Martedì Grasso, l’ultimo giorno di Carnevale: ecco le origini del nome

L’ultimo atto del Carnevale 2018 è arrivato e l’Italia si prepara a festeggiare il consueto Martedì Grasso sfilando in maschera per le vie della città e mangiando dolci e prelibatezze tipici. Si chiama così perché conclude una settimana di baldoria e precede la Quaresima, i quaranta giorni di astinenza e privazioni che nella tradizione cristiana predispongono alla Pasqua.

“Grasso” perché era l’ultimo giorno in cui anticamente i cristiani potevano mangiare cibi grassi prima del digiuno. E anche se i sacrifici durante la Quaresima sono sempre meno frequenti, alcune usanze sono rimaste.
Una tradizione non solo italiana, ma anche di altri Paesi cattolici come la Francia.

Nelle regioni italiane sulle tavole del Martedì Grasso non possono mancare le “chiacchiere” o “frappe”, chiamate a seconda della provenienza “cenci”, “bugie”, “stracci”, “cròstoli”, “fiocchetti” e “sfrappole”.
Ultime ore, dunque per ballare, travestirsi e assecondare i peccati di gola.

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