Sul Coronavirus, dal Post

A oggi sono stati segnalati 147.577 casi positivi in Italia.
Sono le 18 e 22.

Tra i paesi più interessati dall’epidemia da coronavirus, la Corea del Sud è stata la prima a fermare rapidamente i nuovi contagi e a mantenere sostanzialmente inalterate le abitudini dei suoi circa 51 milioni di abitanti. Un’ulteriore dimostrazione del mantenimento di una certa normalità nel paese si è avuta oggi, con l’inizio delle elezioni politiche che stanno coinvolgendo 44 milioni di elettori.

La maggior parte di loro voterà andando al proprio seggio come avviene nelle normali elezioni. Il governo ha però disposto numerose precauzioni: ogni elettore dovrà mantenere la distanza di sicurezza di almeno un metro e dovrà sottoporsi a un controllo della temperatura corporea, prima di poter accedere al proprio seggio. Prima di entrare nella cabina elettorale, riceverà del disinfettante per le mani e dei guanti di plastica, da indossare mentre esprime la preferenza.

Gli elettori con una temperatura superiore ai 37,5 °C potranno comunque votare, ma dovranno farlo in cabine speciali dove sono stati assunti ulteriori accorgimenti per ridurre i rischi del contagio. Altre 46mila persone, in quarantena perché risultate positive al coronavirus, si sono potute registrare nei giorni scorsi a un sistema per votare per posta. Altri seggi sono stati allestiti nelle strutture sanitarie che ospitano pazienti con sintomi lievi della COVID-19.

Si è votato oggi e si voterà anche domenica. Secondo un sondaggio della società di analisi Gallup Corea diffuso la scorsa settimana, il Partito Democratico del presidente Moon Jae-in sarebbe in vantaggio con il 41 per cento, contro il 23 per cento del Partito Unito del Futuro. Tuttavia la Corea del Sud ha abituato a risultati inattesi, come la sorprendente sconfitta dei conservatori nel 2016, quando diventarono minoranza nel Parlamento per la prima volta dopo 16 anni.

La scelta della Corea del Sud di votare ugualmente nel bel mezzo di una pandemia potrebbe apparire irresponsabile, ma in realtà è pienamente in linea con le strategie seguite per affrontare l’emergenza sanitaria. Il paese ha condotto un’enorme quantità di test per individuare precocemente i positivi al coronavirus e isolarli dai non contagiati, offrendo inoltre sistemi per tracciare la diffusione del contagio e informare i singoli cittadini su potenziali contatti con persone infette.

La Corea del Sud ha finora effettuato oltre mezzo milione di test e non ha applicato particolari misure restrittive per tutta la popolazione. Questo “metodo Corea” ha permesso di arginare i contagi: ieri sono stati rilevati 27 soli nuovi casi positivi e per il quinto giorno consecutivo si sono registrati meno di 40 casi. Il successo del metodo è in parte dipeso da una buona preparazione del paese, che aveva approntato un piano contro le epidemie dopo la SARS e la MERS, dalla risposta positiva della popolazione e dal modo in cui si è diffuso il contagio. Per questo ci sono dubbi sulla possibilità di esportarlo efficacemente in altri paesi con caratteristiche diverse.

Oggi, in Italia
La Protezione Civile ha comunicato oggi che i casi totali positivi dall’inizio dell’epidemia da coronavirus sono 147.577, quindi 3.951 in più rispetto a ieri, quando erano stati 4.204 in più rispetto al giorno precedente. I decessi totali sono 18.849, con un aumento di 570 rispetto a ieri. In terapia intensiva sono ricoverate 3.497 persone, con una riduzione di 108 nelle ultime 24 ore.

Da ieri pomeriggio viene data come probabile l’estensione delle misure restrittive fino ai primi giorni di maggio, a conferma dell’approccio piuttosto cauto sull’allentamento delle limitazioni che sta seguendo il governo (potrebbero riaprire prima alcuni esercizi commerciali come cartolerie e librerie). Al momento di inviarvi questa newsletter non c’è però ancora nulla di ufficiale e si attendono dichiarazioni del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, entro la fine della giornata. Appena ci saranno novità, troverete gli aggiornamenti sul Post. Fino a lunedì prossimo compreso, comunque, le cose resteranno come sono ora.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità negli ultimi giorni ha raccomandato più di una volta ai governi di procedere con estrema cautela nel ritorno alla normalità, proprio per evitare nuove ondate di contagi.

 
Sbarchi
Due giorni fa il governo italiano ha approvato un decreto che di fatto vieta alle navi delle ONG di far sbarcare in Italia le persone soccorse nel Mediterraneo: il governo sembra suggerire che gli sbarchi non siano gestibili in un momento di emergenza nazionale legata al coronavirus. Gli arrivi di migranti via mare sono però in netto calo da settimane: non c’è nulla, nei dati degli arrivi, che lasci pensare a una situazione fuori controllo. «A marzo le partenze di varie rotte verso l’Italia sono crollate drasticamente», ha spiegato Matteo Villa, ricercatore dell’ISPI che si occupa da tempo di immigrazione: «dal Nord Africa su alcune rotte c’è stata una riduzione dell’80 per cento, mentre dalla Grecia e dalla Turchia non è partito nessuno».

L’erogazione di parte dei bonus da 600 euro alle partite IVA iscritte alle casse di previdenza private avrà dei ritardi 💶

Europa
Dopo due giorni consecutivi di incontri e trattative, durati in tutto più di 20 ore, i ministri delle Finanze dei paesi che adottano l’euro (riuniti nel cosiddetto “Eurogruppo”) hanno concordato interventi economici per affrontare la crisi causata dal coronavirus. È il risultato di un compromesso in cui richieste più ambiziose – come gli “eurobond” proposti tra gli altri da Italia e Spagna – non sono state incluse.
La novità principale è la possibilità di utilizzare gli aiuti forniti dal MES (Meccanismo Europeo di Stabilità) per effettuare spese sanitarie: ogni paese potrà chiedere un finanziamento pari al 2 per cento del proprio PIL (per l’Italia circa 35 miliardi di euro), da spendere nel sostegno “diretto o indiretto” al sistema sanitario. I fondi saranno distribuiti a chi dovesse eventualmente richiederli senza condizioni, ma a patto che siano destinati alle spese sanitarie. Non ci sarà invece l’obbligo di accettare un pacchetto di riforme e interventi economici stabilito dalla Commissione Europea, come avviene normalmente con gli aiuti concessi dal MES.

C’è un nuovo personal trainer su Internet: il presidente dell’Uganda 🏃‍♂️

Un uomo si specchia con la mascherina
(AP Photo/Dita Alangkara)

Giacarta, Indonesia (AP Photo/Dita Alangkara)

New York
Lo stato di New York è diventato il primo al mondo per numero di casi confermati di coronavirus: ha superato 159 mila, più della Spagna (153 mila casi) e dell’Italia (147 mila). Lo stato di New York è terzo per numero di morti, oltre 7 mila. Gli ultimi dati dicono che nella sola città di New York risultano 81.800 casi confermati, quasi quanto la Cina. Le cose stanno comunque lentamente migliorando.
A Hart Island, una piccola isola nel Bronx, da più di un secolo vengono seppelliti i corpi non reclamati dei newyorkesi, quelli per cui nessuno organizza un funerale o ancora quelli di chi vuole espressamente essere sepolto lì (dove la sepoltura è molto meno costosa che altrove). Da qualche giorno il numero dei corpi è aumentato sensibilmente a causa delle morti dovute al coronavirus. Secondo quanto riferito da Freddi Goldstein, portavoce del sindaco di New York, negli ultimi anni a Hart Island venivano seppelliti circa 25 corpi a settimana; dopo l’aumento dei contagi di COVID-19 i corpi seppelliti sono circa 25 al giorno.

Marty McFly e il distanziamento sociale

Emoji
Nel 2021 non usciranno nuovi emoji a causa delle conseguenze della pandemia da coronavirus. L’Unicode Consortium, il consorzio che tra le altre cose si occupa di definire gli standard per la scrittura dei testi informatici, ha fatto sapere che rimanderà di sei mesi la presentazione di nuovi emoji e che l’aggiornamento previsto per il 2021 è stato rimandato al 2022. 🤷‍♂️

Pasqua
E infine il weekend di Pasqua è arrivato e sarà piuttosto diverso dai precedenti: niente celebrazioni religiose di massa per chi crede, niente pranzo allargato a tutta la famiglia e niente gita fuori porta a Pasquetta. Dal lato positivo, ci saranno minori rischi di conversazioni imbarazzanti a tavola e di trovarsi in lunghe code per strada, o di fare la corsa per l’ultimo angolino libero in cui fare la grigliata. C’è anche l’opzione di far finta di niente e trattare questo fine settimana come un weekend qualsiasi, nel quale provare l’ebbrezza di imparare a tagliarvi da soli i capelli o diventare maestri nella conservazione dei cibi nel freezer (specialmente se alla fine avete ceduto e avete cucinato un abbondante pranzo pasquale).
Se volete qualcosa da fare ci sono i puzzle, e la loro storia piuttosto affascinante da scoprire.
Se volete leggere, vi suggeriamo:
La storia del ritrovamento della Venere di Milo, 200 anni fa;
L’attesa di un ex follicolo venuto bene;
I vulcani islandesi e le loro storie sorprendenti;
Il giorno in cui morirono i dinosauri (pare non fosse Pasqua).
Se volete ascoltare: un podcast sui gelati e uno sul più grande anno della storia del jazz.
Se volete vedere: i cinquanta migliori film su Netflix, ora.
Se volete abbonarvi.

Un giorno ci diremo “Ma te la ricordi la Pasqua del 2020?”, scuoteremo lievemente la testa e faremo un mezzo sorriso, pochi istanti prima di tornare ad abbracciarci.

Noi ci sentiamo a Pasquetta, ma saremo pronti a scrivervi prima, se succedesse qualcosa di notevole.
Buon fine settimana. Ciao!

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