Nuova tappa per il libro di Matilde Maisto “Dal mio cuore al tuo” presso ARTEMISIA di Grazzanise

Cancello ed Arnone (Redazione di Cancello ed Arnone News.it) – Nuovo incontro per il libro di Matilde Maisto “Dal mio cuore al tuo”. Questa volta la giornalista verrà ospitata da ARTEMISIA APS, Associazione di Promozione Sociale no profit, che nasce nel 2015 ed ha sede in Grazzanise(CE), via Nazario Sauro, 14.

Nata per volere di un gruppo di volontari, sostenuta dal forte desiderio di contribuire alla crescita sociale e culturale del proprio territorio, essa è un’Associazione regolarmente iscritta nel registro Regionale delle Associazioni NO PROFIT.

L’Associazione è finalizzata a promuovere iniziative formative, di sensibilizzazione e di supporto con particolare interesse per le arti, la scuola, il turismo, per la salute, la solidarietà umana e sociale, per l’ambiente e la natura, per l’educazione alla convivenza e al rispetto .

Per conseguire tali obiettivi, ARTEMISIA APS è proiettata ad interagire con persone, Enti, Associazioni ed Istituzioni adottando le seguenti linee operative: – Promuovere iniziative educative, didattico – formative e di aggiornamento professionale (corsi, seminari, tirocini); – Proporre la propria sede come luogo di incontri culturali, di aggregazione, di approfondimenti e dibattiti su temi di attualità o di specifico interesse, di sensibilizzazione (presentazioni di libri, giornate a tema, confronto con specialisti e professionisti di settore); – Porre particolare attenzione ai problemi di solidarietà, del disagio giovanile e di inclusione dei diversamente abili; – Promuovere iniziative per il tempo libero a carattere ludico, culturale, ricreativo e turistico (Campo Estivo, laboratori creativi, escursioni, gite istruttive).

Molte sono le attività svolte da ARTEMISIA APS, dice la Presidente dott.ssa Silvia Miele, e siamo lieti di presentare il libro “Dal mio cuore al tuo” di Matilde Maisto il prossimo 16 Marzo 2019 alle ore 18,30.

Ma perché Artemisia? Chi è Artemisia?

Ebbene Artemisia Gentileschi rappresenta il riscatto della donna nell’arte. Scopriamo la sua storia, cioè quella di un’artista diventata simbolo del femminismo internazionale per le sue scelte di vita e per le sue battaglie.

Utilizzando le armi della propria personalità e delle proprie qualità artistiche contro i pregiudizi che si esprimevano nei confronti delle donne pittrici, riuscì a inserirsi produttivamente nella cerchia dei pittori più reputati del suo tempo, affrontando una gamma di generi pittorici che dovette esser assai più ampia e variegata di quanto ci dicano oggi le tele a lei attribuite.

Nata a Roma l’8 luglio 1593, cominciò a dipingere da giovanissima, dimostrando molto più talento dei fratelli, nonostante a quel tempo la pittura non fosse esattamente un “mestiere da donne”. A esse veniva infatti negato l’accesso alla sfera del lavoro e la possibilità di crearsi un proprio ruolo sociale, poiché una donna non poteva realizzarsi puramente come lavoratrice. D’altronde anche l’ambiente che le stava attorno era artisticamente molto fertile, dal Caravaggio che a quel tempo frequentava la bottega del padre Orazio mentre lavorava nella Basilica di Santa Maria del Popolo e nella Chiesa di San Luigi dei Francesi, a Guido Reni e Domenichino che gestivano il cantiere, a S.Gregorio Magno, e ai Carracci che stavano terminando gli affreschi della Galleria Farnese.

Negli anni Settanta la sua popolarità raggiunse il vertice soprattutto per via della vicenda che la vide accusare il suo violentatore, il pittore Agostino Tassi (al punto da sottoporsi allo schiacciamento dei pollici per confermare l’attendibilità delle sue accuse, cosa che per lei, pittrice, non dovette essere solo un dolore fisico). Artemisia è divenuta così il simbolo del femminismo e del desiderio di ribellarsi al potere maschile: tuttavia questo fatto le fece un grande torto poiché spostò l’attenzione sulla vicenda dello stupro, mettendo in ombra i suoi meriti professionali, ormai ampiamente riconosciuti dalla critica, a partire da Roberto Longhi e dal suo pionieristico articolo del 1916 “Gentileschi padre e figlia.”

Dopo la vicenda dello stupro, che suggellò in pittura con “Susanna e i vecchioni” del 1610 e “Giuditta che decapita Oloferne” del 1612-13, conservato al Museo di Capodimonte a Napoli, Artemisia si sposò e si trasferì a Firenze, dove fu ammessa all’Accademia delle Arti del Disegno, prima donna a godere di tale privilegio. Qui a Firenze entrò in contatto con importanti personaggi dell’epoca, primo fra tutti Galileo Galilei e il figlio di Michelangelo, che le commissionò alcuni dipinti. Ma la vita fiorentina era dispendiosa e perciò, soffocata dai debiti, Artemisia si trasferì nuovamente a Roma, ma pare non riscosse molto successo, per cui si spostò certamente a Venezia tra il 1621 e il 1630 in cerca di nuove e migliori commissioni. Infine, tornata a Venezia, nel 1630 giunse a Napoli, dove vi rimase per tutta la vita, a parte una breve parentesi inglese, alla corte di Carlo I, fanatico collezionista. Sono del periodo napoletano le tre tele che per la prima volta Artemisia si trovò a dipingere per una chiesa, la cattedrale di Pozzuoli: “San Gennaro nell’anfiteatro di Pozzuoli”, “L’Adorazione dei Magi” e “Santi Procolo e Nicea”. Morì poco dopo nel 1653.

Il 26 giugno 2014 il suo dipinto “Maddalena in Estasi” è stato aggiudicato da Sotheby’s a Parigi a 865.500€ rispetto ad una stima molto inferiore di 200.000-300.000€. Si tratta di un dipinto di grandi dimensioni con un’iconografia molto popolare all’epoca: un ritratto caravaggesco della Maddalena irradiata di luce divina, raffigurata nel momento dell’estasi mistica, all’apice della contemplazione.

Dinanzi a cotanta bravura, personalmente mi sento piccolissima, il mio libro mi sembra un modesto opuscolo, ma non mi lascerò intimorire dalla bella Artemisia Gentileschi, anzi la invocherò come una musa affinché mi aiuti ad esprimermi nel migliore dei modi affinché il mio cuore riesca ad arrivare al cuor di tutti coloro che mi vorranno ascoltare.

Appuntamento a Sabato 16 p.v. ore 18,30 con le gentilissime Silvia ed Elena Miele. Presidente e Vice Presidente di Artemisia di Grazzanise.

Vi aspettiamo!

 

Matilde Maisto

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