Museo Campano 2

Ho ricevuto diversi commenti alla mia prececdente nota sul Museo Campano, relativa alla penalizazione dei fondi Mibac tramite la Regione negli anni 2016-2018. In particolare mi ha colpito e mi ha fatto arrabbiare la nota di una mia amica – intelligente ed impegnata sui temi di civiltà – la quale in privato mi ha scritto questo commento: ” .. senza delle idee su cosa farne i soldi non li avremo mai”. Mi sembra una osservazione di sfiducia e di rassegnazione. Come a dire che siccome la governance del Museo Campano in questi ultimi anni non si è mostrata all’altezza, allora l’insigne monumento (Maiuri) può anche deperire con i suoi beni preziosi.
Per poter continuare il confronto in modo aperto, al contrario io chiedo a lei (donna combattiva) ed al movimento femminista di assumere il futuro ed il rilancio del Museo Campano come una delle loro battaglie di civiltà, anche in considerazione del fatto che in quelle sale sono depositate ed esposte alcune delle opere simboliche dell’umanità, a partire dalle Tanagrine e dalle Matres Matutae (una collezione unica al mondo).
 
Visto che siamo in argomento segnalo a tutti/e un altro dato allarmante: quello del numero di accessi che fino al 2017 si aggirava sui 14mila visitatori. L’anno successivo vi è stato un dimezzamento con solo 7mila ingressi; mentre nel 2019 si è segnalata una piccola ripresa con oltre 9mila visitatori (grazie anche all’impegno degli operatori, ridotti al lumicino, al nuovo CdA e direttore). Sono dati che non possono rimanere nascosti, che devono farci riflettere per poter mettere in campo una rinnovata strategia di valorizzazione, promozione e fruibilità di un monumento così prezioso, così ricco di bellezza e di beni storici, artistici e storici – patrimonio dell’umanità.
Come rete delle Piazze del Sapere e Amici del Museo lo abbiamo fatto in diverse occasioni (con appelli ed eventi dal titolo emblematico “Le radici del futuro“, in collaborazione con Capuanova, il TCI e le altre associazioni cittadine). E’ giunto il momento di riprendere alcune proposte per creare nuove sinergie e forme di cooperazione tra i principali enti ed istituzioni, a partire da quelli del territorio (come la Provincia ed il Comune di Capua), fino a quelli regionali e nazionali (come la Giunta della Campania ed il Mibact del Governo). Si può creare un tavolo tecnico tra questi soggetti (aperto alle associazioni ed all’università) e riprendere idee e progetti già pronti per dotare il monumento di una guida moderna, adeguata e competente, degna dei beni comuni e culturali ivi contenuti.
Pasquale Iorio
le Piazzed el Sapere

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