Sul Coronavirus, dal Post

Ci sono 650 casi segnalati in Italia.
Sono le 18 e 40.C’è una cosa di cui non si deve fare a meno durante un’epidemia: contare.
Dal numero dei nuovi contagi si può stimare l’andamento della malattia, per esempio, e confrontandolo con il numero dei deceduti (a causa dell’infezione) ottenere indicazioni sul tasso di letalità. Gli epidemiologi, quelli che studiano l’andamento delle epidemie, usano questi e molti altri dati per fare le loro analisi statistiche e prevedere l’evoluzione dei contagi nel tempo e nello spazio. Insomma, più i numeri su casi positivi, malati, deceduti e guariti sono precisi, più si possono fare previsioni accurate e in ultima istanza salvare vite.

Dopo questa lunga premessa avrete capito dove volevamo arrivare: questi numeri sono affidabili e precisi in Italia? La risposta ve la diamo subito: in linea di massima sì, ma c’è un po’ di confusione nel modo in cui vengono comunicati dalle istituzioni. Personalizziamo.

Il signor Franco in provincia di Lodi (Lombardia) si sente poco bene, ha la febbre e fa fatica a respirare. Telefona al suo medico curante, che gli consiglia di rimanere a casa, prendere qualcosa per la febbre e vedere come evolve la situazione. Il signor Franco non migliora, anzi: respira ancora più a fatica. A questo punto il medico gli fa fare un tampone, una specie di cotton fioc allungato, che viene inserito nel naso o nella bocca per prelevare un poco di muco o di saliva. Il campione viene poi analizzato da un laboratorio locale e, dopo una procedura piuttosto complessa, dà esito positivo: il signor Franco ha il coronavirus.

L’esito del test del signor Franco viene comunicato dal laboratorio alla Regione Lombardia, che poi comunica l’informazione alla Protezione Civile nazionale, insieme agli altri casi di coronavirus che sono stati identificati con altri tamponi, con modalità simili alla disavventura del signor Franco. L’informazione viene poi comunicata in una delle due conferenze stampa giornaliere della Protezione Civile, insieme ai dati sul resto d’Italia: i 650 casi dall’inizio dell’epidemia segnalati oggi, per intenderci.

Il test del signor Franco, e tutte le altre centinaia di test risultati positivi nelle regioni, devono però essere confermati e certificati dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS), a Roma. Quindi i laboratori ogni volta che identificano un caso positivo inviano il campione corrispondente all’ISS, che esegue ulteriori verifiche per assicurarsi della correttezza dell’esito. Potrete quindi immaginare quanto lavoro abbiano da fare gli operatori dell’ISS in questi giorni: verificano i test dalle 6 del mattino alle 3 di notte (del giorno dopo), ogni giorno. È quindi inevitabile che siano un poco indietro rispetto ai numeri comunicati dalla Protezione Civile. Questo spiega perché i casi confermati e certificati di coronavirus a oggi alle 12 fossero soltanto 282.

Qui è bene ricordare che il test per il coronavirus esiste da poche settimane, che i protocolli possono variare e che ci sono comunque margini di errore che possono portare a risultati sbagliati. Nella stragrande maggioranza dei casi, l’ISS ha finora confermato i dati dei laboratori locali, quindi in linea di massima il numero comunicato dalla Protezione Civile è corretto, per quanto da prendere con un po’ di cautela (Walter Ricciardi, consigliere del ministro della Salute Roberto Speranza, definisce “casi sospetti” quelli delle regioni in attesa di conferme dall’ISS).

Un ulteriore livello di complicazione è dato dal fatto che le istituzioni non stanno coordinando molto la loro comunicazione. Ci sono di continuo dichiarazioni di governatori, sindaci, assessori, ministri, ministeri, consiglieri, sottosegretari e altri che forniscono dati discordanti, tra i quali non è sempre semplice orientarsi.

Ci siete ancora? Bene. Vediamo come è andata oggi in Italia.
I casi sono 650, le persone guarite 45, in Lombardia ci sono stati altri tre decessi, di ultra 80enni in condizioni di salute già precarie. Stando ai dati ufficiali di mezzogiorno, sono stati rilevati casi di coronavirus in 11 regioni e una provincia autonoma. Questi numeri – ha spiegato il capo della Protezione Civile Angelo Borrelli – sono stati raccolti dalla Protezione Civile in base alle comunicazioni delle regioni e del ministero della Sanità. C’è poi un altro numero di contagi, che viene invece fornito dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS) dopo aver effettuato le controprove sui campioni inviati dalle regioni: Borrelli ha detto che i contagi confermati dall’ISS ad oggi sono 282.

Tra gli esposti, cioè tra le persone che sono entrate in contatto con un contagiato, ma non necessariamente sono state contagiate, da ieri c’è anche il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana. Ha fatto il test ed è risultato negativo: lo ha detto su Facebook, indossando poi una mascherina.

Finora gli Stati Uniti avevano osservato quasi in disparte il progredire dell’epidemia da coronavirus, anche perché da quelle parti si erano registrati pochissimi casi. Le cose sono cambiate nel tardo pomeriggio di ieri (in Italia era la mezzanotte di oggi), con il presidente Donald Trump che ha annunciato insieme al suo vice, Mike Pence, un piano da 2,5 miliardi di dollari per ridurre il rischio di contagi nel paese. Trump ha minimizzato i rischi e sostenuto che gli Stati Uniti hanno grandissimi ricercatori ed esperti che si potranno occupare del problema. Finora negli Stati Uniti sono stati confermati 15 casi di infezione, ma il numero di tamponi eseguiti è stato molto più basso (445) rispetto a quello di altri paesi, come per esempio il Regno Unito (7.132, ultimo dato ufficiale) e l’Italia (9.462 a ieri).

L’arcivescovo di Milano, Angelo Scola, per i più preoccupati e credenti, ha detto che dietro al coronavirus non ci sono castighi divini e che secondo lui Dio “conosce e prevede gli avvenimenti, ma non li determina”.

Mentre in Arabia Saudita hanno bloccato i viaggi degli stranieri verso la Mecca e Medina, in Iran la situazione non è incoraggiante. È considerato uno dei paesi più preoccupanti per diffusione del coronavirus, soprattutto perché i numeri comunicati dal governo non sembrano credibili. Secondo gli ultimi dati diffusi dal ministero della Salute iraniano, il numero totale dei casi è salito a 245, mentre le persone morte sono 26: un numero di decessi piuttosto alto se confrontato con quello degli altri paesi in rapporto ai contagiati. Per questo molti credono che il numero degli individui con coronavirus sia in realtà molto più alto. Le province iraniane interessate sono 19 su un totale di 31, incluse quelle dove vive la maggior parte della popolazione del paese.

Intanto, la nave da crociera MSC Meraviglia potrà attraccare in Messico, dopo essere stata respinta da due porti per timore del coronavirus.

Oggi siamo andati lunghi, ci siamo fatti trasportare.
Ci risentiamo domani, e viva tutti quelli che si chiamano Franco. Ciao!

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