Mostra Antologica di Pittura: “Il percorso di una vita”

Grazzanise (Matilde Maisto) – Sono trascorsi, ormai, diversi giorni da quel lontano 14 dicembre, allorché Giovanni Leuci ha esposto presso la Sala consiliare del Comune di Grazzanise i suoi preziosi dipinti, dando vita ad una mostra antologica di pittura “Il percorso di una vita”.

E’ stato un evento eccezionale, durante il quale Grazzanise  per una serata è divenuta la culla della cultura. Infatti, nel corso della presentazione ed inaugurazione della mostra, oltre alla brillantissima arte pittorica, è stato possibile apprezzare meravigliosi pezzi musicali,  nonché sublimi poesie.

Dalla locandina a suo tempo predisposta, possiamo apprendere che Giovanni Leuci nasce a Grazzanise nel 1948. Autodidatta, fin da ragazzo ha provato interesse per la pittura  ed ha coltivato questa sua passione con grande impegno e talento.

Quale artistico autentico, in progressiva evoluzione, Leuci si è inserito a pieno merito nel mondo di quell’arte che non sfugge a regole fondamentali di leggibilità e di comunicazione. Quell’arte che  si oppone al postmoderno e serve di arricchimento al nostro spirito bisognoso di conoscenze rivelatrici di lezioni salutari.

In merito al ‘Viaggio pittorico’ di Giovanni Leuci, il professore Raffaele Raimondo, amico ed estimatore, dice: “Finalmente, dopo quasi mezzo secolo, Giovanni Leuci torna ad esporre a Grazzanise. Un evento che rimarrà indimenticabile per coloro che l’ammirarono giovane pittore nei mitici anni Sessanta, forse sorprendente per quanti s’accostano la prima volta alla sua variegata produzione artistica.”

“Il percorso di una vita”, prosegue il professore Raimondo, è strutturato in sette Sezioni: Paesaggi – Mareggiate – Natura Morta – Madonne – Figurativo – Apocallitica – Nudi. Per complessive trentadue opere selezionate.

Ai visitatori si presenta così un emozionante itinerario che, partendo dal tributo d’amore al luogo natio – I Sez. -1 Via Volturno -, si conclude con la celebrazione estatica della bellezza femminile – VII Sez. – 32 Ingrid.

Collocati tra questi due capilinea i dipinti in mostra offrono una panoramica che conferma una straordinaria ricchezza di immagini oscillanti fra mondo reale e fantastico, esaltazione di intramontabili valori e complessità dell’epoca contemporanea.

Procedendo nell’osservazione, colpiscono l’eloquenza staticità dei paesaggi a contrasto con la tempestosa forza delle mareggiate, lo splendore delle nature morte e la rassicurante ispirazione religiosa che domina nelle dolci raffigurazioni della Madonna. Al centro, non casualmente, la più impegnativa scommessa creativa di Giovanni Leuci, autentico maestro della ritrattistica: dunque una sequenza di volti umani ciascuno caratterizzato da potente espressività in prevalenza dolente: madri piegate dalla vita dura, intensi sguardi e barbe fluenti di vecchi che narrano non sopite nostalgie, visi attoniti di tenere adolescenti che inseguono irrinunciabili utopie.

E poi la visione disarmante del nostro stupendo eppur martoriato pianeta, sul quale il pittore legge e reinterpreta, inorridendo, distruzioni e rovine. La salvezza dell’umanità? Egli, sul filo della ragione, la nega  perentoriamente. Ma sembra che il suo cuore d’artista, proprio esplorando dappertutto e fino in fondo il dolore, lasci fra i colori delle sue tele gli spazi per continuare a nutrire, nonostante tutto, sentimenti di riscatto per l’intera umanità.

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