PRESENTAZIONE DEL LIBRO “ATTACCO ALL’ARTE. LA BELLEZZA NEGATA” DI SIMONA MAGGIORELLI

Capua (Redazione) – Oggi in mattinata presso la Sala Liani del Museo Campano di Capua è stato presentato il libro di Simona Maggiorelli “Attacco all’arte. La bellezza negata”. L’evento culturale organizzato a cura delle Piazze del Sapere nell’ambito delle iniziative “Adotta una madre”. Nel corso dell’evento hanno portato i saluti gli amici di Capuanova e del TCI di Capua, impegnati in difesa del prestigioso Museo. Sono intervenuti Pasquale Iorio de Le Piazze del Sapere, il direttore del Museo Campano, Francesco Di Rienzo, e il professore Giovanni Cerchia dell’Università del Molise. Ha cordinaoto i lavori, la giornalista Paola Broccoli.

“Attacco all’arte. La bellezza negata” tratta della bellezza e della ricchezza espressiva dell’arte rupestre del Paleolitico è stata a lungo negata, tanto che lo scopritore di Altamira fu accusato di truffa. «La creatività è di dio», dicevano i religiosi. «I nostri avi non potevano avere un’arte così raffinata », sostenevano i positivisti annullando la fantasia delle prime artiste. Con autorevoli studiosi, da Clottes a Tattersall, e con il fondamentale contributo di Fagioli, Attacco all’arte è un viaggio attraverso epoche fra loro lontane in difesa del linguaggio silenzioso e universale delle immagini. Con l’antichista Ronchey, lo scopritore di Ebla Matthiae e il poeta siriano Adonis, l’autrice indaga l’iconoclastia cristiana e le devastazioni dell’Isis, individuando nella ‘diffidenza’ verso le immagini un tratto comune ai tre monoteismi. Non usano picconi come i wahhabiti, ma svendono il patrimonio storico-artistico e lo lasciano andare in malora: accade in Italia, dove il sistema di tutela negli ultimi quarant’anni è stato attaccato da politiche iperliberiste. A denunciare il tradimento dell’articolo 9 della Carta sono storici dell’arte, archeologi, urbanisti, da Settis e Montanari a De Lucia. Allargando lo sguardo al sistema internazionale del contemporaneo, infine, si prende in esame la ‘finanziarizzazione’ dell’arte che sembra aver prodotto una nuova forma di iconoclastia. Nella cosiddetta ‘società delle immagini’, in un mainstream che ancora risente del Postmoderno, non c’è spazio per la ricerca sulle immagini con un contenuto

Con autorevoli studiosi, da Clottes a Tattersall, e con il fondamentale contributo di Fagioli, “Attacco all’arte” è un viaggio attraverso epoche fra loro lontane in difesa del linguaggio silenzioso e universale delle immagini. Con l’antichista Ronchey, lo scopritore di Ebla Matthiae e il poeta siriano Adonis, l’autrice indaga l’iconoclastia cristiana e le devastazioni dell’Isis, individuando nella ‘diffidenza’ verso le immagini un tratto comune ai tre monoteismi. Non usano picconi come i wahhabiti, ma svendono il patrimonio storico-artistico e lo lasciano andare in malora. A denunciare il tradimento dell’articolo 9 della Carta sono storici dell’arte, archeologi, urbanisti. Allargando lo sguardo al sistema internazionale del contemporaneo, infine, si prende in esame la ‘finanziarizzazione’ dell’arte che sembra aver prodotto una nuova forma di iconoclastia. Nella cosiddetta ‘società delle immagini’, in un mainstream che ancora risente del Postmoderno, non c’è spazio per la ricerca sulle immagini con un contenuto.

Simona Maggiorelli è una giornalista professionista. Ha lavorato nei quotidiani “Liberazione”, “Il Giornale”, “La Nazione” ed “Europa”, come critico d’arte e cronista culturale. Dal 2002 nella redazione di “Avvenimenti” e dal 2006 a “Left”, occupandosi di cultura e scienza. Ha diretto la rivista “Teatro da Quattro Soldi” e ha collaborato con “La Rinascita della sinistra”, “Hystrio”, “East”, “Babylon Post” e altre testate.Tra i suoi libri: Tragicamente, sul teatro di Alfonso Santagata (2002) e con N. Garrone, F. Tei e altri, Il teatro comico toscano (2001). Ha collaborato a La danza del drago giallo (2003) e ad Arte senza memoria (2007) di D. Fargnoli. Ha firmato l’introduzione di Party, a song for Leo (2003) di A. Raveggi e per L’Asino d’oro la postfazione di Figli rubati (2015) di F. Tulli.

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