Quale Sanità avremo? Nuove tecnologie e il peso dei costi indiretti: dalla pandemia nasce una nuova programmazione di lungo periodo

Un confronto sulla Sanità che sarà. La Web Conference “Il valore delle tecnologie e l’impatto dei costi indiretti nell’era Covid-19” propone riflessioni inedite in questa fase. Necessari investimenti in ambito tecnologico e un nuovo approccio ai servizi per non farsi trovare impreparati

“L’esperienza della pandemia ha insegnato che i costi diretti possono essere onerosi, ma quelli indiretti sono destinati a diventare presto drammaticamente maggiori” ha sottolineato il Prof. Mennini, Università Tor Vergata

COSA CI HA INSEGNATO LA PANDEMIA NELLO SCENARIO POST-COVID – Il Covid-19 ha provocato conseguenze ben oltre l’ambito sanitario, travolgendo il sistema socioeconomico del nostro Paese sotto molteplici aspetti. Tutti gli sforzi infatti sono andati nella direzione del contenimento dell’infezione e nell’individuazione della migliore presa in carico e gestione dei cittadini colpiti dalla patologia. Tuttavia, per un’efficiente programmazione occorre tenere in considerazione non solo la spesa sanitaria, sia tanto a livello nazionale sia in ambito locale, ma anche quella sociale e previdenziale, intesa come posti e giornate di lavoro persi, nuove disabilità, conseguenti oneri a carico dell’INPS. Queste valutazioni sono fondamentali per strategie concrete e funzionali, che tengano conto sia dell’impatto dei costi diretti collegati alla pandemia, sia dei costi indiretti evidenti nel ritorno alla normalità.

Questi temi sono stati al centro della Web Conference “Il valore delle tecnologie e l’impatto dei costi indiretti nell’era Covid-19”, organizzata oggi da MA Provider con il contributo non condizionato di Gilead Sciences, Lundbeck Italia, Galapagos Biopharma, SIFI. Tecnici, specialisti, manager e parlamentari a confronto su analisi, valutazioni e ruolo dell’impresa. Con il Prof. Francesco Saverio Mennini, docente di Economia Sanitaria e di Microeconomia, Direttore EEHTA del CEIS, Facoltà di Economia, Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, sono intervenuti Mauro Grigioni, Direttore del Centro Nazionale Tecnologie Innovative in Sanità Pubblica, Istituto Superiore di Sanità; Lorenzo Terranova, Direttore Centro Studi e Relazioni Esterne, Confindustria Dispositivi Medici; Raffaele Migliorini, Coordinatore Centrale Medico Legale INPS; Tiziana Mele, General Manager Lundbeck Italia; Alberto Avaltroni, VP Country Head Galapagos Biopharma Italy; Fabrizio Chines, Chairman & CEO SIFI; i deputati Maria Laura Paxia, X Commissione Attività Produttive, Commercio e Turismo, Camera dei Deputati; Vito De Filippo, XII Commissione Affari Sociali, Camera dei Deputati; Luca Rizzo Nervo, XII Commissione Affari Sociali, Camera dei Deputati. La Senatrice Maria Rizzotti, 12a Commissione Igiene e Sanità, Senato della Repubblica, non è riuscita a partecipare a causa di impegni in Aula.

IL PESO DEI COSTI INDIRETTI E L’IMPORTANZA DI UNA PROGRAMMAZIONE DI LUNGO PERIODO – “In un momento di crisi, un sistema sanitario e sociale che aspiri a porre le basi di una reale sostenibilità economica, organizzativa e finanziaria deve potersi dotare di una visione in termini di programmazione e pianificazione – sottolinea il Prof. Francesco Saverio Mennini. – Deve essere superata la logica dell’emergenza, mentre si deve guardare alle sfide del medio e lungo periodo. Il Valore delle Tecnologie rappresenta uno degli aspetti più importanti in questo scenario, soprattutto se collegato al concetto di innovazione. L’esperienza della pandemia Covid-19 ha insegnato che i costi diretti possono essere onerosi, ma quelli indiretti sono destinati a diventare presto drammaticamente maggiori (posti lavoro persi, giornate di lavoro perse, nuove disabilità e conseguente onere a carico dell’INPS). La maggior parte delle malattie sono caratterizzate da un impatto importante e prevalente dei costi indiretti che traguardano in modo rilevante il valore di un’opzione terapeutica all’interno di una valutazione economica (basta pensare alla crescita esponenziale dei costi indiretti riferiti alle malattie mentali e psichiatriche). Tra i costi indiretti più rilevanti emersi in questa pandemia possiamo citare il Diabete, 9 mld di Euro; le Malattie Cardiovascolari, 6 mld di Euro; la Schizofrenia 1,6 miliardi di Euro; l’Artrite reumatoide, 1 miliardo di Euro;  l’Influenza 1 mld di Euro”.

I PARLAMENTARI AUSPICANO USO TECNOLOGIE, TELEMEDICINA E DELL’INNOVAZIONE IN SANITA’ – “Questa pandemia ci ha fatto prendere coscienza delle profonde correlazioni tra il settore della salute con tutti gli altri settori non strettamente sanitari e ci ha insegnato che la sanità deve essere al primo posto nelle agende dei governi – ha affermato l’On. Maria Laura Paxia, X Commissione Attività Produttive, Commercio e Turismo, Camera dei Deputati. – È arrivato il momento di investire risorse pubbliche nel Sistema Sanitario Nazionale per attuare un reale welfare sanitario e per dare una rinnovata visione strategica di questo settore del nostro Paese”.

La lezione di questa pandemia ci insegna che dobbiamo investire nella riorganizzazione della rete ospedaliera, nel territorio, nella sanità digitale, in ricerca e innovazione – ha evidenziato l’On. Vito De Filippo, XII Commissione Affari Sociali, Camera dei Deputati. – Sono questi i quattro ambiti fondamentali su cui bisogna puntare nei prossimi anni per evitare emergenze così drammatiche come quella che abbiamo vissuto. L’impegno della politica parte dall’approvazione immediata dei provvedimenti già in corso e deve proseguire con un maggiore impegno in termini di finanziamenti a imprese e famiglie, usufruendo anche dell’ausilio dell’Europa”.

L’effetto dell’emergenza sul Sistema Sanitario Nazionale deve essere quello di portare a una maggiore prossimità nella sanità, con una ridefinizione organizzativa dell’offerta sanitaria – ha dichiarato l’On. Luca Rizzo Nervo, XII Commissione Affari Sociali, Camera dei Deputati. – Ciò significa investire sul territorio, dove si possono comprendere più rapidamente i bisogni di determinati cluster di popolazione. Affinché si avvii questa nuova impostazione, è necessaria l’acquisizione di un ampio quantitativo di dati sanitari dei cittadini italiani. Questo chiama in causa anche le tecnologie, che permettono di raccogliere, elaborare e restituire i dati in tempi rapidi per una risposta sanitaria continuamente aggiornata. Ciò richiede un cambiamento organizzativo e un grande investimento tecnologico”.

La tecnologia ha un ruolo fondamentale nel sostegno ai cittadini, ai pazienti, al personale sanitario e ai decisori – ha sottolineato la Sen. Maria Rizzotti, 12a Commissione Igiene e Sanità, Senato della Repubblica. – Supporta prevenzione, diagnosi, cura, gestione dell’acuzie, riabilitazione, l’assistenza domiciliare e nelle strutture residenziali. In futuro dunque si dovrà veder riconosciuto un peso maggiore. Il vantaggio principale di strumenti come la telemedicina sta nel non esporre il personale sanitario, oltre che i pazienti stessi, al rischio di infezioni in situazioni di emergenza. Molte società italiane hanno sviluppato diverse soluzioni di telemedicina. I problemi sono però sempre a monte: in Italia, la telemedicina non è rimborsata e quindi non esiste un suo vero utilizzo. Molte regioni devono ancora completare l’iter del Fascicolo elettronico sanitario e implementare forme di Telemedicina. Mancano poi dettagli sufficienti sui criteri di rimborsabilità di queste prestazioni, di autorizzazione e accreditamento delle strutture che devono erogarli: le regioni non sanno come procedere. Occorre affrontare definitivamente questi temi: tecnologie di questo tipo, oltre a risolvere parzialmente l’attuale problema del contagio, garantirebbero anche soluzioni efficaci al problema della futura mancanza di medici”.

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