“Lo abbiamo visto portare via”, la morte di Lorenzo nel racconto dei ragazzi che erano al “Guenda”

Il manager e i testimoni:

“Alle 7,10 la musica si è spenta: molto più presto del solito. Da qualche minuto si era sparsa la voce che un ragazzo fosse morto”. A parlare è Giorgia, 25 anni. Il suo nome, come quelli degli altri intervistati, è di fantasia, per tutelarne la privacy.

Con i suoi amici la notte scorsa la 25enne era al Guendalina per l’evento “Techno Experience”. Nella discoteca salentina, sulla strada provinciale 259, alle porte di Santa Cesaria Terme, questa mattina, Lorenzo Toma ha avuto un malore che gli è costato la vita.
Il ragazzo leccese avrebbe compiuto 19 anni a novembre. Si è accasciato sui gradoni dell’arena di uno dei più noti locali della provincia di Lecce, ogni estate meta privilegiata di migliaia di giovani amanti della house music.
Lorenzo aveva preso un privè con i suoi amici e la fidanzata per festeggiare un sabato d’agosto in cui tutto sembra lecito. Ma, come insegna la cronaca anche in queste ore, non lo è.
“La musica ti carica, se non bevi non puoi a divertirti, non riesci a reggerla fino al mattino”, prosegue Giorgia. Ecco le immagini girate all’interno della discoteca. Oramai è giorno. Qualche passo più in là, nei parcheggi, Lorenzo non dà più segni di vita.

“Poco dopo le 6 del mattino un ragazzo nel privè accanto al nostro si è sentito male. Era alto e aveva una maglietta verde. Non si reggeva in piedi. Gli amici allarmati hanno fatto segno ai buttafuori che subito si sono avvicinati. Uno di loro lo ha caricato in spalla e lo ha allontanato dalla folla. Credo proprio che quel ragazzo fosse Lorenzo”, prosegue Luisa, anche lei, con Giorgia, al “Guenda”.

“Era già privo di sensi mentre lo portavano fuori”, racconta Giacomo, 26 anni, in vacanza nel Salento. “Una cosa è certa – prosegue – da quando è stato portato nei parcheggi, a quando è arrivata l’ambulanza è trascorsa una mezz’oretta, anche più. Noi eravamo andati a mangiare una crêpe all’esterno del locale. Vedevamo i ragazzi piangere e disperarsi. Non sappiamo, però, quando siano stati chiamati i soccorsi”.

Queste testimonianze raccolte  in seguito all’uscita della discoteca, è bene precisarlo, non hanno trovato la conferma ufficiale degli investigatori

“Alle 7,10 la musica si è spenta e ci hanno invitato a uscire. Io c’ero stata qualche altra volta in quella discoteca, ma non era mai successo prima. Da poco circolava la voce che un ragazzo era morto – racconta Luisa -, quando succede una disgrazia così si sa subito. Una volta nel parcheggio abbiamo visto un’ambulanza arrivare e spingersi in fondo all’area. Attorno c’era un gruppo di ragazzi, erano molto agitati. Una in particolare: ci hanno detto che era la fidanzata”.

“Ve ne dovete andare subito”, avrebbe intimato a Luisa e ai suoi amici uno dei buttafuori all’esterno della discoteca. A tutti i giovani è stato chiesto di uscire. Il parcheggio si è svuotato in fretta. I carabinieri erano già sul posto. Alla domanda “Ma è vero che è morto un ragazzo?” gli uomini della security hanno preferito non rispondere.

Ora del decesso: 8 del mattino. Causa: arresto cardiaco. Non si sa ancora che cosa lo abbia provocato. A stabilirlo sarà l’autopsia del medico legale Alberto Tortorella. L’incarico sarà conferito domani dal pm di turno, il sostituto procuratore della Repubblica di Lecce Stefania Mininni, che ha deciso di aprire un fascicolo d’indagine ipotizzando l’accusa di morte come conseguenza di altro reato, al momento, contro ignoti.

Tra le ipotesi più accreditate dai carabinieri, che hanno sentito i titolari del Guendalina e messo sotto torchio gli amici del 18enne, c’è l’alcol e la droga che potrebbe essere stata ingerita in un cocktail micidiale. Ma non è escluso che Lorenzo abbia avuto un malore, magari provocato da una congestione risultata fatale.

Agli investigatori la fidanzata avrebbe raccontato che tutto è accaduto dopo che il giovane ha bevuto un sorso di una bevanda da una bottiglia che un gruppo di ragazzi stava facendo “girare”. Non si sa se esiste o meno un collegamento tra il liquido ingerito e il dramma che di lì a poco si è consumato. Per affermarlo è necessario attendere gli esiti degli esami tossicologici, che arriveranno in seguito all’autopsia.

“Sono ancora stordito, non riesco a capire cosa sia successo veramente. Un ragazzo che stava ballando si è sentito male, è caduto a terra, abbiamo provato a soccorrerlo, a fargli il massaggio cardiaco, la respirazione bocca a bocca, perché le autoambulanze non arrivavano. È arrivata dopo 40 minuti e il ragazzo è morto”. Lo ha detto a Radio Capital Vincenzo De Robertis, manager del Guendalina. “A oggi non si può dire che è morto per motivi di droga – ha aggiunto – lo sapremo dopo l’autopsia”.

Resta il dramma dell’ennesima morte che si consuma in uno dei regni del divertimento amato da tantissimi ragazzi. Risale solo a venti giorni fa il decesso del 16enne Lamberto Lucaccioni al Cocoricò di Riccione. E, mentre impazza la polemica, il prefetto di Lecce, Claudio Palomba, ha convocato per domani alle 13 una riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. In una precedente riunione del Comitato, che risale alla settimana scorsa, si era discusso delle iniziative di prevenzione per evitare tragedie nelle discoteche, tra cui eventuali sanzioni commisurate al curriculum pregresso dei locali.

Intanto gli amici di Lorenzo hanno creato su FB la pagina “Lorenzo e noi”, dove si possono leggere messaggi di incredulità, di dolore per questa prematura morte che nessuno di loro si sarebbe mai aspettata. Riportiamo il messaggio di uno di loro da dove si evince solo sofferenza: “Ehi frate. Ricordi quante cose dovevamo fare? Ricordi? Andare a vivere a Milano per iniziare l’università. Andare a mare e stare una giornata li con gli altri. Fare viaggi con gli altri per divertirci come quando siamo stati a Praga. Ricordi Praga? Così grande. Così bella. Così viva. E in hotel? Ricordi quando eravamo tutti in una sola camera? Quanto ci siamo divertiti? Quanto? O quelle volte che mi portavi a casa con lo scooter perché a me non andava di farmela a piedi. O ai 100 giorni. Ricordi quanto abbiamo mangiato? O alla cena che dovevamo fare con i professori. Era buone le cose li. O il giorno prima che iniziassero gli esami. Quello spumante aperto davanti la nostra vecchia scuola. E quando siamo saliti in auto con te. Brutto folle! Le risate che mi facevi fare poi. Io ti voglio bene fratello mio. Davvero tanto. Puoi farmi un favore? Ti prego. Sta vicino a me e agli altri. Te lo chiedo col cuore. Ti voglio bene fratello mio. Riposa in pace.”

Quanta tristezza, un’altra giovane vita spezzata e intanto la vita continua… !

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