Primarie PD. La città di Napoli salva Matteo Renzi da una brutta figura

IL PARTITO ESULTA NONOSTANTE CHE A ROMA ABBIA VOTATO LA META' RISPETTO AL 2013. PER TUTTI E' LA VITTORIA DI RENZI.

BY GIOVANNA PAOLINO

“Un bel segnale di partecipazione e passione. Siamo molti soddisfatti”. Così il vice segretario dem, Lorenzo Guerini all’Agi parlando della partecipazione del popolo Pd alle primarie per i candidati alle amministrative. “A Napoli – spiega Guerini – il risultato dell’affluenza è molto positivo: 30mila votanti, contro i 16,500 dello scorso anno per le regionali”. “A “Penso che quella di Giachetti sia la candidatura piu’ competitiva per una sfida difficile”. Cosi’ il guardasigilli Andrea Orlando, intervistato ad Agora’ su Rai 3, commenta il risultato delle primarie del Pd a Roma. Nella Capitale “esce fuori – ha aggiunto – una situazione che sconta le difficoltà di questi ultimi anni. Il calo d’affluenza c’è stato, è difficile negarlo, ma sembra tuttaltro che scontato che le persone si mettano in fila per votare. A me sembra sia un buon segnale di ripartenza: non c’e’ un’altra forza politica che mette in moto tutto questo”. Roma – aggiunge – un ottimo risultato dopo tutto quello che è successo”.

“I primi vincitori di queste primarie sono le decine di migliaia di elettori che hanno dimostrato come lo strumento delle primarie sia ormai affermato come una buona prassi politica. Questo risultato conferma, inoltre, il desiderio dei cittadini napoletani di scegliere il proprio futuro”, scrive invece in una nota il segretario regionale del Pd Campania, Assunta Tartaglione.
“Il Pd sceglie così i candidati: con tanti cittadini nelle piazze d’Italia grazie alla passione dei nostri volontari. Grazie a tutti!”. Lo scrive su Twitter Debora Serracchiani, vicesegretario del Partito Democratico.

Alle primarie del centrosinistra vincono i candidati renziani: Roberto Giachetti a Roma, Valeria Valente a Napoli, Roberto Cosolini a Trieste. Ha vinto Renzi contro Bersani? “No, ha vinto il partito” precisa il vice segretario Lorenzo Guerini convinto che chi ha perso “darà comunque una mano”, a cominciare da Antonio Bassolino sconfitto per pochi voti – 12.967 contro i 13.419 della Valente – perchè “i napoletani hanno voluto puntare su una candidatura molto innovativa e giovane”. A Napoli l’affluenza è da record con circa 30 mila votanti. Ma è il crollo dell’affluenza Roma a far discutere i dem. Anche se i vertici del partito esprimono soddisfazione. “A Napoli risultato di affluenza molto positivo: 30.000 votanti contro i 16.500 dello scorso anno perle regionali, un bel segnale di partecipazione e passione – spiega Guerini -. Siamo molto soddisfatti. A Roma un ottimo risultato, dopo tutto quello che è successo”. I 100 mila votanti del 2013? Il presidente del Pd e commissario del partito romano Matteo Orfini non ha dubbi: non erano voti veri, allora “era andata più gente ai gazebo ma perchè c’erano le truppe cammellate dei capibastone poi arrestati”.

La sinistra Pd attacca sull’affluenza alle primarie, soprattutto a Roma ; Renzi, invece, guarda ai candidati che hanno vinto e con i suoi si mostra soddisfatto. Questo l’esito delle primarie di Roma, Napoli e Trieste. “Vincono i renziani, vince il nuovo”, si sottolinea dal Nazareno, “è un vero successo”. Soddisfazione soprattutto per il verdetto nel capoluogo campano dove fino a poche settimane fa si profilava il ritorno di Antonio Bassolino.

Il commissario del Pd romano, Matteo Orfini, traccia un bilancio delle primarie commentando il calo dell’affluenza rispetto a quelle del 2013 che incoronarono Ignazio Marino. Per l’esponente democratico “è una bella giornata. Siamo un paese in cui la destra sceglie i candidati in tre -Salvini, Meloni e Berlusconi – e neppure si mettono d’accordo. I 5Stelle li scelgono con qualche migliaio di clic spiati da Casaleggio. Noi Democratici – sottolinea Orfini – con decine di migliaia di persone che alla luce del sole esprimono liberamente il loro voto”.

ROMA – Nel mirino della minoranza dem c’è il dato sull’affluenza nella Capitale. A Roma sono andati a votare in 50mila, la metà rispetto al 2013 quando ci furono oltre 100mila presenze. “Nel 2012 – rimarca la minoranza del partito – per la leadership tra Renzi e Bersani andarono a votare oltre 230mila persone”. “Il problema – attacca il bersaniano Fornaro – è che il popolo del centrosinistra non c’è piu'”. Ora i vertici dem si aspettano una lista a sinistra per contrastare Giachetti, a sostegno magari dell’ex ministro Bray. “Il risultato è ottimo – taglia corto il vice segretario dem Guerini – un segnale di partecipazione e di passione”. “Ha vinto il Pd”, canta vittoria anche il capogruppo Rosato. Per il guardasigilli Andrea Orlando, intervistato ad Agora’ su Rai 3, “quella di Giachetti sia la candidatura più competitiva per una sfida difficile”. Nella Capitale “esce fuori – ha aggiunto – una situazione che sconta le difficoltà di questi ultimi anni. Il calo d’affluenza c’è stato, è difficile negarlo, ma sembra tuttaltro che scontato che le persone si mettano in fila per votare. A me sembra sia un buon segnale di ripartenza: non c’è un’altra forza politica che mette in moto tutto questo”.

NAPOLI – Ha vinto con il 45,01% dei consensi dei 30.963 votanti Valeria Valente, deputato ed ex assessore comunale, mentre Antonio Bassolino ha avuto il 43,04%. Doppiato il dato, a Napoli città, della partecipazione alle primarie dell’anno scorso per la scelta del candidato alla Regione. Valente traccia una bozza di azione: “Il primo impegno è vincere e riconquistare Napoli. Ho sintonia con quello che desideravano napoletani, che vogliono nuna nuova leadership e una nuova classe dirigente, di una nuova generazione. Ho in mente un grande piano di manutenzione della città. E’ questa la prima sfida. Servizi efficienti, aree verdi e dobbiamo rispondere a Luigi de Magistris che ha cavalcato rabbia e mai dato risposte concrete”.
Ho dato un contributo alla battaglia per la partecipazione, con passione e caparbieta’, con tutte le mie forze. Spetta a chi ha vinto compito di andare avanti. Auguri di buon lavoro e continuiamo la battaglia per Napoli”, replica Antonio Bassolino.

TRIESTE – Il dato finale sull’affluenza a Trieste indica che hanno complessivamente votato 6.864 persone. Le operazioni di voto si sono svolte regolarmente nell’arco dell’intera giornata. Roberto Cosolini ha raccolto 4.447 voti, (il 65,02%) ed è quindi il candidato sindaco della coalizione di centrosinistra alle amministrative di giugno. Al senatore Russo sono andate 2.392 preferenze (il 34,98%). Nel corso della giornata erano state effettuate altre due rilevazioni: alle 12 (2.323 votanti) e alle 18 (5.501). L’affluenza è stata superiore a quella registrata alle primarie per le comunali del 2010, pari a 4.382 votanti. Secondo la segretaria regionale del Pd Antonella Grim e il segretario del Pd di Trieste Nerio Nesladek grazie al prezioso lavoro di tanti volontari quella di oggi è stata una grande festa della democrazia, che conferma il radicamento del Pd e del centrosinistra nella città”. “La vittoria di Cosolini – sottolineano i due segretari Pd – è il riconoscimento di quanto fatto in questi cinque anni e uno stimolo a lavorare ancora di piu’ per il futuro di Trieste, e comunicare al meglio i risultati ottenuti”.

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