Ripartire con la cultura – Bottega del Tintore, primitiva “fabbrica” di mantelli

 

Venticinquesima tappa

Santa Maria Capua Vetere (Capua Antica), ha reperti archeologici straordinari  tra cui i principali monumenti sono: Anfiteatro Romano,  Arco Felice ma si chiama anche Arco di Adriano, Conocchia e il Museo dei Gladiatori. Ma nelle viscere  ha anche  le domus (case) come quella che è la Bottega del Tintore. La Bottega del Tintore è situata in  Corso Aldo Moro, scoperta durante lo scavo per costruire il nuovo palazzo. La Bottega del Tintore dopo 2.000 anni è rimasta perfettamente conservata. Questa abitazione apparteneva ad uno schiavo libero di nome Publio Cunfuleio Sabbione, appartenente alla gens Confuleia.

La domus è composta da due piani realizzati in blocchi di tufo squadrati entrambi uguali per pianta e struttura architettonica. L’accesso a questi due piani che sono comunicanti tra di loro, è stabilito da una scala. Nel primo ambiente si trovano un pozzo circolare con accanto una vasca rettangolare( è stato ipotizzato che venisse usato come piano di lavoro per la lavorazione dei mantelli), dei mosaici disegnati sul pavimento e pareti che richiamano il primo stile pompeiano.  Per accedere al secondo piano, visto che sono due piani comunicanti tra di loro, bisogna varcare la porta. Mentre state varcando la porta, sotto ai vostri piedi c’è un iscrizione di notevole importanza che recita così: “RECTE Omnia  VELIM SINT NOBIS”, che in italiano significa “Vorrei  che  tutte le cose ci andassero bene”

Varcata la porta ne troverete davanti ai vostri occhi un’altra iscrizione pavimentale che ci rileva  tante informazioni. L’iscrizione pavimentale recita così: “P. CONFVLEIUS,  P. M. L. SABBIO, SAGURIUS, DOMUN HANC AB SOLO USQUE  AD SUMMUN FECIT  ARCITECTO T. SAFINO T. F. FAL. POLLIONE” che in italiano significa:  “Publio Confuleio Sabbione, liberto di Publio Marco, sagario, fece fare questa casa dal suolo fino alla sommità essendo architetto Tito Safinio Pollione, figlio di Tito della Tribù Falerna”

Come detto in precedenza questa  iscrizione ci dà importantissime informazioni. La prima informazione è riferita al lavoro che lì esercitava il sagario, cioè venditore di mantelli  di lana pesante e forse anche fabbricatore, destinati all’esercito romano; poi come seconda informazione sappiamo che è lui il proprietario di questa domus, fatta costruire dall’architetto Tito Safinio, cittadino romano, appartenente alla Tribù Falerna. L’ ultima informazione che l’iscrizione ci fa rilevare è la datazione della dimora, datata I secolo d.C., datazione suggerita dai mosaici disegnati sui pavimenti. Per visitare tale gioiello, purtroppo bisogna avere il permesso della Soprintendenza.

Numerose sono le domus scoperte nel corso dei secoli nel sottosuolo di Santa Maria Capua Vetere (CE), cittadina che sorge proprio sopra le rovine dell’antica Capua. Nascosta nel sottoscala di un edificio in Corso Aldo Moro vi è la cosiddetta “Bottega del Tintore“, una delle più belle domus riemerse nella provincia casertana. Anche conosciuta come Domus di Publius Confuleius Sabbio, essa fu riscoperta nel 1955 nel corso di alcuni interventi di edificazione.

La domus, risalente all’età tardo repubblicana, si compone di due ambienti a pianta rettangolare. Attraverso un’antica scala rivestita di mattoni si accede al primo dei due vani che presenta, nella decorazione pavimentale, la suddivisione tipica dei triclini. Si tratta di ambienti che potrebbero essere associati, per la propria funzione e configurazione, alle moderne sale da pranzo.

Stando al contenuto della iscrizione, sembrerebbe che la domus appartenesse allo schiavo liberato Publio Confuleio Sabbio. L’ipotesi che quest’ultimo fosse solito dedicarsi nella propria abitazione alla lavorazione del 13, pesante mantello di lana indossato dai soldati, sembrerebbe essere confermata dalla presenza di una vasca e di un pozzo nel primo dei due ambienti. Ciò farebbe pensare che, proprio in quella sala, il padrone di casa svolgesse una delle fasi di lavorazione del sagum.

La domus, sfortunatamente, è visitabile solo con visite guidate e in particolari periodi dell’anno a causa della particolarità della propria ubicazione.

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