Morte del ragazzo di Ailano, la smentita dei medici

AILANO – E’ scoppiato un vero e proprio putiferio, dopo le dichiarazioni rese dal signor Michele Leone, padre del giovane Andrea, 27enne, deceduto nella notte tra il 23 ed il 24 febbraio scorso, la cui causa è in fase di accertamento da parte dell’Istituto di Medicina Legale di Caserta. Abbiamo sentito l’equipaggio dell’ambulanza i cui componenti sono letteralmente amareggiati per quanto hanno letto sui media e rispediscono le accuse al mittente: “I fatti, oggettivi, non sono assolutamente quelli che sono stati riportati dal signor Leone. Innanzi tutto l’ambulanza per percorrere il tragitto da Piedimonte Matese ad Ailano ha impiegato sedici minuti e tenete conto che la strada era viscida per la pioggia. Appena siamo giunti sul posto, vi era una dottoressa della Guardia Medica che ci ha detto che non c’era più nulla da fare, perchè Andrea era deceduto. Noi, non sapendo se era stata praticata o meno la manovra del massaggio cardiaco, invece di andare via, siamo rimasti sul posto e abbiamo fatto il massaggio cardiaco e usato il defibrillatore, funzionante e attivo. Tanto è che l’apparecchio rilascia anche la schermata per ricevuta e l’abbiamo messa agli atti. Così come anche il percorso dell’ambulanza è stato registrato, come del resto sempre avviene. Infine, ma non meno importante, il giovane Andrea era stato visitato precedentemente dal suo medico di famiglia che lo rassicurava che era affetto da influenza. Coincidenza ha voluto che la notte sul luogo della tragedia, tra il personale della Guardia Medica intervenuta vi era la moglie del medico di famiglia del giovane, ossia la dottoressa che ci aveva detto al nostro arrivo, non c’è più nulla da fare. Noi e lo ribadiamo anche perchè siamo letteralmente indignati per quanto è accaduto, siamo andati ben oltre quello che era il nostro dovere, assumendoci anche la responsabilità di chiamare, tramite il 118, la nostra centrale operativa, i Carabinieri, perchè era giusto che indagassero sulla morte di un ragazzo di appena 27 anni. Allora ci chiediamo e vi chiediamo, perchè è capitato tutto questo? Perchè attaccare un equipaggio di un’ambulanza che ha dato tutto se stesso per cercare di salvare una vita? Bisogna avere una coscienza. Capiamo il dolore, sappiamo che è impossibile rassegnarsi di fronte ad una morte tanto assurda quanto incredibile, ma noi cosa centriamo? A chi è preposto a stabilire la verità, l’ardua sentenza”. Purtroppo la vicenda non è destinata a chiudersi qua, perchè alle denunce poste in essere dal signor Michele Leone, seguiranno anche quelle dell’intero equipaggio dell’ambulanza.

Fonte: Radice ce

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