Mese Mariano: 16 Maggio 2018

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16. MARIA E L’ALTARE

«Maria è la Madre del Sommo ed Eterno Sacerdote, la Regina degli Apostoli, l’aiuto dei Presbiteri nel loro ministero». Conc. Vaticano II

L’altare è il Calvario, Cristo la Vittima e il Sacerdote. Sugli altari delle nostre chiese, con la S. Messa, si rinnova nei secoli, per mandato divino, in modo incruento ma reale, lo stesso sacrificio della croce ed il pane e il vino si transustanziano nel Corpo e nel Sangue di Cristo.

Sul Calvario, accanto alla croce, era presente Maria; non può dunque mancare la sua presenza accanto all’Altare. L’Eucarestia nella tradizione cristiana, particolarmente nel rito ortodosso e copto, è sta¬ta sempre unita alla presenza della Vergine.
Maria non è sacerdote, ma ciò non significa che la Grazia sacramentale ci venga donata al di fuori di lei. La Grazia che i Sacramenti ci elargiscono è un dono di Cristo, ma impregnato dalla tenerezza materna della Vergine. La Chiesa ha il compito di conti nuare la Redenzione in noi, tramite i suoi sacerdoti, partecipandoci la grazia acquisita dalla Passione di Cristo con la cooperazione materna di Maria, perché lei non ha ricevuto solo un sacramento, ma il Sacramento per eccellenza, Cristo Gesù, in quanto il sacrificio consumato da Gesù sulla croce è consumato maternamente anche da Maria.
Il sacerdozio è uno dei più eccelsi frutti della Redenzione, alla quale Maria partecipò in intima unione col Cristo. «Da te, dice S. Bonaventura, il Sommo Sacerdote prese il suo Corpo e il suo Sangue, come Vittima che continua ad immolarsi sull’Altare, come sulla Croce, per la salvezza del mondo intero». Ed aggiunge: «Siccome per mezzo di Maria questo sacratissimo Corpo e Sangue ci è stato dato, così per le mani di Lei dev’essere ricevuto». Nella liturgia latina più volte la lode all’Eucarestia viene intrecciata a quella della Vergine e l’Eucarestia viene chiamata «Frutto del suo seno generoso» e salutata «Ave, Corpo nato da Maria Vergine! », perché dalla Vergine Maria Cristo prese questa stessa Carne e questo stesso Sangue di cui nel Convito Eucaristico abbiamo meritato di gustare la dolcezza.
Sarebbe un errore considerare Maria in uno Stato di inferiorità rispetto al sacerdote solo perché non ebbe il potere di consacrare e di assolvere, perché ella ebbe una parte preponderante nella formazione del Sacerdozio di Cristo, realizzatosi in Lei per virtù dello Spirito Divino, quando l’Umanità di Cristo fu congiunta alla sua Divinità.
Maria e il sacerdote! Quale meraviglioso binomio che ci apre un orizzonte vastissimo illuminato di luce divina. Due nomi, due poemi meravigliosi della bontà di Dio, che intrecciano l’umano col divino. Maria e il sacerdote, sebbene in modo diverso, sono in strettissima cooperazione nel più augusto dei Misteri: offrire la Vittima del Calvario! Maria non consacra, ma ci ha dato quel Corpo e quel Sangue che il sacerdote consacra e distribuisce alle anime; Maria non assolve, ma è lei che tocca il cuore dei suoi figli, affinché si convertano.
Tutto ciò che si riferisce al Sacerdozio, appartiene all’essenza della Fede. Se si togliesse al Sacerdozio il carattere di mediazione, allora il Sacerdozio sarebbe una burla. Colui che è sacerdote è per ciò stesso mediatore e non sta unicamente dalla parte di Dio o dell’uomo, ma rappresenta Dio davanti agli uomini e gli uomini davanti a Dio.
Maria è Madre del sacerdote in modo particolare. Il sacerdote è suo figlio, come lo fu il Sommo Sacerdote Cristo Gesù. L’ultima immagine di Maria trasmessaci dal Vangelo ce la mostra nel Cenacolo in preghiera tra gli Apostoli, in attesa dello Spirito che li consacrerà sacerdoti. È la sua preghiera che illumina tutta la loro futura azione di apostolato; lì, come ai piedi della Croce, è Lei che tiene a battesimo la nascita della Chiesa e del Sacerdozio di Cristo.
Il sacerdote deve, per mandato divino, generare Cristo stesso nel seno della Chiesa, nell’Eucarestia e nel cuore dei fedeli, mediante là virtù dello Spirito Santo, come Maria, ad opera dello stesso Spirito, generò il Verbo nel suo seno. Si potrebbe dire che Maria e il sacerdote compiono lo stesso ministero del Cristo, lei fisicamente ed in modo soprannaturale, il sacerdote spiritualmente e realmente in modo continuo, nella missione da Cristo affidatagli.
Dobbiamo accostarci all’Altare con fede per cercare Cristo, Vittima per i nostri peccati, credere ed adorare; dobbiamo riceverlo in noi come divino nutrimento della nostra anima. All’altare dobbiamo accostarci per partecipare al suo Sacrificio e per implorare, perché ogni grazia viene dalla Croce e la Messa perpetua la croce.
Maria ci assisterà e, col sacerdote, ci donerà il Corpo e il Sangue di Cristo.
O Maria, tu sei la vite che ha prodotto il grappolo rigurgitante del Sangue di vita che noi beviamo al Calice del vino santo: fa’ che non ci separiamo mai da te e dal tuo Figlio, Agnello di salvezza.

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