‘PADRE E FIGLIA’ un racconto di Matilde Maisto

 DEDICATO A MIO PADRE MARIO NEL GIORNO DEL SUO ONOMASTICO

Ci sono momenti in cui la mente vaga, ad un pensiero se ne associa un altro; è un attimo e tutta una vita ti passa davanti, come la pellicola di un film, che gira velocemente, in cui ogni sequenza è da te conosciuta, ben impressa nella mente, si potrebbe recitare senza alcun copione!
Ecco là quella bambina con i codini con un fiocco rosa, indossa un vestitino leggero, non troppo bello, ma lindo e profumato di bucato, è seduta con il suo papà, sui gradini fuori casa. Intorno è tutto silenzioso, si sentono solo i grilli cantare ed ogni tanto il muggire della mucca nella stalla. La mamma è dentro in cucina, sta preparando il pranzo e le mie sorelle stanno entrambe ricamando una preziosa tovaglia che servirà per il loro corredo, quando arriverà il momento di maritarsi.
La famigliola è felice, io sto facendo con il mio papà il gioco delle tabelline, lui mi domanda 5 x 4, venti rispondo subito io….ed ora vediamo qualche domanda più difficile 7 x 8, ma papà è facile 56….Continuiamo il gioco, finchè mio padre non è sicuro che io abbia imparato benissimo tutte le tabelline ed io sono così felice di dare sempre la risposta giusta! Credo che sia stato questo gioco che mi abbia aiutato a non dimenticare mai più la tavola pitagorica.
Poi sono stanca di quel gioco e dico a mio padre, dai vieni andiamo a prendere le uova nel pollaio, vediamo chi è capace di trovarne di più… Naturalmente mio padre mi fa vincere, sorride guardandomi con tanto amore e dice che ho vinto perché ho imbrogliato, tira, leggermente, uno dei miei codini, mi abbraccia con affetto e mi bacia sulla testa.
Papà, papà mio ho ancora tanta voglia della tua tenerezza, dei tuoi sguardi amorevoli ed anche delle tue sgridate, ma perché la vita ci toglie sempre quello che di più caro abbiamo!
Dicono che sia la ruota che gira e che ogni scarpa diventi uno scarpone… ma io so che il mio papà mi sta aspettando e quando lo vedrò gli dovrò raccontare tante cose!
Alcune  saranno belle….gli parlerò di Gianni, di Luca, di Elisa, gli dirò che il mio cuore non ha mai smesso di amare i miei fratelli, le mie sorelle, il mio prossimo…Ma alcune cose saranno anche brutte gli dirò che spesso mi sono fatta prendere dall’ira e che quando mi hanno fatta arrabbiare non ho risparmiato gli invadenti!
Sono sicura che mi dirà Tilde…Tilde.., possibile che sei ancora una bambina capricciosa? Io non gli risponderò, sarebbe inutile! Ma gli chiederò di ballare ancora con me, lui prenderà la mia mano e mi farà danzare…e…danzare sulle dolci note di un valzer viennese! Io guarderò il suo viso…i suoi occhi…ed ancora una volta mi sentirò una principessa…per la precisione la principessa del mio papà…!
Ciao papà, ti voglio bene, non ti dimenticherò mai!

AUGURI OVUNQUE TU SIA!

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