PENSIERO DI MAX WEBER FILOSOFO TEDESCO, SCRITTO 100 ANNI FA

 UN INTERESSANTE MESSAGGIO INVIATOMI DA UN MIO LETTORE E LA MIA RELATIVA RISPOSTA. IL POST E’ STATO SCRITTO NEL 2009, MA SI PUO’ CONSIDERARE SEMPRE ATTUALISSIMO!

 

Salve Signora Tilde,  Le auguro un felice 2009

La politica non sia il punto di arrivo per individui opportunisti ma che sia data in mano a persone consapevoli e preparate, a persone che hanno una certa professionalità. Weber distingue tra politici d’occasione e politici di professione: i primi siamo noi quando mettiamo la scheda nell’urna; i secondi possono vivere per la politica (non hanno necessità di trarre rendite da essa, la praticano con passione e impegno), o vivere di politica (sfruttano la politica per costituire a proprio favore delle rendite, tale sfruttamento non va visto comunque in chiave esclusivamente negativa). I funzionari, che vivono di politica, spesso svolgono egregiamente il proprio lavoro.

La politica non è morale ma include anche un orientamento etico, ci sono due etiche che muovono l’agire politico: l’etica dell’intenzione (o della convinzione) e l’etica della responsabilità.

Il politico che segue l’etica dell’intenzione agisce seguendo delle norme di valore in maniera pedissequa; ad esempio il politico cristiano indirizzato a quest’etica seguirà norme cristiane anche quando si dimostreranno inadatte al contesto del tempo: se il mondo va diversamente da come lui crede se ne lava le mani, continua a seguire i suoi valori, non è questo un modo adatto di ragionare. Il vero politico deve al contrario seguire (almeno in maniera preponderante) l’etica della responsabilità: ogni fatto che avviene nella società produce delle conseguenze, alle quali il politico si deve adattare; se ciò che sta accadendo si discosta dai suoi dogmi esso deve, in qualche modo, mediare. Chi agisce in questo modo fa politica in maniera realista; sa che la politica è anche fatta di azioni non morali (lo politica non è moralità), sa che “bisogna sporcarsi le mani” e che la politica “non è nata ad Assisi”. Machiavelli ci ha insegnato non che “il fine giustifica i mezzi”, bensì che di fine in politica ne esiste solo uno, e dunque chi vuole perseguirlo non può avere remore nello sporcarsi l’anima. Le due etiche possono stare in commistione, ma di fronte ad un problema il politico deve propendere preferibilmente per l’etica della responsabilità, al fine di trovare comunque una soluzione.

Saluti Teodoro

 

 TILDE MAISTO RISPONDE:

Carissimo Teodoro, che gran piacere leggere un tuo post.
Auguro anche a te e famiglia un favoloso 2009, ricco di tante cose belle.
Interessante il pezzo che mi hai trasmesso, in effetti, essere governati da individui che fanno politica per opportunismo, privi di qualsiasi consapevolezza e professionalità, è quanto di peggio possa capitare all’ignaro cittadino!
Evito ulteriori commenti e sorvolo su tutto, ben sapendo che la felicità non può trovarsi nell’ambiguità, ma nella chiarezza con noi stessi e con gli altri.
Ti auguro un mondo di bene, scrivimi ancora, con affetto
Tilde

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