Prete esorcista arrestato, le apparizioni di Medjugorie messe in discussione dal racconto di un’adepta.

Intanto a Casapesenna i cittadini chiedono al sindaco di costituirsi parte civile nel processo.

Casapesenna – L’arresto di don Michele Barone, dei due genitori di Antonia (Saverio Tramontano e Lorenza Carangelo) e del commissario di Polizia Luigi Schettino oltre a fare scalpore nell’intera provincia di Caserta ha diviso le coscienze dei cittadini specialmente di quelli che vivono a pochi passi dal Tempio. I cittadini di Casapesenna, in queste ultime ore stanno chiedendo a gran voce anche direttamente agli amministratori comunali del territorio di far costituire l’ente locale parte civile nel processo a carico del sacerdote del Tempio per un danno d’immagine al territorio. Intanto, la Procura di Santa Maria Capua Vetere in quese ultime ore ha acceso i riflettori su alcune veggenti di Meddjugorie, in particolare Mjrjana e Vicka (quest’ultima grande amica di don Michele). Ma non solo il caso rischia di diventare internazionale in quanto potrebbe mettere in bilico la veridicità o meno delle apparizioni che avvengono sul monte delle apparizioni, il Krizevac (d’altronde la Chiesa, da trentasei anni, sul cas Medjugorie non si è mai espressa in maniera ufficiale e definitiva, andandoci spesso con i piedi di piombo).

Inoltre, gli inquirenti stanno studiando il patrimonio di don Michele in Erzegovina, in quanto pare che abbia diverse proprietà. Il tutto, sarebbe venuto a galla dal racconto di un’adepta che avrebbe svelato tutti i retroscena e addirittura che per un lungo periodo don Michele si sarebbe servito di lei per avvicinare i fedeli alle pratiche delle guarigioni attraverso l’esorcismo.

La Squadra Mobile di Caserta, in questi ultimi giorni, ha acquisito persino centinaia di documenti tra i quali una sorta di libro mastro con l’elenco delle somme che don Barone avrebbe anticipato di tasca sua per consentire a diverse centinaia di fedeli indigenti di intraprendere il viaggio a Medjugorie e Cracovia.

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