Polo oncologico nella Terra dei Fuochi

1

News dal Parlamento:  Terra dei Fuochi

Quali iniziative intende assumere il Governo per dare risposte immediate e concrete all’emergenza delle comunità campane della Terra dei Fuochi, alla luce dei risultati delle analisi dell’Istituto Superiore di Sanità che mostrano un incremento delle patologie tumorali in quella zona?

E come intende agire il Governo in merito alla vicenda del “Polo Oncologico Pluri-Territoriale” – previsto dalla Legge finanziaria della Regione Campania approvata lo scorso aprile e che doveva essere alloccato presso l’Ospedale “Sant’Alfonso Maria dei Liguori” di Sant’Agata dei Goti (struttura sanitaria nuova e attrezzata per tale esigenza) – e di fatto accantonato dal Commissario governativo per il Piano di rientro dal disavanzo del Settore sanitario?
Questo è il centro delle questioni di un’interrogazione urgente depositata a mia firma in Senato per far luce su quanto avvenuto in merito alla previsione di costruire un polo oncologico pluri-territoriale nella Terra dei Fuochi e sul come intervenire al fine di dare risposte immediate ai cittadini di quelle zone.

Il comma 3 dell’art.22 “Misure in materia sanitaria” della legge regionale 05/04/2016, n. 6, “Prime misure per la razionalizzazione della spesa e il rilancio dell’economia campana” prevede, infatti, Accordi di Programma Quadro, affinché la Regione Campania d’intesa con il Governo ed i Comuni interessati definisca idonee, legittime e concrete risposte ai bisogni dei territori coinvolti prevedendo, per quanto possibile, l’istituzione di un “Polo Oncologico Pluri-Territoriale” con la riallocazione dell’Ospedale “Sant’Alfonso Maria dei Liguori” di Sant’Agata dei Goti.
Soluzione questa cancellata dal Commissario ad acta alla Sanità che, nonostante inizialmente avesse posto in risalto i dati dell’incremento e della gravità delle patologie tumorali nella zona della Terra dei Fuochi, ha poi rimosso la norma, con la motivazione di rientrare dal disavanzo del settore sanitario, pure se questa non avrebbe inciso sui conti del Servizio Sanitario Regionale, trattandosi di atto programmatorio, e optando per la dislocazione di posti letto per i malati oncologici in piccoli ospedali sparsi sui territori ma non adeguati alla cura di tali patologie.
Comportamento, questo, che ha suscitato una discussione sui poteri del Commissario – che con l’interrogazione si chiede al Governo di chiarire – oltre che la reazione negativa della conferenza dei 55 sindaci dei Comuni di Terra dei Fuochi, del Vescovo di Aversa e dei sindacati.
Recentemente, inoltre, il Governo ha impugnato davanti alla Corte Costituzionale alcune norme contenute nella Legge Regionale 6/2016 ma non il comma 3 dell’articolo 22, di fatto legittimandone l’impostazione.
Vi è, dunque, una contraddizione tra la legittimazione della norma e la proposta di una sua rimozione contenuta nel decreto commissariale che è bene che venga chiarita, nell’interesse dei cittadini che vivono quotidianamente il dramma della malattia e della sofferenza e che da tempo aspettano risposte concrete.

Testo dell’interrogazione:

Interrogazione Urgente a Risposta Orale in Aula

Al Presidente del Consiglio dei Ministri,
Al Ministro per gli Affari Regionali
Al Ministro della Salute,
Al Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali
Al Ministro dello Sviluppo Economico

Premesso che:

la legge regionale 05/04/2016, n. 6, “Prime misure per la razionalizzazione della spesa e il rilancio dell’economia campana”, al comma 3 dell’art.22 “Misure in materia sanitaria”, dispone:
“Alla luce delle risultanze delle analisi sull’incremento delle patologie tumorali in una zona della Regione Campania svolte, ai sensi dell’articolo 1, comma 1bis della legge 6/2014, dall’Istituto Superiore di Sanità, la struttura amministrativa competente in materia di salute e sicurezza alimentare della Regione Campania, in raccordo con le A.S.L. e le A.O. dei territori interessati, entro 15 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, attiva, esclusivamente sulla base degli indirizzi del Commissario di governo per la prosecuzione del Piano di rientro dal disavanzo del Settore sanitario, i percorsi previsti dalla legge 23 dicembre 1996, n. 662 (Misure di razionalizzazione della finanza pubblica) per gli Accordi di Programma Quadro, affinché la Regione Campania d’intesa con il Governo ed i Comuni interessati definisca idonee, legittime e concrete risposte ai bisogni dei territori coinvolti prevedendo, per quanto possibile, l’istituzione di un “Polo Oncologico Pluri-Territoriale” con la riallocazione dell’Ospedale “Sant’Alfonso Maria dei Liguori” di Sant’Agata dei Goti (BN), la rinaturalizzazione delle Aree Agricole a Rischio Ambientale, il riconoscimento di un marchio di Sanità Regionale per la tutela delle produzioni agro-zootecniche-alimentari e del pescato. Resta fermo che, per l’intera durata della gestione commissariale per la prosecuzione del Piano di rientro dal disavanzo del settore sanitario, le attività di cui al presente comma, sono esercitate esclusivamente nell’osservanza delle disposizioni impartite dal Commissario ad acta.”;

l’Accordo di Programma Quadro richiamato nella predetta norma regionale, così come previsto dall’art 2, comma 203 della Legge 662/96:
A) è uno dei principali strumenti di Programmazione negoziata;
B) rappresenta il quadro di riferimento per definire le scelte strategiche, i settori e gli interventi prioritari per affrontare e risolvere le complesse problematiche dei territori, con soluzioni adeguate e condivise;
C) prevede le attività e gli interventi da realizzare con tempi e modalità di attuazione, i soggetti responsabili e relativi impegni, le risorse finanziarie da utilizzare a valere su stanziamenti pubblici e/o su finanziamenti privati;

per tale motivo, la stessa Camera dei Deputati, con ODG n. 9/03119-A/11 del 18/02/2016, ha impegnato il Governo a “… fare attivare un “Accordo di Programma Quadro” … tra il Dipartimento della Salute e della Sicurezza Alimentare della Regione Campania, le Aziende Sanitarie Locali, le Aziende Ospedaliere dei territori interessati ed i comuni della Terra dei Fuochi, il quale preveda specifiche azioni capaci di meglio tutelare la salute e lo sviluppo delle aree interessate …”

l’utilizzo del predetto strumento è stato condiviso con atti formali da una serie di soggetti pubblici ed in particolare dai Comuni di Caserta e di Aversa, dalle Provincie di Napoli, Caserta e Benevento, dalle AA.SS.LL. e dalle AA.OO. di Caserta e Benevento, dai Vescovi e dalle Diocesi di Caserta, Benevento, Aversa, Capua, Acerra e di Cerreto Sannita-Telese-Sant’Agata dei Goti che, tutti, hanno chiesto di procedere all’attuazione di specifiche progettualità e, in particolare:
A) alla realizzazione del previsto “Polo Oncologico Pluri-Territoriale” con la Riallocazione dell’Ospedale “Sant’Alfonso Maria dei Liguori” di Sant’Agata dei Goti;
B) la “Rinaturalizzazione delle Aree Agricole a Rischio Ambientale”;
C) il Riconoscimento di un Marchio di Sanità Territoriale per la Tutela delle Produzioni Agro-Zootecniche-Alimentari e del pescato;

la valenza socio–sanitaria e programmatica della norma di cui all’art. 22, comma, della L.R. Campania n. 6 del 05 aprile 2016 è stata accolta con grande entusiasmo e con rinnovata speranza, in particolare dalle numerosissime famiglie campane che vivono il dramma quotidiano della malattia e della sofferenza;

tale valenza è ancor più evidente in quanto inscindibilmente connessa alla drammatica situazione venutasi a creare, in particolare, nei territori della cd. “Terra dei Fuochi” ed in generale nell’intera regione Campania, dove il numero di morti per tumori registra un incremento esponenziale rispetto alle medie nazionali di riferimento;

tale dato è posto in risalto dallo stesso Decreto n.33 del Commissario ad Acta per l’attuazione del piano di rientro dai disavanzi del settore sanitario della Regione Campania;

infatti, al punto “10.6 – LA RETE ONCOLOGICA” del “Piano Regionale di Programmazione della Rete Ospedaliera …”, approvato con il citato decreto n. 33 del 17/05/2016, il Commissario ad Acta scrive, “In Campania, sulla base dei dati epidemiologici forniti dalla Banca dati “I tumori in Italia” … si stima un’incidenza di neoplasie maligne per l’anno 2010 (dato più recente) di 398/100.000 nuovi casi per il sesso maschile, a fronte di una media nazionale di 336/100.000 e 265/100.000 per il sesso femminile, dato in linea con la media nazionale. Il tasso di mortalità si discosta decisamente dalla media nazionale di 173/100.000 per gli uomini e 94/100.000 per le donne, attestandosi su 231/100.000 per i primi e 103/100.000 per le seconde. …”, affermando, di conseguenza, “… come sia diventato non più procrastinabile costruire per questa Regione la Rete Oncologica, in tutto il suo sistema di rete complessa, multidisciplinare, multipresidiale, a più livelli e con forti integrazioni, basato sul concetto ormai universale della presa in carico globale del paziente, finalmente tutelato nel percorso di diagnosi e cura da PDTA regionali, sostenuti da Evidenze Scientifiche, e assistito in setting di cura predeterminati che consentano il massimo dell’appropriatezza ed il massimo della qualità.”;

il Decreto n. 30 del 28/04/2016, pubblicato sul BURC n. 27 del 02/05/2016, con il quale il sopra citato Commissario ad Acta, contrariamente a quanto da esso stesso rilevato al punto 10.6 del Piano Ospedaliero, sopra trascritto per stralcio, ha stabilito “di proporre la rimozione del comma 3, dell’art. 22 della legge regionale n.6/2016” e, contestualmente, ha disposto “… la sospensione dell’efficacia dei provvedimenti assunti in forza delle disposizioni della legge regionale n. 6/2016 individuate come contrastanti con il Piano di Rientro, sino alla necessaria modifica o abrogazione ad opera dei competenti organi regionali”;

il predetto Commissario ad acta, utilizzando la via amministrativa, ha di fatto rimosso la norma di una legge regionale, eccedendo nei propri poteri, pure se questa non incide in alcun modo sui “conti del S.S.R.”, trattandosi di atto programmatorio;

sulla questione e sulla condotta del Commissario ad acta molto critica è stata la posizione assunta dagli stessi Sindacati della Dirigenza Medica, uniti in un fronte comune che rappresenta gli oltre 50.000 camici bianchi, dai Sindacati del Comparto, riunitisi il 20 Maggio u.s. presso la sede Vescovile della Diocesi di Aversa (cuore della cosiddetta Terra dei Fuochi), costituita da ben oltre 500.000 abitanti e da diversi Comuni della Provincia di Caserta e della città metropolitana di Napoli:
i Sindacati della Sanità e del Lavoro, congiuntamente ai Comuni maggiormente interessati, hanno già dato mandato ai rispettivi legali di procedere all’impugnativa del decreto n. 30 del 28/04/2016 adottato dal più volte menzionato Commissario ad Acta per l’attuazione del piano di rientro del S.S.R, con il quale si assume, in maniera palesemente illegittima ed infondata, che la norma licenziata dal Legislatore Regionale (art. 22 comma 3 LRC n. 6/2016) si pone in contrasto con il piano di rientro del settore sanitario della Regione Campania;

Numerosi sono i Comuni che hanno attivato le procedure per impugnare il Decreto n.30 del 28 Apr. 2016, in particolare i Comuni di: Sant’Agata dei Goti con la Delibera Di Giunta n. 78 del 16/05/2016, e di Cancello ed Arnone con la Delibera di Giunta N. 43 del 01 Giugno 2016, con oggetto: “Comma 3 dell’Art.22 della L.R. 05.04.2016 N. 6; Opposizione al Decreto N°30 del 28 Aprile 2016 del Commissario ad Acta per la Sanità della Regione Campania, pubblicato sul BURC N°27 del 02 Maggio 2016”,:

Il Consiglio dei Ministri, il 31 Maggio 2016 ha deciso di Impugnare davanti alla Corte Costituzionale taluni Provvedimenti Normativi, inseriti nella Legge Regionale N.6 del 05 Maggio 2016. Tra detti provvedimenti non risulta il citato Comma 3 Art 22 della Legge Regionale n. 6/2016 che prevede la definizione di Un Accordo di Programma Quadro tra Governo, la Regione Campania ed i Comuni e, tale assenza può essere interpretata come la conferma e la piena legittimità della norma sopra richiamata;

si chiede di sapere:

Se il Governo sia a conoscenza della situazione e delle problematiche sopra descritte;

Quali valutazioni esprima il Governo in merito al comportamento del Commissario ad acta descritto in premessa che di fatto ha cancellato la volontà espressa dal Consiglio Regionale che con il comma 3 dell’art. 22 della Legge Regionale 6/2016, intendeva così dare soluzione alle nuove e vecchie emergenze dei Territori dell’Area definita “Terra dei Fuochi”;

Quali iniziative intenda assumere il Governo, per dare risposte immediate e concrete alle comunità campane, alle loro paure ed alle loro speranze;

Se il Governo, a fronte della piena legittimità e vigenza dell’art. 22, comma 3, della Legge Regionale n. 6 del 16 marzo 2016, intende sostenere la realizzazione di un Accordo di Programma Quadro tra esso stesso Governo, Regione Campania e Comuni;

In quanto tempo il Governo intende procedere all’attuazione del sopra citato ODG 9/3119-A/11. Approvato dalla Camera dei Deputati in Assemblea e con il parere favorevole del Governo (ViceMinistro Olivero Andrea) il 18 Febbraio 2016, nella seduta n 572;

Se il Presidente del Consiglio dei Ministri ed i Ministri Interrogati, intendono intervenire tempestivamente con l’attuazione presso il Ministero per i Rapporti con le Regioni di uno specifico “Tavolo di confronto” per un Accordo di Programma Quadro nel senso sopra richiamato, tra i rappresentanti del Governo, della Regione Campania e dei Comuni.

0 Comments

No comments!

There are no comments yet, but you can be first to comment this article.

Leave reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *