PAOLO VITALE(29 GIUGNO) ED ALESSANDRO OCCHIOBOVE(14 LUGLIO), DI ALIFE, PRONTI PER RICEVERE IL SACRAMENTO DEL SACERDOZIO

di Daniele Palazzo

ALIFE-Come, a suo tempo, reso noto a cura del Vescovo della Diocesi di Alife-Caiazzo, Monsignor Valentino Di Cerbo, la comunità di anime affidata alla propria guida pastorale, si appresta  vivere due momenti di grande e sentito coinvolgimento spirituale, quelli che, preparati da tempo e con le dovute cure, concernono le ordinazioni presbiterali dei Diaconi Paolo Vitale ed Alessandro Occhiobove, entrambi afferenti alla Parrocchia di Santa Maria Assunta in Cielo, di Alife. Così come precisato nel documento informativo, appositamente diffuso sul territorio a cura dell’Ufficio diocesano di competenza, la coppia di Diaconi riceveranno il Ministero del Sacerdozio in due momenti molto particolari. Paolo Vitale nella data della Solennità del Santi Pietro e Paolo, vale a dire il 29 giugno prossimo. Per la “festa” di Alessandro Occhiobove, invece, il presule alifano ha optato per la data del successivo 14 luglio, data in cui la Chiesa Cattolica celebra le gesta e la Santità di San Camillo De’ Lellis. Il titolare della diocesi alifana, che aveva, preventivamente annunciato l’evento di Grazia durante l’ultimo aggiornamento del clero diocesano, avvenuto, nei giorni scorsi, nel raccolto ambiente del Monastero di Santa Maria degli Angeli, in Alvignanello di Ruviano, ha espresso, supportato dall’intero diocesano, “sentimenti di gratitudine al Signore per una famiglia che cresce nel servizio alla Parola di Dio e ai fratelli, ma anche gioia da parte delle nostre comunità parrocchiali, che negli anni, hanno conosciuto i due giovani perché impegnati in diversi servizi pastorali, in particolare con i giovani”. Dunque, dopo i più che evidenti benefici ricevuti con la Peregrinatio Mariae e l’appena conclusasi Missione Popolare, nelle quali la preghiera, sentita e profonda, e il vero discernimento spirituale da parte di coloro che hanno partecipato e vissuto a pieno entrambe le occasioni  crescita interiore nel cammino della fede, ha detto ancora il presule alifano, “la nostra Chiesa è pronta questa nuova carezza d’amore dal nostro Dio. Posto che il merito di tutto questo è da ascriversi solo a Dio, conclude Monsigor Di Cerbo, mi sento di ringraziare tantissimo anche i nostri amati Catechisti, che, vere ed autentiche “sentinelle” d’amore e grandezza di fede ed instancabili testimoni dell’Amore Supremo, ci ricordano quotidianamente che le nostre “armi” migliori per avvicinarci al Signore Altissimo e, quindi, essere suoi testimoni, autentici e credibili, sono solo ed unicamente la preghiera e il cosiddetto “Deserto interiore”, cioè quella condizione della mente e dello spirito grazie alle quali in noi e nei veri cristiani c’è posto solo per Dio e per il Suo Regno di Gloria Infinita”.

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