Sul Coronavirus, dal Post

A oggi sono stati segnalati 135.586 casi positivi in Italia.
Sono le 18 e 27.

Gabriele, 54 anni, di Crema, iniziò a non sentirsi molto bene intorno al 28 febbraio: aveva la febbre piuttosto alta e si era accorto di non riuscire a sentire gli odori e i sapori. Telefonò al proprio medico curante e ai numeri per l’emergenza sanitaria da coronavirus in Lombardia, ma per una settimana ottenne solo generiche indicazioni di assumere farmaci che tenessero sotto controllo la febbre.

A otto giorni di distanza dai primi sintomi, e grazie ad alcuni contatti familiari, Gabriele ottenne la prescrizione per una radiografia, che mostrò una situazione ai polmoni ormai compromessa. Arrivò al pronto soccorso dell’ospedale di Crema con serie difficoltà respiratorie, ma dovette attendere una notte in corsia su una barella prima che fossero disponibili gli esiti del tampone, poi risultato positivo, e un posto in uno dei reparti dedicati esclusivamente ai pazienti con COVID-19.

Non fu una notte semplice per Gabriele, sia per le difficoltà respiratorie alleviate solo in parte da una mascherina per l’ossigeno, sia per le preoccupazioni su cosa sarebbe accaduto dopo. “C’erano molte persone, molte barelle una a fianco all’altra. C’era molta gente che aveva paura” ci ha raccontato Gabriele, ripercorrendo i momenti confusi del suo ricovero.

Quando divenne evidente che la mascherina non era sufficiente, fu necessario ricorrere a un casco CPAP, l’ultima risorsa prima dell’intervento più invasivo, l’intubazione.

Dopo un breve ricovero, Gabriele fu dimesso dall’ospedale a metà marzo e sta ora completando la convalescenza a casa. Come molte altre persone che si sono ammalate di COVID-19 e ci hanno raccontato le loro esperienze, Gabriele ha pensato spesso a che cosa sarebbe accaduto se il suo peggioramento repentino fosse avvenuto a casa, senza adeguata assistenza medica: “Non so come sarebbe finita se avessi avuto il crollo a casa invece che in ospedale: forse ora non sarei qui”.

Abbiamo raccolto la storia di Gabriele (il nome è di fantasia) e di diverse altre persone che hanno avuto la COVID-19 per provare a capire che cosa significhi, davvero, ammalarsi ed essere ricoverati insieme a centinaia di altre persone in ospedale, isolati da tutto e da tutti. Sono esperienze talvolta traumatiche e faticose da raccontare per chi le ha vissute e sta ora cercando di superarle, sia fisicamente sia psicologicamente.

Healthcare professionals wearing protective suits and face masks at work at Oglio Po Hospital during the coronavirus emergency, in Casalmaggiore, northern Italy, 03 April 2020. Italy is under lockdown in an attempt to stop the widespread of the SARS-CoV-2 coronavirus causing the Covid-19 disease.
ANSA/ ANDREA FASANI

In Italia, oggi
Secondo la Protezione Civile, dall’inizio dell’epidemia i casi totali positivi rilevati in Italia sono 135.586, quindi 3.039 in più rispetto a ieri, quando erano stati 3.599 in più rispetto al giorno precedente. I morti sono in totale 17.127, quindi 604 in più di ieri. Continuano intanto a diminuire i pazienti ricoverati in terapia intensiva, secondo i dati odierni sono 3.792, e cioè 106 in meno rispetto a ieri. Il grafico qui sotto mostra il numero di pazienti ricoverati in terapia intensiva dal 2 marzo scorso a oggi, il quarto giorno consecutivo in cui i ricoveri in questi reparti si sono ridotti.

La vecchia storia di Internet in Costituzione ✍️

 
Imprese
Ieri sera il governo ha approvato un nuovo decreto che mette a disposizione garanzie finanziarie per 400 miliardi di euro, per consentire alle imprese di ottenere prestiti dalle banche a condizioni più favorevoli, in modo da affrontare il periodo di chiusura imposto dalla quarantena e il calo dei loro affari per la pandemia di COVID-19. Le imprese che avranno bisogno di denaro con cui pagare stipendi e altri costi fissi potranno richiedere la garanzia: in caso di inadempienza, sarà lo Stato a rimborsare tutto o in parte il prestito ricevuto.

Maturità
Il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto legge con le norme per lo svolgimento e la conclusione dell’anno scolastico in corso, complicato dall’emergenza coronavirus. Se le lezioni nelle aule dovessero riprendere entro il 18 maggio, l’esame di maturità si svolgerà in maniera simile a quella ordinaria: il 17 giugno gli studenti affronteranno tutti il tema di italiano, mentre la seconda prova scritta sarà predisposta dalle singole commissioni di esame, per renderla più aderente alle attività didattiche svolte. A fine giugno, poi, ci sarà la prova orale. Nel caso in cui invece non si possa tornare a scuola entro il 18 maggio, l’esame di maturità non prevederà le prove scritte: la valutazione finale avverrà solo attraverso l’esame orale.

Altre cose su errori fatti e progetti da fare ✍️

Economia europea
Abbiamo davanti a noi una recessione che sarà probabilmente la peggiore e più profonda da un secolo a questa parte, e interesserà l’Europa con particolare durezza: secondo le stime più diffuse, la perdita di PIL nel continente potrebbe avvicinarsi al 10 per cento, e nei paesi più colpiti potrebbe superare questa cifra. L’Unione Europea finora non ha messo in atto una strategia complessiva, ma la BCE, la Banca Centrale Europea, è già intervenuta per sostenere le grandi spese dei singoli paesi. Questi hanno inoltre assunto contromisure simili, e che si muovono intorno a tre filoni: proteggere i posti di lavoro (utilizzando strumenti simili alla cassa integrazione italiana), impedendo i licenziamenti e aiutando le imprese a pagare gli stipendi; facilitare il credito alle imprese da parte delle banche; sostenere i redditi delle famiglie.

I tamponi degli altri
In termini assoluti, l’Italia è il terzo paese al mondo ad aver fatto più test per rilevare i casi di contagio da coronavirus, dopo Stati Uniti e Germania (i dati sulla Cina non sono disponibili), ma fare confronti tra paesi e realtà diverse è molto complicato, anche a causa delle informazioni non sempre aggiornate sull’andamento dei test di laboratorio. Ci abbiamo comunque provato, per capire quali approcci stiano seguendo altri paesi europei e nel resto del mondo. È emerso intanto che siamo tra i paesi che comunicano con più trasparenza e costanza i dati sui tamponi, che Stati Uniti e Regno Unito stanno facendo più o meno come noi, che la Spagna molto probabilmente sta testando meno persone e che Germania, Canada e Australia ne stanno testando molte di più.

WhatsApp limiterà l’inoltro dei messaggi per evitare la disinformazione sul coronavirus 💬

Cinque cose dal mondo
1. Da ieri sera il primo ministro del Regno Unito, Boris Johnson, è ricoverato in terapia intensiva a Londra per il peggioramento delle sue condizioni di salute, dopo avere contratto il coronavirus. Un portavoce del governo ha fatto sapere che Johnson è in condizioni stabili e che gli è stato somministrato ossigeno per facilitarne la respirazione, senza però ricorrere “a ventilatori o a supporti respiratori invasivi”.
2. In Polonia si voterà per le presidenziali nonostante le misure restrittive per il coronavirus.
3. Il Giappone ha dichiarato lo stato d’emergenza per Tokyo e altre sei province.
4. Negli Stati Uniti, i dati di Michigan, Illinois e North Carolina dicono che il coronavirus interessa gli afroamericani in percentuale maggiore: c’entrano le disuguaglianze.
5. Per la prima volta dall’epidemia, nelle scorse 24 ore la Cina non ha dichiarato nuovi morti per il coronavirus.

Zanzare
Con l’arrivo dei primi tepori primaverili in molti si sono chiesti: ma non è che le zanzare trasmetteranno il coronavirus complicando ancora di più l’epidemia? A oggi non ci sono elementi e prove scientifiche per sostenere che le zanzare facciamo aumentare il rischio del contagio. È vero che questi insetti possono essere infettati da alcuni virus (febbre gialla, dengue) e parassiti (malaria), ma ci sono un sacco di altri virus che non riescono a rimanere attivi, dopo essere finiti nel sistema digerente delle zanzare. Almeno questa dovremmo scamparla. Per scampare alle zanzare, invece, nei prossimi mesi potrebbero tornarvi utili queste dritte.

Noi ci ronziamo attorno domani. Ciao!

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