Mese Mariano: 17 Maggio 2017

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17. IL CANTO DELLA LIBERAZIONE

«Ha rovesciato i potenti dai troni e ha innalzato gli umili». Lc. 1,52

Gesù inizia la sua missione applicando a Se stesso il passo di Isaia: «Lo Spirito del Signore è sopra di Me, per questo mi ha consacrato e mi ha mandato per proclamare ai prigionieri la liberazione, per rimettere in libertà gli oppressi». Maria inizia la sua missione con il canto della liberazione – il Mgnificat – che alcuni chiamano addirittura il Canto della Rivoluzione Cristiana.
Il Vaticano II afferma: «Mai come oggi gli uomini hanno avuto un senso cosí acuto della libertà… mentre si affermano nuove forme di schiavitù sociali e psichiche», ma: «…nessuna legge umana c’è che possa portare cosí bene al sicuro la personale dignità e libertà dell’uomo, quanto il Vangelo di Cristo». Infatti Dio solo crea per amore l’uomo libero e per amore manda il suo Figlio Unigenito a redimerlo col suo Sangue, quando l’uomo aveva perduto la propria libertà facendosi schiavo del peccato. La vera libertà non si può effettivamente realizzare, senza la piena adesione a Cristo. Dice Giovanni: «Se il Figlio vi libererà, sarete davvero liberi» e Paolo: «Dove c’è lo Spirito del Signore c’è libertà», «Perché restassimo liberi, Cristo ci ha liberati».
Cristo ci ha innanzi tutto liberati dal peccato e dalla morte e la sua liberazione è piena. Egli ha riscattato l’anima e il corpo, al quale, come all’anima, darà un giorno il fulgore dei giusti, ha riscattato l’individuo e la società. Maria, creatura innocente e libera, primizia ella stessa della liberazione di Cristo, donatrice del Corpo e del Sangue di Cristo, prende parte, in sintonia con Lui, a questo processo di liberazione. Sente Cristo nel suo seno come nella sua anima, nella sua totalità, prende coscienza, sia della redenzione personale, che di quella di tutto il popolo di Dio, mediante il sacrificio cruento del Cristo, Figlio di Dio e Figlio suo, ella infatti attraverso la Scrittura conosce già le tappe liberatrici del Messia, dalla nascita alla resurrezione. Ispirata dallo Spirito profetico, impersona tutta l’umanità redenta, si sente esaltata dall’azione liberatrice di Dio, ne gioisce e leva a Lui il Cantico della Liberazione, che si sprigiona come fiume dalla sua anima, anticipando il Discorso della Montagna. Il suo è l’inno della speranza, che sta per divenire certezza. Non è l’inno della violenza umana, che genera nuovi oppressori e nuovi oppressi, ma una preghiera e una certezza, perché solo una preghiera che si ritmi su quella dei profeti, di Maria e di Cristo stesso, può preparare i cristiani ad essere fermento di libertà. È dunque solo Dio, ed in Lui, la prima ed ultima parola della grande liberazione, che deve arrecare ovunque gioia e non odio.
Il trionfo di Dio sarà totale, perché sarà sconfitto il principe delle tenebre, saranno deposti i potenti, i superbi, gli oppressori, i ricchi; saranno invece esaltati i poveri, gli umili, gli oppressi, gli affamati di pane e di giustizia.
In questo processo di rinnovamento c’è, è vero, la mano della Giustizia di Dio, ma c’è soprattutto il suo amore perché, se Egli disperde i boriosi, i ricchi, i potenti e gli oppressori, è perché essi riscoprano la propria umanità sepolta dall’egoismo e tornino a Dio.
Il Magnificat, composto quasi per intero da citazioni bibliche, è il Canto di Maria, quando Gesù non era ancora nato, ma in esso è già Lui che parla, è l’anticipo delle Beatitudini e di quelle parole: «Ti rendo lode, o Padre, perchè hai nascoste queste cose ai dotti e ai sapienti e le hai rivelate ai piccoli…» In esso Maria effonde anche tutta la poesia della sua anima e ci fa restare incantati di fronte alle meraviglie del Signore, come Gesù poi ci farà rimanere estasiati quando ci parlerà della Bontà Divina, che riversa le meraviglie del creato perfino nei fulgidi colori dei gigli, dei fiori e dell’umile erba dei campi.
Dal Magnificat possiamo già dedurre che sarà il trionfo del Sangue di Cristo a donare al mondo la vera liberazione, sarà quel Sangue il simbolo più sublime della libertà che Cristo ci ha donato con la sua sofferenza. Il Sangue di Gesù ci dà anche la certezza che un giorno il giogo tiranno del male sarà sostitui¬to dal giogo dolce e soave dell’amore di Cristo.
O Vergine del Magnificat, il Figlio tuo e nostro Signore ha dato agli uomini la libertà di figli di Dio: conservaci questo dono che Egli ha conquistato a prezzo del suo Sangue.

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