Messico, giornalista ucciso davanti la sua casa a Taxco

Nottata di scontri ad Acapulco, in seguito a due attacchi simultanei, uno alla sede della polizia federale messicana e l'altro contro un complesso turistico

di  Carolina Garcia 

Si chiamava Francisco Pacheco Beltran, il giornalista che è stato ucciso la scorsa notte in Messico. L’uomo, 55 anni, lavorava per la testata “El Sol de Acapulco”. Ad ucciderlo un gruppo di uomini armati che lo hanno aspettato davanti la sua abitazione, dove Beltran stava rientrando dopo ave accompagnato la figlia a scuola.

Il crimine si è verificato nella città di Taxco, nello stato di Guerrero. Il governatore, Hector Astudillo, nel corso di una conferenza stampa dove ha parlato della morte del cronista, ha comunicato che è stata aperta un’inchiesta sul caso. L’ennesimo omicidio di un rappresentante dei media, conferma come il Messico rimanga uno dei luoghi più pericolosi al mondo per chi lavora in questo campo. Negli ultimi 15 anni, sono 90 i giornalisti che sono stati uccisi, altri 23 risultano “desaparecidos”, secondo i dati forniti dall’ong Articulo 19.

Durante la conferenza stampa, il governatore Astudillo, ha anche comunicato che la scorsa notte ad Acapulco si sia verificata un’ondata di violenza senza pari. La nota località turistica infatti, è stata sconvolta da diverse sparatorie fra bande criminali e agenti della sicurezza. Secondo la ricostruzione dei media, tutto sarebbe iniziato con due attacchi simultanei, e probabilmente coordinati, contro la sede locale della polizia federale messicana e il Playa Suites, un complesso turistico dove pernottano gli agenti spediti ad Acapulco dal governo centrale.

Questi attacchi – nei quali è risultato morto un delinquente, mentre un poliziotto è rimasto ferito – hanno portato ad una serie di inseguimenti e scontri a fuoco nei dintorni del lungomare Miguel Aleman, epicentro dell’attività turistica, dove centinaia di persone si sono dovute rifugiare in negozi e shopping center, per proteggersi dalle pallottole. Il procuratore dello stato di Guerrero, Xavier Olea Pelaez, ha detto alla stampa che probabilmente gli attacchi dei delinquenti sono stati lanciati in risposta all’arresto di due importanti boss del narcotraffico, durante lo scorso fine settimana.

 

 

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