Scontri a Napoli al corteo di protesta contro Renzi, dopo l’interrogazione di Sel il Coisp replica: “I Poliziotti non vanno in servizio portandosi le pietre da casa, ma gliene lanciano… e tante!”

“Caliamo un velo pietoso sul consueto degenere ragionamento di certi ‘professori’ convinti che si scelga  di indossare la divisa per un incontenibile desiderio di farsi lapidare per la strada. Certo, in effetti essere oggetto di sassaiole e lanci di bombe carta, ed aggressioni varie con spranghe, bastoni e così via dicendo è piacevole, non possiamo nasconderlo… ma purtroppo non ti arruolano solo perché ti piace prendere le botte! E, nonostante l’assodata indole di torturatori senza scrupoli, i Poliziotti non vanno in servizio portandosi le pietre da casa. Quella è una prerogativa indiscussa di manifestanti e dimostranti, che in ogni occasione sfoderano una sempre più sviluppata abilità nel fare il tiro al bersaglio con chiunque indossi una divisa. E questa loro abilità è talmente tanto conosciuta ed accettata e considerata normale, ormai, che alcune menti politiche ‘superiori’ non ci fanno più alcun caso, ma si preoccupano di interrogare formalmente il Ministro dell’Interno se un cretino in divisa riceve una pietrata, raccoglie quel sasso e lo getta via. Straordinario! Solo in questo Paese si riesce a raggiungere il fondo e poi ad andare  ancora  più  giù”.

Così Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia,  dopo che Giuseppe De Cristofaro, senatore di Sel, ha rivolto un’interrogazione parlamentare al Ministro dell’Interno, Angelino Alfano in cui ha scritto: “Ci sono immagini (la fotosequenza è stata pubblicata dal senatore su Facebook) che dimostrano come un Agente abbia tirato sassi ai manifestanti durante il corteo di giovedì a Napoli. Il ministro deve riferire sull’accaduto. È certamente un comportamento sbagliato da parte dei tutori dell’ordine pubblico”.

“Siamo ammirati – insiste Maccari – dalla spiccata capacità di questo senatore della Repubblica italiana di distinguere ciò che è giusto da ciò che è sbagliato. Siamo ancor più ammirati dalle sue capacità soprannaturali di stabilire cosa sia accaduto durante la guerriglia urbana scatenata dai manifestanti da appena tre fotogrammi. Però ci corre l’obbligo di suggerire attenzione e cautela all’intransigente senatore: già altri prima di lui hanno processato e condannato Poliziotti per un singolo gesto attribuito loro senza avere la più pallida idea di cosa fosse realmente accaduto e sulla base di poco o nulla, facendo in seguito clamorosamente la figura degli stupidi! E comunque, al di là di questo, rimane il fatto, questo sì assolutamente certo, che l’illuminato senatore sarebbe parso appena un pochino meno tendenzioso e inappropriato se si fosse preoccupato di fare anche solo una minima valutazione a proposito della correttezza del comportamento di quei cittadini della Repubblica che egli rappresenta che usano l’inconsistente alibi di dover sostenere le proprie ragioni per giustificare l’aggressione vile ed insensata a Servitori dello Stato chiamati a fare solo il proprio dovere. L’illustre senatore dovrebbe darci dunque,  in base al suo alto senso di giustizia ed al suo equilibrato senso critico, la lettura, in termini di ciò         che è sbagliato e ciò che non lo è, del fatto che dopo quella civilissima guerriglia, undici ( 11 !!) Poliziotti sono finiti in ospedale, alcuni con oltre 10 giorni di prognosi e con la necessità di suture”.

 

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