Sul Coronavirus, dal Post

A oggi sono stati segnalati 69.176 casi positivi in Italia.
Sono le 19 e 03.

Il numero indicato qui in alto a destra ci racconta solo un pezzo dell’epidemia da coronavirus in Italia, così come i numeri riferiti agli altri paesi danno solo un’informazione parziale sull’effettiva estensione del contagio. Oggi lo ha ammesso lo stesso capo della Protezione Civile, Angelo Borrelli: ritiene credibile che il numero dei malati non censiti sia dieci volte superiore ai casi rilevati tramite i test. Insomma, che il coronavirus sia enormemente più diffuso tra la popolazione di quanto raccontino i dati che lui stesso fornisce ogni giorno.

Nelle settimane scorse diversi epidemiologi e virologi, come Ilaria Capua, avevano fatto supposizioni simili sulla base delle loro esperienze e delle conoscenze su come si diffondono le malattie. In Italia, ve lo abbiamo già raccontato di recente, i test sono eseguiti quasi sempre su persone che già manifestano sintomi tipici della COVID-19, e questo fa sì che il numero di positivi rilevati sia solo una porzione di tutti i contagiati.

Nel caso in cui la stima di Borrelli fosse accurata, significherebbe che in Italia finora ci sono stati oltre 600mila contagi, e che il tasso di letalità della malattia sarebbe intorno all’1 per cento e non al 9,5 per cento. La letalità, lo ricordiamo, esprime la percentuale di persone malate che muoiono a causa di una malattia: all’aumentare del numero di ammalati rispetto ai decessi, la percentuale si abbassa.

Una valutazione completa implicherebbe, però, qualche pensiero in più sull’effettivo numero di morti dovuti al coronavirus. Ci sono indicazioni da amministratori locali, in provincia di Bergamo per esempio, sul fatto che il numero dei decessi sia ampiamente sottostimato rispetto alla realtà, perché talvolta i malati gravi muoiono a casa e senza che sia effettuato il test per riscontrare la presenza del coronavirus.

Stabilire con certezza il numero di persone coinvolte nelle epidemia è complicato, soprattutto se non si hanno statistiche di riferimento come avviene per virus che già conosciamo, come quelli che causano l’influenza stagionale o il morbillo. I dati sull’attuale epidemia sono ancora scarsi e questo fa sì che sia più difficile calcolare la sua estensione e fare previsioni sulle sue evoluzioni. I dati comunicati ogni giorno dalla Protezione Civile servono comunque a farsi un’idea dell’andamento della malattia e a capire se le varie misure assunte dal governo, come le restrizioni agli spostamenti, stiano dando qualche frutto. I dati più recenti segnano minori incrementi nei nuovi contagi, ma si devono mettere insieme un po’ di giorni per capire un andamento.

Silvio Brusaferro dell’Iss con il capo della Protezione civile Angelo Borrelli (D), Roma, 7 marzo 2020. ANSA/MASSIMO PERCOSSI

 

Oggi in Italia
A proposito dei dati giornalieri, oggi la Protezione Civile ha comunicato che il numero totale di casi positivi rilevati dall’inizio dell’epidemia è 69.176, quindi 5.249 casi in più di ieri, quando ce n’erano stati 4.789 in più rispetto a domenica. L’incremento è quindi significativamente superiore a quello di ieri, e rompe due giorni in cui si era assistito a un lieve rallentamento. Le persone morte da inizio epidemia sono 6.820, quindi 743 in più di ieri, mentre i ricoverati in terapia intensiva sono 3.396, cioè 192 più di ieri. Solo in Lombardia ci sono attualmente 19.868 persone risultate positive al coronavirus, al secondo posto l’Emilia-Romagna con 7.711 e poi il Veneto con 5.351, segue il Piemonte con 5.124 attualmente positivi.

Conte
Stavamo per schiacciare “invia” per spedirvi questa newsletter quando il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha tenuto una conferenza stampa per illustrare un nuovo decreto legge, approvato dal Consiglio dei ministri, che “riordina la disciplina anche dei provvedimenti che stiamo adottando in questa fase emergenziale”. Il decreto rende più chiari i rapporti tra governo e Parlamento, in modo che ogni nuova iniziativa sia trasmessa ai presidenti di Camera e Senato. Conte riferirà inoltre al Parlamento ogni due settimane, per illustrare le decisioni assunte. Il decreto prevede che la violazione delle restrizioni comporti sanzioni amministrative 3.000 euro.

31 luglio
Conte ha chiarito che la data si riferisce alla scadenza del periodo di emergenza deciso già a fine gennaio (sei mesi), ma che questo non implica che le restrizioni resteranno necessariamente in vigore così a lungo e che non ci sono novità di nessun tipo sulle scadenze.

“Per” o “con”
Negli aggiornamenti quotidiani, Borrelli (oggi è molto protagonista nella nostra newsletter) comunica come ultimo dato il numero dei nuovi decessi dell’epidemia, usando la formulazione “morti con il coronavirus” e non “per il coronavirus”. La cosa è stata notata da molti e sembra essere una scelta comunicativa per sottintendere che non tutti i decessi siano legati al contagio.

Stabilire l’esatta causa di morte di un individuo non è sempre semplice, anche quando ci sono malattie pregresse. È un problema di classificazione che i medici devono affrontare spesso con l’influenza stagionale, che su pazienti a rischio può comportare complicazioni che si rivelano letali. In quel caso un paziente cardiopatico è morto per la cardiopatia o per l’influenza? Le definizioni possono cambiare, ma in linea di massima nel nostro esempio l’influenza viene considerata come una delle cause della morte: non si può dire con certezza quanto ancora sarebbe vissuto il paziente cardiopatico, ma sappiamo che il virus influenzale ha compromesso una condizione già complicata, favorendo la morte del soggetto. Con il coronavirus dovrebbe essere lo stesso: pazienti cardiopatici o con il diabete si ritiene che muoiano per il coronavirus.

Recessione
Secondo le prime stime, l’impatto della pandemia da coronavirus sull’economia italiana sarà pesante: pari se non superiore a quello che l’Italia subì nel 2008, durante il peggiore anno della grande crisi finanziaria. A differenza di dieci anni fa, però, governi e istituzioni europee hanno cambiato strategia e questo, sperano molti, aiuterà a limitare gli effetti peggiori. Banche e centri studi privati hanno pubblicato le prime ipotesi: UBS e Morgan Stanley ipotizzano un calo tra il 5 e il 6 per cento del PIL, Fitch è più ottimista e ipotizza un calo di poco più del 3 per cento. I più pessimisti di tutti sono gli italiani di REF Ricerche, che ipotizzano un calo fino all’8 per cento e Goldman Sachs, che nel suo ultimo rapporto stima per l’Italia una recessione superiore a 11 punti percentuali (e un calo del 9 per cento complessivo per l’economia europea). In generale, le stime ipotizzano che l’Italia sarà tra i paesi europei più colpiti dalla recessione, poco più della Germania e della Francia. In ogni caso, tutta Europa e gli Stati Uniti entreranno in recessione nel corso del 2020.

Spesa
Le limitazioni annunciate nel fine settimana, per impedire gli spostamenti da un comune all’altro, hanno portato nuovi dubbi e difficoltà, soprattutto per chi non ha supermercati e negozi alimentari in cui andare a fare la spesa nel comune in cui risiede. Oggi è stata diramata una circolare a tutte le prefetture per chiarire le ragioni di «assoluta urgenza»: «Rientrano, ad esempio, in tale casistica, gli spostamenti per esigenze lavorative in mancanza, nel luogo di lavoro, di una dimora alternativa a quella abituale, o gli spostamenti per l’approvvigionamento alimentare nel caso in cui il punto vendita più vicino e/o accessibile alla propria abitazione sia ubicato nel territorio di un altro comune». Potete quindi uscire dal vostro comune per fare la spesa se non ne avete uno entro il vostro comprensorio comunale.
Se vi servisse il modulo di autocertificazione, c’è una nuova versione da usare.

Cosa sono ormai i funerali a Bergamo 📷

Il Financial Times ha pubblicato un grafico che mostra l’andamento dei contagi,
dal giorno in cui è stato accertato il centesimo caso in ciascun paese

Mondo
I casi positivi al coronavirus registrati in tutto il mondo sono ormai circa 400mila e i morti oltre 17mila.

Cina
L’8 aprile terminerà la quarantena a Wuhan, la città cinese da cui era partito il contagio: era in vigore dal 23 gennaio. Da quel giorno riprenderà il trasporto pubblico e sarà possibile lasciare sia la città sia la provincia di Hubei.
Come la Cina ha affrontato l’epidemia.

Regno Unito
Il primo ministro britannico Boris Johnson ieri sera ha annunciato misure simili a quelle adottate in Italia: saranno consentiti gli spostamenti soltanto per una serie di motivi precisi – andare al lavoro se necessario, fare la spesa, fare attività fisica una volta al giorno, assistere una persona non autosufficiente o andare dal medico – e saranno chiusi tutti i negozi di beni “non essenziali”.

Francia
Da oggi è possibile fare sport e accompagnare i bambini fuori per massimo un’ora e non oltre un chilometro di distanza dalla propria abitazione e saranno vietati i mercati all’aperto.

Spagna
Sono stati registrati 2.800 morti dall’inizio dell’epidemia, che è territorialmente più sparpagliata che in Italia e il 65 per cento di morti è distribuito in quattro zone: Catalogna, Castilla y León, Castilla-La Mancha (cioè la regione di Madrid) e nella regione di Valencia.

Le Olimpiadi estive di Tokyo verranno rinviate al 2021 🏅

Germania
Da domenica ci sono misure restrittive che resteranno in vigore per due settimane: sono vietati i gruppi con più di due persone all’aperto, familiari esclusi, i ristoranti potranno fornire solo consegne a domicilio e fare servizio d’asporto, e saranno chiusi saloni di bellezza, centri massaggi e altre attività.
La cancelliera Angela Merkel si è messa in isolamento a casa dopo che il suo medico, che l’aveva vaccinata venerdì contro la polmonite, era risultato positivo al coronavirus.

Perché il tasso di letalità in Germania è così basso 📉

Stati Uniti
Il 40 per cento della popolazione è sottoposto a misure restrittive, i casi positivi registrati sono oltre 46mila e i morti 583. Il presidente Donald Trump ha detto però che vuole riaprire il paese nel giro di qualche settimana, senza fornire alcun tipo di dato: «La cura non può essere peggiore del problema. Dobbiamo riaprire il nostro paese perché la chiusura crea problemi che, a mio giudizio, potrebbero essere molto più gravi».

India
Il primo ministro Narendra Modi ha detto che a partire dalla mezzanotte il paese entrerà in un periodo di 21 giorni di “completo lockdown” in cui nessuno potrà uscire dalle proprie abitazioni tranne che per comprovate esigenze, e che saranno chiuse le attività commerciali non essenziali. Nel paese, che conta 1,3 miliardi di abitanti, sono stati registrati 482 casi di contagio dal coronavirus e 9 morti.

Qui il resto del mondo, ma tornate in tempo per domani. Ciao!

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