Maddaloni: L’ex sindaco Rosa De Lucia non convince il Triunale del riesame e resta in carcere

 by giovanna paolino
Rosa  De Lucia , ex Sindaco di Maddaloni, arrestata lo scorso 7 marzo per tangenti e corruzioni nel sistema degli appalti pubblici, non ritorna a casa.
Ieri  il Tribunale del Riesame ha respinto l’istanza di scarcerazione presentata dai legali di Rosa De Lucia  , Avvocati Mario Corsiero e Amedeo Barletta, che rimane sottoposta alla misura di custodia cautelare.
Nella giornata di domani, intanto, il riesame si deve pronunciare per l’ex assessore Cecilia D’Anna, compagna di Rosa De Lucia,  sottoposta ai domiciliari nella casa comune in Santa Maria a Vico.
Il Tribunale del Riesame, dunque, ha confermato quanto disposto lo scorso 22 marzo dal Gip del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, Sergio Enea.
Le motivazioni per la richiesta di scarcerazione non hanno infatti convinto  neanche il Tribunale del Riesame che ha confermato il diniego  per la   misura domiciliare.
Anche per  quanto riguarda la consigliera Giusy Pascarella il tribunale del Riesame ha respinto l’istanza di scarcerazione: resta ai domiciliari.
Ha ottenuto i domiciliari, invece, l’imprenditore dei rifiuti Alberto Di  Nardi.
Ieri mattina l’ex Sindaco ha partecipato personalmente all’ udienza dinanzi al Tribunale del Riesame  in cui e’ stato discusso il ricorso per la sua scarcerazione.
Rosa De Lucia ha ammesso di avere ricevuto da Alberto Di Nardi la somma di 5mila euro come prestito personale e non  per la  carica istituzionale ricoperta. Alla domanda dei giudici  relativa alla destinazione di questa somma , Rosa De Lucia non ha risposto limitandosi a dire che la ragione del prestito  era legata ad un segreto strettamente personale.
Rosa De Lucia, inoltre, ha confermato di avere ricevuto da Alberto Di Nardi la somma di 2500euro che furono utilizzate dalla sua famiglia per pagare una multa comminata dall’Asl  per lavori edili.
Queste  dichiarazioni, a quanto pare, non hanno convinto il Tribunale del Riesame.
Lo scorso 7 marzo il carabinieri di Maddaloni  hanno arrestato cinque persone accusate a vario titolo di corruzione, tentata induzione indebita a dare e promettere qualcosa e peculato in concorso. Tra queste il sindaco del comune di Maddaloni, Rosa De Lucia, eletta in una lista civica di centrodestra, altri amministratori l’Assessore Cecilia D’Anna, il Consigliere Giusy Pascarella  e il Consigliere Giancarlo Vigliotta,  l’Imprenditore Alberto Di Nardi . In quella occasione fu effettuato   il sequestro preventivo per circa un milione di euro.
La principale accusa contestata al sindaco è quella di tangenti per affidare il servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani. Si è appreso che il sindaco in passato aveva subito minacce da lavoratori e riceveva una sorveglianza più stretta, ma nessuna scorta, da parte delle forze dell’ordine.
In particolare, a febbraio 2015 una telefonata arrivata al commissariato di Maddaloni avvertiva che “stasera per il sindaco fa caldo”: subito era scattato l’allarme in quanto De Lucia già tempo prima era stata minacciata, anche personalmente, da alcuni lavoratori: uno di loro, ex dipendente di una ditta che in passato aveva gestito alcune attività al cimitero comunale, la minacciò di morte aggredendola negli uffici del municipio.
 Secondo l’accusa, per almeno due anni il sindaco di Maddaloni avrebbe intascato 10mila euro mensili dall’imprenditore dei rifiuti Alberto Di Nardi, cui avrebbe garantito proroghe trimestrali alla sua azienda che effettuava il servizio di raccolta rifiuti. Ma anche somme singole per viaggi all’estero e per arredare casa. “Una corruzione sistemica – ha commentato il procuratore aggiunto Carlo Fucci – che ricorda la tangentopoli casertana del 1992”. “Di Nardi – scrive il Gip Sergio Enea – era un Bancomat per la De Lucia”.
Ma l’affare più grosso sarebbe stato il rinnovo dell’appalto dei rifiuti, che avrebbe garantito a Di Nardo una commessa di 24 milioni di euro: in questo caso la tangente sarebbe stata di un milione e 200 mila euro. Attraverso pedinamenti e microspie i carabinieri avrebbero stabilito che il pagamento delle mazzette avveniva abitualmente in un luogo insospettabile come l’abitazione della mamma del sindaco, dove De Lucia incontrava Di Nardo per poi andare, subito dopo, in banca a versare sul proprio conto corrente significative somme di denaro.
L’accusa è di un ex dipendente:
“In altre circostanze, invece, i pagamenti sarebbero avvenuti presso la sede del centro culturale Calatia, di cui è amministratrice unica Cecilia D’Anna, che risulta presente agli incontri tra sindaco e imprenditore durante i quali ci sarebbe stato il passaggio di denaro. Secondo quanto riferito agli investigatori da un ex dipendente di Di Nardo, l’imprenditore avrebbe anche finanziato un viaggio all’estero, ad Antibes, fatto insieme dal sindaco De Lucia e dall’assessore D’Anna. Nel corso di questo viaggio, sempre a dire del teste, le due donne si sarebbero sposate. Di Nardo sarebbe andato in soccorso del sindaco anche quando i consiglieri Pascarella e Vigliotta avrebbero smesso di essere fedeli alla maggioranza. Ma nel dicembre scorso De Lucia aveva bisogno di loro per l’approvazione del bilancio comunale e li avrebbe quindi convinti a votare favorevolmente facendo incassare a ognuno ottomila euro, cacciati ovviamente dal solito Di Nardo”.

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