Sul Coronavirus, dal Post

A oggi sono stati segnalati 228.006 casi positivi in Italia.
Sono le 18 e 10.
Alcuni pazienti guariti dalla COVID-19 risultano ugualmente positivi al coronavirus, a giorni di distanza dalla loro guarigione. Per diversi mesi medici e ricercatori si sono chiesti come mai e se i nuovamente positivi tornassero a essere contagiosi: ora una ricerca condotta in Corea del Sud fornisce le prime risposte incoraggianti, seppure da prendere con cautela.

I ricercatori hanno analizzato 285 casi di individui convalescenti da COVID-19, ma che erano poi risultati nuovamente positivi al coronavirus tramite un test con il tampone, che si basa sull’analisi di saliva e muco alla ricerca di frammenti del codice genetico (RNA) del virus. I pazienti erano risultati di nuovo positivi da uno a 37 giorni dalla loro guarigione e dalla fine del loro periodo di isolamento. 

Analizzando la storia clinica di questi pazienti, è emerso che circa la metà aveva manifestato nuovi sintomi riconducibili al coronavirus, seppure in forma più lieve rispetto alla prima fase della malattia. Nessuno era però diventato nuovamente contagioso, almeno sulla base delle informazioni raccolte attraverso il tracciamento dei loro contatti. 

Per 108 pazienti i ricercatori hanno inoltre eseguito test di laboratorio per verificare se fossero ancora contagiosi. Le analisi hanno permesso di rilevare la presenza di forme del coronavirus non più attive e quindi non in grado di trasmettersi ad altre persone.

Gli autori dello studio, che è stato segnalato dai Centri per la prevenzione e il controllo delle malattie della Corea del Sud (KCDC), ritengono che i “nuovamente positivi” siano in realtà “tornati positivi”, quindi senza avere subito un secondo contagio. La sensibilità dei test fa sì che si rilevino le tracce genetiche rimaste del coronavirus, che però non sono tali da rendere nuovamente contagiose le persone infette. 

Questa circostanza sembra escludere la possibilità che si possa contrarre il coronavirus una seconda volta dopo essersi ammalati, per lo meno in breve tempo. A oggi non è però chiaro se e per quanto si resti immuni dal coronavirus: serviranno ancora mesi di lavoro e nuove ricerche per capirlo.

In Italia, oggi
La Protezione Civile ha comunicato che dall’inizio dell’epidemia in Italia sono stati rilevati 228.006 casi positivi, 642 in più di ieri, quando erano stati 665 in più rispetto al giorno precedente. I morti totali sono 32.486, quindi 156 in più di ieri. Nei reparti di terapia intensiva sono ricoverati 640 pazienti con COVID-19.

Conte
Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, è intervenuto alla Camera e al Senato per esporre la sua informativa sulla Fase 2 dell’emergenza coronavirus: «Siamo nella condizione di attraversare la Fase 2 con fiducia e responsabilità. Tutti ormai conosciamo meglio il virus, sappiamo come proteggerci, sappiamo quali sono le regole di distanziamento sociale». Conte ha rivolto un appello ai giovani: «In questa fase più che mai rimane fondamentale anche quando siamo all’aperto il rispetto delle distanze di sicurezza. Non è ancora questo il tempo del bar e delle movide, degli assembramenti».

Arresto
In seguito a un’inchiesta svolta dalla Guardia di Finanza di Palermo, è stato arrestato con l’accusa di corruzione Antonino Candela, coordinatore per l’emergenza coronavirus in Sicilia, per il quale sono stati disposti gli arresti domiciliari. Nell’inchiesta sono coinvolte in tutto 12 persone, accusate a vario titolo di corruzione per atto contrario ai doveri di ufficio, induzione indebita, istigazione alla corruzione, rivelazione di segreto di ufficio e turbata libertà degli incanti. 

Cassa integrazione
Nel mese di aprile le ore di cassa integrazione autorizzate dall’INPS (Istituto nazionale della previdenza sociale) sono state 772,3 milioni: nello stesso mese del 2019  le ore di cassa integrazione autorizzate erano state 25,3 milioni. Nel suo rapporto mensile l’INPS dice che per quanto riguarda la cassa integrazione ordinaria (CIGO) le ore autorizzate ad aprile 2020 sono state 713 milioni. Nello stesso periodo del 2019 erano state 7,4 milioni. Nel mese di marzo 2020 le ore di cassa integrazione ordinaria concesse erano state invece 12,7 milioni. Il 98 per cento delle ore di cassa integrazione ordinaria e in deroga «sono state autorizzate con causale “emergenza sanitaria covid-19”».

Svezia 1
È sempre complicato fare classifiche tra i paesi sulla diffusione dell’epidemia, sia perché le condizioni variano molto a seconda di ogni nazione, sia perché la raccolta dei dati sul contagio è quasi sempre difficoltosa e con risultati carenti. Alcuni confronti, sulla base di elementi simili, sono comunque utili per farsi un’idea di come stia evolvendo la situazione. Il Financial Times aggiorna da diverse settimane un indice piuttosto accurato sulla pandemia e ha di recente stimato che la Svezia sia il paese europeo con il più alto tasso di mortalità (numero dei morti in rapporto alla popolazione): 6,4 morti al giorno per milione di persone. La Svezia ha adottato un approccio diverso rispetto agli altri paesi: non ha mai imposto restrizioni particolari agli spostamenti dei cittadini e ha tenuto aperte alcune scuole, ristoranti e negozi affidandosi soprattutto alla responsabilità dei singoli. Il cosiddetto “modello svedese” ha attirato diverse critiche e qualche elogio, e i suoi promotori sostengono che i benefici si vedranno soprattutto nel lungo termine. Ma è davvero così?

Svezia 2
Di sicuro il “modello svedese” non sta aiutando molto l’economia della Svezia. Il governo stima che nel 2020 il prodotto interno lordo si contrarrà del 7 per cento, un dato appena più basso della media europea ma paragonabile a quello di altri paesi che hanno imposto maggiori restrizioni e registrato meno morti come Portogallo, Ungheria e Irlanda. Secondo diversi osservatori era inevitabile: l’economia svedese è talmente interconnessa a quella degli altri paesi europei, e specialmente a quella dei paesi nordici, che difficilmente avrebbe potuto proteggersi da una crisi economica globale.

Emergenza
Il Congresso dei deputati spagnolo ha approvato la proroga dello stato di emergenza per l’epidemia da coronavirus fino al 7 giugno. Il governo presieduto da Pedro Sànchez ha ottenuto l’approvazione all’estensione delle misure di controllo della diffusione dell’epidemia con 177 voti favorevoli e 162 contrari. È la quinta proroga dello stato di emergenza, in precedenza confermato fino al 24 maggio.

Cipro
Il ministro delle Finanze cipriota ha detto che Cipro farà ricorso al MES, il Meccanismo Europeo di Stabilità, per affrontare la crisi economica dovuta al coronavirus. Il governo utilizzerà il meccanismo europeo per ottenere liquidità a bassi interessi per coprire la spesa sanitaria aumentata durante l’epidemia. Cipro è il primo dei paesi che adottano l’euro a fare richiesta di utilizzo della linea di credito per le spese sanitarie prevista dal MES.
Intanto dal 15 giugno la Grecia riaprirà gli alberghi e consentirà i voli dall’estero.

Golf
Nelle ultime settimane è capitato più di una volta che si parlasse di prodotti diventati d’improvviso molto più richiesti del solito, a causa delle restrizioni dovute al coronavirus. È successo con il lievito ed è successo con la carta igienica. Ma è successo con molti altri prodotti, in nicchie relative ad attività meno comuni: nel golf, per esempio, è successo con i carrelli per portare il borsone con le mazze. Chi può utilizza di solito i cart, le macchinine elettriche, ma per motivi di distanziamento fisico molti golf club ne hanno vietato l’uso, facendo quindi aumentare la richiesta dei carrelli. È una di quelle cose che chiamiamo first world problem, ma aiuta a farsi un’idea di quante siano le implicazioni, spesso imprevedibili, di una pandemia.

Movida
Negli ultimi giorni la parola “movida” è stata più volte utilizzata dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, da diversi altri esponenti politici e dai giornali per descrivere il ritorno alle attività sociali e all’aperto di milioni di persone in Italia, con la fine delle restrizioni. La parola “movida” è un prestito dallo spagnolo, e deriva dal verbo “mover”, cioè “muovere”. Tra la tante accezioni che il vocabolo aveva quando ha iniziato a essere usato in modo comune nella nostra lingua, se ne è affermata stabilmente soltanto una: la vita serale e notturna molto movimentata. Negli anni Ottanta in Spagna la parola “movida” indicava qualcosa di molto diverso e molto specifico: un movimento chiamato La Movida madrileña, che esplose spontaneamente dopo gli anni vissuti dal paese sotto il regime di Francisco Franco. Il movimento celebrava la liberazione e le libertà, le idee libertarie di sinistra e la controcultura, nella musica, nelle arti, nella letteratura e nel cinema. Come avrete intuito, abbiamo fatto un “la movida spiegata bene”.

Noi ci sentiamo domani, movimentati. Ciao!

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