Mancano poche ore per l’apertura del Roji japan fusion di Nola

Connubio fra dieta mediterranea e cucina giapponese

 La  cultura orientale è sempre stata oggetto di studio da parte di noi occidentali, così come la cucina giapponese: si è scatenata così una vera e propria sushi-mania. Esso è alla base della cucina giapponese, non è altro che riso e pesce,  non tutti conoscono i suoi benefici.

I rischi legati alla freschezza del pesce si sono decisamente ridotti da quando vige l’obbligo di legge della congelazione del pese fresco. Il sushi fa bene alla linea, alla bellezza e alla salute. Ha poche calorie e assicura nel contempo preziose sostanze all’organismo. Dunque una scelta decisamente salutare. Ma dove assaporare queste delizie non troppo distante da noi? Lunedì prossimo, 13 giugno la festa di Sant’Antonio, si apre a Nola sulla statale 7 bis 184, in posizione strategica, vicinissima all’uscita dell’autostrada, il  ROJI japan fusion, realtà cultural-gastronomica d’ispirazione nipponica hight quality, con audaci ma gradevoli contaminazioni mediterranee, in particolare del Sud Italia, a prevalenza campana.

La  location firmata dagli architetti Orlando Sabato e da Andreana De Risi,  è il riuscito risultato di una comune idea, decisamente innovativa, di Giovanni Napolitano, Giuseppe Tufano, Erasmo De Risi e Gina Audia. L’ambizioso e rivoluzionario obiettivo è quello di realizzare nella terra dei gigli un angolo di Giappone, che susciti fascino e interesse verso questa profonda tradizione, la sua arte, la sua cultura, favorendo l’interscambio di idee e fermenti con la nostra arte e cultura e le nostre tradizioni, e solleciti note emozionali anche attraverso colori e materiali. Ed ecco l’intensità vitale del verde delle piante, che stimola il contatto con la natura e trasmette serenità; il legno in taglio naturale, espressione di resistenza e perseveranza; il marmo, materiale eterno simbolo di forza ed imponenza.

Roji si colloca su di un segmento mai prima toccato in ambito campano: luogo d’incontro e conversazione sulla civiltà e sulla filosofia nipponica aperto all’Occidente e di degustazione delle più rappresentative ricette giapponesi rivisitate all’insegna del migliore gusto occidentale. Così la tradizione gastronomica del Sol Levante scopre l’olio extravergine di oliva, i gamberi siciliani, le fragole nostrane, il baccalà e le tipiche papaccelle oltre agli altrettanto campani friarelli ed al rinomato provolone del monaco, i fiori commestibili più belli del Sud Italia e non solo. Nessuna violenza all’origine del piatto, ma una interpretazione di gran classe che conquista.

Accostamenti delicati, metodi di cottura innovativi, valorizzazioni dei piatti attraverso prodotti vegetali e mai snaturati, decorazioni floreali da gustare, accurata mise en plat, per un effetto finale di grande suggestione.

A capo della brigata, Alexander Pokinok, già chef al Tender di Jap One, esponente di spicco della ristorazione giapponese in Campania, primo chef di Himiko a Torre del Greco, e di Honzen, sensibile dall’ adolescenza alle contaminazioni culinari già presenti nell’Est Eurasia. Con Pokinok esperti dalla Thailandia, Indonesia, Italia.

Il locale si avvale inoltre della consulenza del noto fantasioso chef Francesco Franzese, a guida della brigata del Le monde di San Vitaliano ed executive de Il Fico D’india della catena Delphina in Sardegna, formatosi all’Olivo del Capri Palace, all’Atelier del grande Joel Robuchon (chef più stellato al mondo), al Four Season di Firenze.

A cura di Alexander Pokinok raffinate selezioni speciali di nigiri e di maki, huramaki, nigiri, tartare, sashimi eccellenze della casa, tra cui spicca una interessante proposta ammaliatrice a base di riccio di mare ed uova di quaglia, semplicemente irresistibile.

Tra le tante delizie fusion firmate da Francesco Franzese, le Linguine all’alga Nori, con baccalà mantecato al latte di bufala affumicato, fagioli neri e portulaca.

Una passione, dunque e una tendenza, quella della cucina giapponese, ma anche una scelta decisamente salutare, se poi si sposa con gli alimenti della dieta mediterranea il gioco è fatto e la salute è salva. Come si dice, anche l’occhio vuole la sua parte, e il Roji sembra proprio nascere per questo.

                                                                                          Harry di Prisco

 

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