RESOCONTO DELLA VIDEO CONFERENZA DI LETTERATITUDINI. INCONTRO DEL MESE DI MAGGIO 2020. TEMA: LUDWIG VAN BEETHOVEN.

ALCUNE FOTO DELLA BELLA SERATA:

Cancello ed Arnone (Redazione) – E’ stata una serata insolita quella organizzata dal gruppo letterario “Letteratitudini” per sabato 16 Maggio 2020 alle ore 20,00.

Il tema dell’incontro è stato: LUDWIG VAN BEETHOVEN NELL’ANNO A LUI DEDICATO,  250° anniversario della nascita.

Hanno partecipato alla video conferenza il professore Raffaele Raimondo, il professore Alfonso Caprio, la prof.ssa Marinella Viola, la psicologa Tania Parente, la prof.ssa Lucia Petrella, la dott.ssa in scienze religiose Giulia Di Nardo, la docente di musica Angela Boccia, nonché la coordinatrice del gruppo, la giornalista Matilde Maisto.

Come da premessa è stato un incontro atipico, ovviamente, molto diverso da quello a cui erano abituati i soci del sodalizio culturale, ed è stato un evento diciamo “di prova”, che alla fine si è rivelato molto soddisfacente per tutti.

Naturalmente la conversazione è ruotata intorno a Ludwig Van Beethoven, precisando che egli, nato a Bonn nel 1770 e morto a Vienna nel 1827, è stato uno dei più importanti geni musicali di tutti i tempi. A quasi duecento anni dalla sua scomparsa non vi è persona, per quanto poco dotata culturalmente, che non abbia udito qualcuna delle sue immortali creazioni. Temperamento emotivo ed estremo, Beethoven ha portato innovazione sia musicalmente che sul piano della condizione di artista. Delle proprie opere, infatti, il compositore fiammingo ci viveva quasi come un moderno libero professionista. Oggi è normale, ma nei secoli passati l’artista si appoggiava a un mecenate. Doveva cercare di mantenersene le grazie, perché costui decideva di sua assoluta iniziativa quando e come compensarlo. Lui, invece, vendeva quando possibile la sua musica esigendo un adeguato corrispettivo. Dal punto di vista stilistico Beethoven rielaborò il classicismo viennese di compositori quali Mozart e Haydin e gettò i semi per la nascita del romanticismo. Né la vita travagliata né la sordità riuscirono a fermare il suo genio creativo.

Beethoven fu, senza alcun dubbio, un genio con tutte le stimmate del genio: nevrotico, instabile, oscillante fra l’introspezione malinconica e la depressione da un lato e l’esplosione di episodi di entusiasmo e di esaltazione dall’altro, con la stima di sé stesso amplificata dalla solida convinzione del proprio valore, ma guastata da escursioni nella pietà di sé stesso. Era aggressivo, ipersensibile, inquieto, indisciplinato nel suo modo di vivere, rozzo e grossolano, con uno sboccato senso dell’umore, tortuoso, intollerante e talvolta ipocritico. Soffrì di molte malattie.

Rilevante è stato l’intervento del professore Raimondo che ci ha mostrato delle foto dalle quali abbiamo potuto ammirare la casa paterna di Beethoven a Bonn, dove egli è nato e che oggi è una casa museo molto importante ed uno dei luoghi più frequentati al mondo tra quelli dedicati ai compositori.

Il museo rinnovato e ampliato con la sua nuova esposizione permanente mostra l’uomo e il musicista Ludwig van Beethoven con tutte le sfaccettature della sua personalità; ciò rende questa esperienza museale istruttiva e al contempo emozionante. Sfruttando tutte le possibilità multimediali dell’era digitale e tenendo conto delle abitudini visive ed esperienziali del XXI secolo, il museo è diventato una “Casa di Beethoven per tutti”: un luogo che ci permette di avvicinarci a uno dei maggiori artisti e ambasciatori culturali del  mondo, indipendentemente da età, origine e conoscenza.

Sono state, tra l’altro ricordate le sue opere più importanti che rappresentano una delle migliori immersioni nella musica classica che si possano fare: le sinfonie – le sonate – i concerti – la musica da camera.

Il professore Raimondo è nuovamente intervenuto precisando che la fama del grande compositore iniziò quando egli era ancora giovane. I musicisti più giovani lo adoravano, Schubert in primis. Oggi le opere di Beethoven sono le più rappresentate nelle sale di tutto il mondo. La loro fama si è estesa anche al mondo del cinema. Stanley Kubrick deve averlo amato in modo particolare. La Nona Sinfonia pervade Arancia Meccanica, uno dei suoi film più celebri. Nel suo ultimo lavoro. Eyes wide shut, la parola d’ordine che il protagonista (Tom Cruise) deve recitare per partecipare alla festa segreta è Fidelio: il nome dell’unica opera di Beethoven.

Un momento molto importante della serata è coinciso con l’esibizione della gentilissima docente di musica Angela Boccia, che ha suonato in diretta l’Inno alla Gioia, l’opera che fa parte della Sinfonia n. 9, l’ultima composta dal musicista tedesco e considerata il suo capolavoro. L’Inno alla gioia è una marcia di gioia che contiene un grande messaggio di pace e fratellanza e, per questo motivo, nel 1972 è stato adottato come inno europeo. Il brano è entrato a far parte anche della colonna sonora di numerosi film, tra cui “l’attimo fuggente” di Peter Weir.

Notevoli le poesie ricordate e lette per l’occasione: Il Passero Solitario di Giacomo Leopardi , recitata da Giulia Di Nardo; Pioggia d’estate, da “Dono d’amore” di Rabindranath Tagore, recitata da Lucia Petrella; Bombardamento di Adrianopoli di Filippo Tommaso Marinetti, recitata da Alfonso Caprio; Balada Para Mi Muerte, musica di Astor Piazzolla, testo di Horacio Ferrer, recitata da Tania Parente; La città dei liutai di Henrik Nordbrandt, recitata da Marinella Viola; La pioggia nel pineto di Gabriele D’Annunzio, recitata da Raffaele Raimondo.

E’ stata in conclusione una splendida serata che si è conclusa ancora più splendidamente con i dovuti saluti e ringraziamenti e con una nuova esibizione di Angela Boccia che ha accennato ad alcune note della celeberrima “Per Elisa”.

Grazie ancora a tutti e appuntamento al prossimo incontro

Matilde Maisto

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