splendido, ma patetico ed inutile sogno d’amore!
Addio Luis – pensai – ti auguro tanta felicità! Intanto la musica del tango argentino incalzava e diventava sempre più affascinante!

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