Mondragone: W LA PIZZA! Successo del laboratorio alimentare al 1° circolo

La “scuola del fare” piace sempre ai bambini. Al maestro piazzaiolo Donato Mazzarella le felicitazioni della dirigente Concetta Riccardo

MONDRAGONE (Raffaele Raimondo) – “Saper fare – sapere – saper essere”: questo è il solco didattico indicato da molti esperti dell’istruzione-educazione per la scuola di base. Evidente il filo logico che lega motricità-manualità, conoscenza e formazione etico-civile. Altri tipi di percorsi per bambini della scuola dell’infanzia (l’asilo d’una volta) e primaria (che, per forza d’inerzia, molti chiamano ancòra “elementare”) non garantirebbero gli stessi standards di benessere psico-fisico, consapevole apprendimento e responsabile comportamento sociale. Su questo solco va letto il crescente aumento dell’impostazione laboratoriale che i “piani dell’offerta formativa” della stragrande maggioranza delle istituzioni scolastiche propongono oggi accanto alla “lezione” teorica tradizionale. Perfettamente in linea il 1° Circolo di Mondragone e pertanto non sorprenda che la dirigente scolastica Concetta Riccardo, ad ennesima conferma di un complessivo trend metodologico, abbia voluto divulgare, attraverso un comunicato, la notizia del pieno successo che ha gratificato l’appena conclusasi attività del laboratorio alimentare “W la pizza!” introdotto per le classi quinte di scuola primaria. “Nel mese di maggio – ha spiegato raggiante la Riccardo – il maestro pizzaiolo Donato Mazzarella ha incantato per tre giorni di seguito gli alunni ed ha insegnato a fare dell’ottima pizza”. E’ stato raggiunto proprio così il “fine di favorire una avvicinamento degli stessi ad un alimento, la pizza appunto, che si realizza con ingredienti sani, naturali, prodotti nel territorio e lavorati con sistemi artigianali”. Insomma gli scolari “hanno messo letteralmente le mani in pasta e, dopo aver affrontato la parte teorica con nozioni utili, sono passati alla preparazione dell’impasto. Dopo la lievitatura, hanno steso l’umido panetto di farina ed hanno cominciato a farcirlo con pomodoro e vera mozzarella di bufala campana”. Il titolare di “Pizzataxi”, che si trova a Via Venezia e aderisce all’associazione “Pizza new school”, ha infine infornato la rotonda delizia che poi è venuta fuori, invitante, fragrante e fumante, per la gioia e per il palato dei piccoli pizzaioli che, frattanto, hanno appreso per diretta esperienza “quanto sia importante il valore del cibo e di una corretta alimentazione mediterranea”. S’è trovato anche il tempo di scoprire che “la pizza ha una storia lunga, complessa e incerta. In un documento, presente presso la biblioteca della diocesi di Sulmona-Valva, riguardante la locazione di alcuni terreni, scritto su pergamena d’agnello e datato sul retro ‘31 gennaio 1201’, è riportata, ripetuta due volte, la parola ‘pizzas’. Già comunque nell’antichità focacce schiacciate (lievitate e non) erano diffuse presso gli Egizi, i Greci (che le chiamavano maza) e i Romani (offa e placenta). Tuttavia, benché si tratti di un prodotto ormai diffuso in quasi tutto il mondo, non si può dimenticare che la pizza è un piatto originario della cucina italiana e più precisamente della città di Napoli. Nel linguaggio comune, con questo termine spesso ci si riferisce alla pizza tonda condita con pomodoro, mozzarella e basilico, ossia l’originale più conosciuto della pizza napoletana, cioè la Margherita così chiamata in omaggio alla famosa regina”. A tutti coloro che hanno collaborato la dirigente invia, pure a mezzo stampa, le più fervide espressioni di apprezzamento e gratitudine.

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