Ospedale di Caserta: un gigante dai piedi d’argilla

di Raffaele CARDILLO.

Siamo letteralmente sconcertati per la notizia appresa da un giornale on-line relativamente al nosocomio Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta, il grosso complesso sanitario su cui orbitano migliaia di pazienti e punto di riferimento ospedaliero dell’intera provincia, risultante sprovvisto di macchinari altamente necessari e vitali per il buon funzionamento della struttura.

Ci riferiamo ai sofisticati apparecchi che consentono di effettuare la Tac e la Risonanza Magnetica, indagini che rivestono un ruolo determinante nella ricerca delle neoplasie, patologie, purtroppo, in forte crescita nel nostro circondario, per le note e tristi vicende attribuibili alla Terra dei Fuochi.
Diventa, quindi, irrinunciabile il ricorso a Centri privati con conseguente enorme spreco di risorse che, altrimenti, potrebbero essere indirizzate a sollievo della sofferenza che affligge il popolo di Terra di Lavoro.

Il ridicolo si è raggiunto, e da qui la notizia, che queste strutture convenzionate non forniscono le prestazioni nel periodo estivo, causa il ricorso alle ferie: si assiste, dunque, al paradosso che i pazienti vengono dirottati verso altre realtà viciniori per essere sottoposti agli esami di rito.
Un infame calvario per i malcapitati di turno sottoposti ad oscene peregrinazioni, sballottati a destra e a manca, per la marcata insipienza di amministratori corrotti, pilotati da una politica degenere, tutta dedita a compromessi ed affari, disattendendo i sacri valori consacrati dalla Costituzione.

Non riusciamo a capacitarci come quanto esposto possa accadere, quello che potrebbe significare un’offesa al buon senso, invece fa parte di una logica sottile, un andazzo codificato da coperture politiche che, coscienti di non essere perseguiti e di farla franca nella maggior parte dei casi, si sentono autorizzati a saccheggiare le finanze pubbliche senza alcun ritegno.

Dirottare i pazienti verso la Sanità privata, oltre che un gioco assai remunerativo, rappresenta anche un disegno criminale che concorre al disfacimento del Welfare, scoraggiando l’utenza di rivolgersi alle strutture pubbliche per la penuria di attrezzature di cui sono sprovviste.
La mala Politica come sempre significa l’iniquità assoluta, estirparla dal mondo sanitario potrebbe essere la soluzione alle tante criticità che funestano l’operatività della macchina della Salute pubblica.

A questo punto diventa indifferibile l’acquisto delle apparecchiature in argomento e chi se non il governatore De Luca, nostro efficientissimo paladino e non aduso a compromessi, che a mezzo di un suo intervento possa trovare le risorse necessarie e, soprattutto, mettere ordine nella caotica e fallimentare gestione del presidio ospedaliero casertano, ristabilendo quella funzionalità operativa nell’interesse superiore di una collettività troppe volte vilipesa e mai tutelata.

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