Sanremo 2015: Carlo Conti e Sammy

Delicata ed emozionante. Quello di Sammy Basso ospite al 65esimo Festival di Sanremo è stato davvero un bel momento, di vita e di televisione. E non era così scontato. La storia di Sammy, il «ragazzo già vecchio» affetto da progeria, è commovente e straziante. Ma, complice la conduzione garbata e naturale di Carlo Conti (è stato molto bravo, sì), non è mai scivolata verso facili patetismi, anzi.

Sammy, 19 anni dentro e una vita di più fuori, è arrivato al festival per far conoscere a più persone possibili la sua rara malattia. E lo ha fatto con grande naturalezza e semplicità. Sammy, da dove prendi la tua forza?, chiede il conduttore. «Non ho un grande coraggio, ho la mia famiglia e i miei amici che mi vogliono bene», ha risposto, sorridendo. Il ragazzo, che studia fisica all’Università, per rendere un po’ meno normale questo festival («come hanno detto ieri Luca e Paolo») ha poi inforcato un paio di occhiali verdi da extraterrestre. E salutando il pubblico: «Vi auguro belle cose a tutti».

Non è la prima volta che Sammy Basso va in televisione. Lui, che vive in provincia di Vicenza e subito dopo il diploma è partito per un viaggio attraverso gli Stati Uniti, ha raccontato la sua avventura a stelle e strisce in un documentario a puntate andato in onda su Fox Life e Nat Geo People, Il viaggio di Sammy.

Come abbiamo già  detto in precedenza, Sammy Basso è affetto da una rarissima patologia che si chiama progeria, una sindrome talmente poco diffusa che al mondo ne esistono solo 130 casi accertati.
Sammy ha 19 anni ed è originario di Tezze sul Brenta, un piccolo paese vicino a Vicenza. Sammy è nato “vecchio” ovvero il suo corpo è molto simile a quello di una persona anziana: cute raggrinzita, artrite, calvizie e anche problemi di osteoporosi. La sua mente però è al massimo della forma.
Da poco infatti il giovane si è iscritto all’università, sperando di riuscire a coronare il suo sogno e laurearsi. La progeria purtroppo ha anche la controindicazione di accorciare il tempo di vita medio. 19 anni sono già un record.
La sua famiglia ha sempre combattuto e senza perdersi d’animo ha intrapreso un lungo viaggio fino a Boston, sede della Progeria Research Foundation che ha permesso a Sammy di sottoporsi ad alcune terapie sperimentali.
Nel 2005 i genitori, mamma Laura e papà Amerigo, hanno fondato l’Associazione Italiana Progeria Sammy Basso (A.I.Pro.Sa.B.), per dare risposte e far conoscere la malattia in modo più diffuso.
Il canale Nat Geo People (canale 411 di Sky, ore 21 per quattro puntate) ha deciso di fare un programma con Sammy protagonista girando gli Stati Uniti, da Chicago a Los Angeles, dove incontrerà indiani, amish e via dicendo.
Sammy infatti dice di avere da sempre la passione per gli indiani e per la storia.
“Il viaggio è sempre stato una metafora di vita”e data la sua storia è un motto che calza a pennello!

 

 

 

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