Madonna dell’Arco, è il giorno dei fujenti: la carica dei quattrocentomila

Alle 3, 16 il monumentale portone del Santuario di Madonna dell’Arco si è aperto per far entrare le prime squadre di battenti che già da qualche ora attendevano all’esterno. Il rettore dei Domenicani padre Alessio Romano, ha accolto i primi fujenti a varcare le porte con «Viva Maria». Canti in onore della Vergine, manifestazioni di isteria, commozione, la folla di battenti che ogni anno torna in Santuario parla alla Madonna dell’Arco a tu per tu: chiedendo grazie o omaggiandola per altre già ricevute.

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9I fujenti arrivano a Madonna dell’Arco nella notte

All’esterno le forze dell’ordine monitorano costantemente la situazione con il compito di mantenere l’ordine pubblico:  come da previsione sono giunte  in pellegrinaggio oltre 400mila persone. A contenere eventuali situazioni a rischio, carabinieri, poliziotti, agenti di polizia locale e militari dell’esercito coadiuvati da croce rossa e protezione civile.

Già all’1, 40 – quando era ancora notte inoltrata – un briefing con il coordinatore della sala operativa Ciro Gifuni e i responsabili del team di soccorso. Assolutamente proibito introdurre nel Santuario toselli, statue, bande musicali e fuochi d’artificio. Vietato, inoltre, in chiesa, scattare fotografie ed effettuare riprese con videocamere, smartphone e tablet. Così come è proibito, il rettore Padre Alessio Romano non ha mai mancato di sottolinearlo negli ultimi anni, fare questue nei centri cittadini in nome della Madonna dell’Arco.

La devozione alla Madonna dell’Arco nasce nel XV secolo, nei pressi di Sant’Anastasìa (Napoli), precisamente nella contrada che in quel tempo si chiamava Arco, per la presenza di alcune arcate di un antico acquedotto romano. Oggi tale contrada si chiama Madonna dell’Arco, a perenne ricordo del prodigio che la Vergine compì nel 1450 (Presso l’edicola della Madonna, detta dell’Arco, gli abitanti della contrada di Sant’Anastasìa avevano la consuetudine di radunarsi il lunedì dopoa Pasqua e celebrare una festicciola. Il lunedì in albis del 1450, essi furono testimoni di un prodigio che richiamò l’attenzione di tutti i fedeli delle terre circonvicne: due giovani stavano giocando a bocce in un campetto; poco distante sorgeva un’edicola sulla quale era dipinta un’immagine della Madonna con il Bambino Gesù. Durante la partita una palla finì contro un vecchio tiglio, i cui rami ricoprivano in parte il tempietto votivo, e il giocatore che aveva sbagliato il colpo in pratica perse la gara. Al colmo dell’ira, il giovane riprese la palla e bestemmiando la scagliò violentemente contro l’immagine sacra, colpendola sulla guancia che prese a sanguinare).

E’ documentato che nella comunità parrocchiale Maria SS. Assunta in Cielo, fin dal 1931, veniva celebrata la festa in onore della Madonna dell’Arco.

A tutt’oggi la comunità di Arnone possiede una statua e un quadro della Madonna dell’Arco ed annualmete rinnova la tradizione dei battenti con una festa religiosa.

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