Sul Coronavirus, dal Post

Sul Coronavirus, dal Post

A oggi sono stati segnalati 228.658 casi positivi in Italia.
Sono le 18 e 22.
L’Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS) ha stimato che in Italia tra il primo marzo e la fine di aprile siano morte circa 47mila persone in più rispetto alla media degli anni precedenti nello stesso periodo. Secondo le stime ufficiali  della Protezione Civile, nello stesso periodo almeno 28mila persone sono morte a causa del coronavirus. C’è quindi uno scarto di 19mila morti, ma stabilire con certezza quanti di questi siano attribuibili alla COVID-19 è difficile.

Come vi diciamo spesso, la raccolta dei dati sui casi positivi e sui decessi legati al coronavirus è tutt’altro che precisa e completa. Anche per questo motivo nel suo rapporto l’INPS consiglia di prendere con cautela i dati, ricordando che la quantità di morti a marzo e aprile è stata condizionata da numerosi fattori non sempre riconducibili chiaramente alla pandemia. Il sovraccarico del sistema sanitario nella fase più acuta dell’emergenza, per esempio, ha influito sull’efficienza dell’assistenza per le altre malattie e ha anche indotto alcune persone a non andare in ospedale per curarsi, temendo il rischio di contrarre il coronavirus negli ambienti ospedalieri.

La variazione percentuale di decessi di marzo e aprile 2020 rispetto alla media degli anni precedenti (INPS)

Consapevoli di tutti questi fattori e variabili, gli analisti dell’INPS hanno concluso che comunque il bilancio reale dell’epidemia in Italia sia certamente superiore, in termini di morti, rispetto ai calcoli ufficiali. Ci sono diversi indicatori che sembrano confermarlo: i decessi in eccesso hanno riguardato in misura superiore gli uomini e nelle fasce di età più anziane, categorie corrispondenti a quelle a più alto rischio per la COVID-19. La distribuzione sul territorio dei morti ha inoltre segnato una corrispondenza con quella della diffusione del contagio.

L’INPS ha spiegato che nelle province di Bergamo, Brescia, Cremona, Lodi e Piacenza si sono registrate percentuali di decessi superiori al 200 per cento rispetto ai precedenti anni. Se si considera il Nord-ovest si nota un incremento dei decessi di oltre il 50 per cento. 

Che i morti per coronavirus siano molti di più di quelli tracciati è ormai evidente da tempo, ma saranno necessari ancora mesi prima di avere statistiche più chiare e definite dell’effettivo impatto della pandemia in Italia. I dati potrebbero rivelarsi utili non solo per stimare la diffusione del contagio, ma anche per organizzare una migliore risposta nel caso in cui dovesse verificarsi una seconda ondata dell’epidemia verso la fine dell’anno. 

In Italia, oggi
A proposito di dati, la Protezione Civile ha comunicato che dall’inizio dell’epidemia in Italia sono stati rilevati 228.658 casi positivi, 652 in più di ieri, quando erano stati 642 in più rispetto al giorno precedente. I morti totali sono 32.616, quindi 130 in più di ieri. Nei reparti di terapia intensiva sono ricoverati 595 pazienti con COVID-19.

Vaccino
Il direttore generale dell’Aifa (Agenzia Italiana del Farmaco), Nicola Magrini, ha detto che per l’eventuale disponibilità di un vaccino per il coronavirus occorrerà attendere la prossima primavera. Nei giorni scorsi l’azienda farmaceutica AstraZeneca, che sta sviluppando un vaccino insieme all’Università di Oxford e all’azienda italiana Irbm di Pomezia, aveva annunciato che il vaccino sarebbe stato pronto già dal prossimo settembre. Per Magrini: «Il tempo ragionevole per pensare a un vaccino è primavera, estate prossima, non penso per settembre ci possa essere alcun vaccino disponibile, pur contando risultati molto buoni, come sembrano gli studi di fase 1».

Province
Tenendo sempre a mente le cose che abbiamo scritto prima sull’affidabilità dei dati (poi parliamo d’altro, promesso), possiamo dire che con i suoi oltre 20mila casi accertati la provincia di Milano è stata fin qui quella più interessata in Italia dall’epidemia di coronavirus in termini assoluti, ma se rapportiamo i casi alla popolazione di ciascuna provincia allora le cose cambiano.

La provincia che ha registrato in proporzione più pazienti positivi al tampone è quella di Cremona, con l’1,77 per cento della popolazione, seguita da Piacenza (1,55 per cento) e Lodi (1,48 per cento), poco distanti. Sono le uniche tre province dove le persone risultate positive al test virologico sono più di 1 su 100, insieme a Bergamo (1,14 per cento) e Brescia (1,13 per cento). Queste cinque province sono peraltro le prime a essere finite nelle cronache nazionali per l’alto numero di casi, tra la fine di febbraio e l’inizio di marzo. Qui le altre province.

Cosa succede a una persona sana dopo un mese di intubazione 🏨

Metro
Nei mesi in cui le restrizioni dovute alla pandemia da coronavirus hanno impedito la maggior parte degli spostamenti e bloccato le attività economiche, solo pochi cantieri in Italia sono rimasti aperti: oltre a quello per la ricostruzione del ponte Morandi di Genova – la cui struttura infatti è stata completata lo scorso 28 aprile – è rimasto funzionante anche quello per costruire la terza linea metropolitana di Roma, la metro C. Con l’adozione di misure di sicurezza straordinarie, gli operai hanno continuato a frequentare i cantieri di scavo delle nuove gallerie della metropolitana, ma i tunnel in questi ultimi mesi non si sono allungati di un solo metro

Ricovero
Secondo le agenzie di stampa russe RIA Novosti e Tass, il presidente della repubblica cecena Ramzan Kadyrov sarebbe stato ricoverato in ospedale a Mosca con sintomi da coronavirus. Kadyrov, insediato da Vladimir Putin nel 2007 con il fine di reprimere le rivolte locali, è un personaggio a dir poco controverso, accusato di utilizzare metodi antidemocratici nel paese, di avere un esercito personale e di aver aperto campi di concentramento per gli omosessuali. Kadyrov qualche mese fa aveva detto ai suoi concittadini che il virus si poteva curare con «limone, miele e aglio».

Le foto della Conferenza del popolo cinese, con molte mascherine 📷

Svezia
Ieri vi abbiamo raccontato di come l’approccio della Svezia, con minori restrizioni per limitare il contagio, abbia dato finora risultati difficili da decifrare, ma non molto incoraggianti. Ora uno studio realizzato dal Folkhälsomyndigheten, l’ente svedese che si occupa di salute pubblica, dice che il 7,3 per cento degli abitanti di Stoccolma aveva sviluppato gli anticorpi per il coronavirus (SARS-CoV-2) alla fine di aprile. In precedenza l’ente aveva detto di aspettarsi che entro il primo maggio circa il 25 per cento degli abitanti sarebbe stato infettato dal virus. L’epidemiologo Anders Tegnell, consulente dello stato svedese per la pandemia di COVID-19, ha detto che il dato su Stoccolma è «un po’ più basso» di quello che ci si aspettava.
Lo staff del MAXXI, il museo nazionale delle arti del XXI secolo, il giorno della riapertura dopo le restrizioni per il coronavirus (AP Photo/Domenico Stinellis)

A casa
Negli ultimi mesi molte aziende in giro per il mondo si sono organizzate per consentire ai loro dipendenti di lavorare il più possibile da casa, riducendo gli spostamenti e il rischio di contagi tra i lavoratori. Mark Zuckerberg, il CEO di Facebook, ha preso sul serio questa possibilità e ha annunciato che permetterà a molti dei suoi dipendenti di lavorare da casa in modo permanente. Il suo piano è di arrivare ad avere, nel giro di 5-10 anni, fino al 50 per cento dei dipendenti al lavoro sempre da remoto.

Circo
Qualche mese fa, nell’arco di poche settimane, il Cirque du Soleil – uno dei più famosi circhi al mondo – ha dovuto sospendere 44 spettacoli in decine di città, lasciando senza lavoro il 95 per cento dei propri dipendenti, poco meno di 5mila persone. Ma già prima della pandemia da coronavirus, il Cirque du Soleil non se la passava particolarmente bene. Ora le cose sono ovviamente peggiorate e ci si chiede addirittura se potrà sopravvivere, e se esisterà ancora quando si potrà tornare a fare spettacoli dal vivo in giro per il mondo.

Volpi
La settimana scorsa vi abbiamo segnalato – un poco ermeticamente, lo ammettiamo – il verso che fanno le volpi (gannire). Deve essere un rumore ormai familiare per diversi abitanti di Toronto, in Canada, dove una famigliola di volpi si è stabilita in città, approfittando del minor caos dovuto alle restrizioni e alle limitazioni degli spostamenti. Non è un fenomeno poi così strano: negli ultimi mesi molti animali che solitamente vivono lontani dagli esseri umani hanno cominciato a farsi vedere spesso nelle strade deserte delle città

Weekend
Siamo alla vigilia di un nuovo weekend, forse il penultimo in cui non si possono superare i confini della propria Regione, salvo per strette e dimostrabili necessità (nel caso, non dimenticate il modulo). Si parla di una possibile rimozione di queste limitazioni a partire dal 3 giugno, ma per ora non c’è nulla di ufficiale e se ne sta ancora discutendo molto tra Regioni e governo. Oltre a passeggiate e gite con i congiunti, e un saluto a debita distanza con gli amici, vi lasciamo come sempre qualche suggerimento per svagarvi un po’ e pensare a tutto tranne che alla pandemia. Potreste:
• scoprire chi ha inventato il volto di Buddha e la notevole storia che c’è dietro;
• dare un’occhiata alla nuova versione del romanzo Il nome della rosa, con disegni e appunti di Umberto Eco, che lo scrisse circa 40 anni fa;
• oppure, sempre per restare in tema di cose che si leggono, farvi un’idea di come sia fatto un romanzo scritto a Pyongyang, in un paese come la Corea del Nord che certo non brilla per la libertà di espressione;
• consultare le ultime novità tra le serie tv, se proprio non vi va di leggere;
• vedere il trailer di Tenet, nuovo atteso film di Christopher Nolan, che potrebbe segnare la ripartenza dei cinema, o forse no;
• decidere che sia la volta buona per capirne di più di moda, senza pregiudizi.

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