Racconto tratto dalla raccolta “Ho bisogno di sognare” di Matilde Maisto

RICORDANDO LA MIA DOLCISSIMA MAMMA: “IL SEGNALE”

 

Accarezzo un delicato ricordo della mia infanzia, è un ricordo tenerissimo che mi riporta alla mia mamma: un fuocherello scoppiettante nel camino, un vecchio candelabro con delle candele accese, tre sorelline rannicchiate accanto alla madre che con gli occhiali sulla punta del naso legge loro storie e tante storie.

 

Fa molto freddo e fuori ulula il vento proveniente dal mare, ma in casa tutto è tranquillo, la voce della mamma è bella, rassicurante. Ci sta leggendo la storia di un povero naufrago…

 

…Un povero naufrago arrivò sulla spiaggia di un’isoletta deserta aggrappato ad un piccolo relitto della barca su cui stava viaggiando, dopo una terribile tempesta.

 

L’isola era poco più di uno scoglio, aspro e inospitale. Il pover’uomo cominciò a pregare. Chiese a Dio, con tutte le sue forze, di salvarlo e da mattina a sera scrutava l’orizzonte, in attesa di veder sopraggiungere un aiuto, ma purtroppo non arrivava nessuno.

 

Dopo alcuni giorni si organizzò: sgobbando e tribolando, fabbricò qualche strumento per cacciare e coltivare; sudando sangue, riuscì ad accendere il fuoco; si costruì una capanna ed un riparo contro le violente bufere. Passò così quasi un mese. Il pover’uomo continuava la sua preghiera, ma nessuna nave appariva all’orizzonte.

 

Un giorno, un colpo di brezza sul fuoco spinse le fiamme a lambire la stuoia del naufrago. In un attimo tutto s’incendiò. Dense volute di fumo si alzarono verso il cielo. Gli sforzi di tante e tante settimane si ridussero, in pochi istanti, a un mucchietto di cenere. Il poveretto, che invano aveva tentato di salvare qualcosa, si buttò piangendo nella sabbia. “Perché Signore? Perché anche questo?

 

Qualche ora dopo, il “miracolo”… Una grossa nave attraccò vicino all’isola. Vennero a prenderlo con una scialuppa.

 

“Ma come avete fatto a sapere che ero qui?” Chiese il naufrago, quasi incredulo.

“Abbiamo visto i segnali di fumo” gli risposero.

***

Le difficoltà di oggi sono, dunque, segnali di fumo per la grazia futura.

Se lo credi con tutto il tuo cuore, Dio verrà a salvarti!

 

Comprendo, ora, che la mamma non ci stava raccontando solo una storia, giacché c’insegnava anzitutto a cercare Dio, a sentire e a vedere i Suoi segnali con la forza della Fede.

 

Mamma, adesso che sono mamma anch’io, trovo nel tuo ricordo la strada da seguire e cerco d’indicarla ai figli miei.

Non ci sei più già da tanto tempo, ma io ti sento sempre accanto a me!

Ti porto nel cuore e ti amo tanto, mamma!

Ciao Tilde

 

5 ottobre 2007

 

 

 

0 Comments

No comments!

There are no comments yet, but you can be first to comment this article.

Leave reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *