Mese Mariano: 26 Maggio 2019

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26. LA VERGINE DEGLI UMILI E DEI POVERI

« Il Signore saziò il desiderio dell’assetato e l’affamato ricolmò di beni». Sal. 107,9

Più che guardare a Maria come a creatura privilegiata bisogna studiarla in ciò che la rende a noi più vicina. Una Madonna regale e benefattrice, che distribuisce dall’Alto grazie in cambio di preghiere ed omaggi, sembrerebbe più fatta per calmare la disperazione dei poveri e consacrare la loro passività che a promuovere la loro dignità umana. Si dimenticherebbe così che il Magnificat è il canto degli umili e dei poveri e che la voce che in esso vibra non è soltanto quella di Maria, ma di tutta l’umanità cristiana; è l’annuncio della venuta di Gesù, povero per eccellenza, rigettato, costretto a nascere in una stalla, senza un sasso sul quale posare il capo stanco, morto nudo e dissanguato per essere così contemplato nei secoli. Si dimenticherebbe anche che gli umili ed i poveri formano un corteo, con alla testa Cristo e Maria, che grida a Dio la propria disumanizzazione.
Il Concilio Vaticano II, contro l’eccessiva idealizzazione della figura di Maria, ha presentato come base la sua vicenda storica di stirpe di Adamo. L’elevazione a Madre di Dio e l’immunità dalla colpa originale non l’hanno sottratta alla condizione umana di sofferenza, povertà e limitazioni. Lei stessa, nel Magnificat, loda e ringrazia l’Onnipotente, perché ha guardato alla «miseria» della sua serva, cioè alla sua nullità, alla sua umana bassezza, alla sua umiltà, alla sua povertà, al suo nascondimento. Maria infatti, per la sua condizione sociale, si allinea alle classi più umili del suo popolo e si sente con esse solidale, perché ha sperimentato la loro condizione ed ha impegnato tutta la sua vita per accogliere e donare particolarmente a loro il suo Gesù, Salvatore dei poveri. Nel suo volto dunque si rispecchia il volto sofferente di milioni di esseri umani in condizioni di vera e propria schiavitù.
Tutto ciò, l’hanno compreso i cristiani d’oggi, più di quelli del passato. Essi stanno
scoprendo la vera immagine di Maria nella genuinità del Vangelo; alla scuola di Cristo, ella è venuta a portare nella storia un fermento di liberazione per rovesciare i potenti e liberare gli umili. Il piano di Dio rimarrà incompiuto fino a quando ci sarà chi rimane sul trono della superbia e dello strapotere e chi è costretto a fare da sgabello ai suoi piedi. I cristiani d’oggi cominciano a comprendere da quale parte è Cristo, che, pur essendo di Natura divina, umiliò se stesso fino a noi, divenendo uno di noi, e facendosi obbediente fino alla morte di croce.
«Vergine dei poveri» è un appellativo che non va inteso in un senso esclusivamente economico, perchè è denso di spiritualità biblica e cristiana e del tutto corrispondente alla sensibilità contemporanea. Il povero è chiamato a testimoniare una liberazione profonda e a disvelare il vero significato ed il pregio della povertà nella costruzione del Regno di Dio, essendo la povertà una componente essenziale della salvezza. Basti in proposito ricordare la parabola evangelica del ricco Epulone e la terribile frase di Gesù: « È più facile che un cammello entri per la cruna di un ago, che un ricco entri nel Regno dei Cieli».
Se da una parte il dovere del cristiano d’oggi è quello di porre riparo alle ingiustizie che creano un trauma irrimediabile tra le classi sociali e gettano interi popoli nella fame e nella miseria più nera, dall’altra parte è doveroso anche guardare alla luce del Vangelo, come il Cristo ha nobilitato la povertà. Egli ci ha insegnato, infatti, che essa non va considerata soltanto come un castigo ed una umiliante condizione di servaggio, ma può essere anche una libera scelta ed una disposizione interiore per seguire più liberamente il Cristo.
La condizione di povero, scelta da Cristo, vuol significare una predilezione di uno stato di umiltà, in contraddizione alla superbia, causa di ogni male; nell’umiltà, nella povertà e nella sofferenza, Egli volle far propria la preghiera dei poveri e trascinare alla sua imitazione quella schiera innumerevole di santi, a cominciare dalla Vergine, che vollero sulla terra consacrarsi a Lui e a Lui rendersi più simili.
Il Signore non chiama tutti a questa rinuncia eroica e, purtroppo, vi saranno sempre poveri tra di noi. Essi saranno però sempre i prediletti di Dio e gli eredi del suo Regno; Maria accoglierà il loro gemito e li sosterrà nel faticoso cammino d’ogni giorno.
Il canto della tua povertà di Serva, o Maria, fece eco all’inno del tuo Cristo che divenne povero informa di schiavo, e fu la vittoria della Croce: metti in noi gli stessi sentimenti che furono in Gesù, e i poveri del mondo vedranno la salvezza.

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