Sul Coronavirus, dal Post

A oggi sono stati segnalati 233.197 casi positivi in Italia.
Sono le 18 e 19.
Da circa un mese siamo nella cosiddetta “Fase 2”, il periodo di convivenza con il coronavirus, come lo ha definito il governo. Quasi tutte le attività commerciali e produttive hanno riaperto a partire dallo scorso 4 maggio, mentre si attende la rimozione delle limitazioni per gli spostamenti tra una regione e l’altra (dovrebbero decadere il prossimo 3 giugno).

Insomma, considerato che da un mese ci muoviamo di più, incrociamo più persone e alcuni di noi hanno anche ripreso a uscire la sera, frequentando locali e ristoranti, come sta andando l’epidemia in Italia?

La risposta, a guardare i dati dell’ultimo mese, può essere riassunta in tre parole: meglio del previsto. Nel complesso, i dati sui nuovi casi positivi rilevati sono rimasti contenuti se confrontati con il periodo precedente, e non c’è stata la temuta accelerazione dei contagi, nemmeno nelle regioni più interessate dall’epidemia come la Lombardia.

Se osserviamo l’andamento dei casi positivi totali dall’inizio dell’epidemia, notiamo che finora nella “Fase 2” l’aumento giornaliero è stato contenuto e sempre al di sotto dell’1 per cento, mentre nella prima parte di aprile era rimasto spesso al di sopra del 4 per cento. In termini assoluti, significa che l’incremento dei casi positivi rilevato è stato inferiore a mille al giorno, con la seconda metà di maggio che ha fatto registrare una riduzione significativa in tutta Italia, fatta eccezione per la Lombardia.

La Lombardia rimane infatti la regione con il maggior numero di casi totali rilevati dall’inizio dell’epidemia, e la regione in cui si registra l’aumento più alto ogni giorno dei nuovi positivi (oggi ha fatto eccezione). Nel primo mese di “Fase 2”, la regione ha fatto registrare da sola quasi la metà dei casi rilevati giornalmente in tutta Italia (dato medio), arrivando quasi al 70 per cento dei casi totali in un paio di occasioni nell’ultima settimana. 

Gli altri dati nazionali su terapie intensive e decessi sono incoraggianti: i reparti di terapia intensiva continuano ad avere poche centinaia di persone ricoverate, mentre il numero dei decessi giornalieri si è ridotto sensibilmente. Il dato sui morti continua comunque a oscillare: nell’intero mese di maggio il giorno col numero minore di morti (24 maggio) ha fatto registrare 50 decessi, mentre quello col numero più alto ne ha fatti rilevare 474 (primo maggio).

Gli esperti dell’Isitituto Superiore di Sanità hanno definito “incoraggianti” i dati delle ultime settimane, soprattutto se valutati nel contesto della “Fase 2” con minori restrizioni. La fase di lockdown più stretta tra marzo e aprile ha contribuito a ridurre la circolazione del virus e ciò ha influito sugli andamenti di maggio, ma anche per questo gli esperti dell’ISS invitano a procedere comunque con grande cautela nelle prossime settimane.

Abbiamo messo insieme i dati sulla “Fase 2”, per quanto ancora parziali, provando a capire come sia andato questo primo mese di convivenza con il coronavirus, che potrebbe essere il prototipo per i prossimi mesi

In Italia, oggi
Nel suo aggiornamento quotidiano, oggi la Protezione Civile ha comunicato che dall’inizio dell’epidemia in Italia sono stati rilevati 233.197 casi positivi, 178 in più di ieri, quando ne erano stati segnalati 355 in più rispetto al giorno precedente. Accade spesso che al lunedì i dati non siano completi o che vengano analizzati meno tamponi nelle ore precedenti. 

I morti totali sono 33.475, quindi 60 in più rispetto a ieri. Nei reparti di terapia intensiva sono ricoverati 424 pazienti con COVID-19.

Immuni
Entro qualche giorno, e dopo numerosi rinvii, sarà possibile scaricare Immuni, l’applicazione che potrà essere impiegata per il tracciamento dei contatti (“contact tracing”). L’app sarà disponibile sia per iOS sia per Android e potrà essere scaricata gratuitamente da tutti gli italiani sui propri smartphone tramite App Store (iOS) e Google Play Store (Android). Sarà comunque un avvio sperimentale, che riguarderà dal 3 giugno soltanto quattro regioni: Puglia, Abruzzo, Marche e Liguria. Intanto è online (o quasi) il sito.
 

Palestre e piscine
Oggi le palestre e le piscine hanno potuto riaprire anche in Lombardia, dopo che in quasi tutto il resto d’Italia avevano già riaperto lunedì 25 maggio: l’unica regione in cui resteranno ancora chiuse è la Basilicata, dove dovrebbero riaprire dopo il 3 giugno.

Tra regioni
A proposito del 3 giugno, anche se non è ancora ufficiale, sembra che ormai l’orientamento del governo sia di rendere nuovamente possibili i viaggi tra regioni diverse a partire da dopodomani. Alla fine della scorsa settimana anche il ministro della Salute, Roberto Speranza, aveva detto di non vedere ragioni per rimandare la riapertura del 3 giugno. 

Come fare più test per il coronavirus ✍️

Frontiere
E parlando di spostamenti, dal 3 giugno i cittadini dei paesi dell’Unione Europea potranno entrare in Italia liberamente, senza la necessità di mostrare documenti sanitari o di sottoporsi a periodi di quarantena. La riapertura delle frontiere dopo i mesi di isolamento a causa del coronavirus è stata decisa dal governo principalmente per aiutare il settore turistico e dal 15 giugno – se non ci saranno peggioramenti della situazione epidemiologica – riguarderà anche gli altri paesi del mondo. Nel resto d’Europa, molti paesi stanno valutando per ragioni simili la riapertura delle frontiere, con tempi e regole diverse.

Tutto il resto
Superata la fase più acuta dell’emergenza, con gli ospedali che anche nelle zone più interessate sono tornati ad avere le terapie intensive sotto controllo e hanno allestito separazioni più efficaci tra i pazienti malati di COVID-19 e tutti gli altri, si sta ponendo il problema di come recuperare quelle visite, quei ricoveri e quegli interventi che sono stati rimandati nelle ultime dodici settimane. A questi si aggiungeranno quelli ordinari previsti per i prossimi mesi, appesantendo in modo preoccupante un sistema sanitario che ha spesso un problema di lunghe liste di attesa e di scarsi finanziamenti. I più ottimisti dicono che potrebbe essere un’opportunità per cambiare le cose, ma la partenza è molto in salita.

Coda all’esterno di un negozio Ikea a Warrington, Regno Unito, riaperto oggi dopo due mesi di chiusura per via delle restrizioni (Christopher Furlong/Getty Images)

G7
Sabato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha rinviato a settembre un meeting del G7 che avrebbe dovuto tenersi il 10 giugno a Camp David, nel Maryland, dopo che la cancelliera tedesca Angela Merkel aveva declinato l’invito per via della pandemia da coronavirus. Trump ha detto in realtà di averlo rinviato perché si tratta di «un gruppo di nazioni molto datato» e che vuole invitare al prossimo anche la Russia, la Corea del Sud, l’Australia e l’India. Ma – come spesso avviene con Trump e la politica internazionale – i suoi piani non sono ancora chiarissimi, diciamo.

La partita di calcio danese con il pubblico sui maxischermi collegato su Zoom ⚽️

Mondo
Da quando è iniziata la pandemia da coronavirus sono stati registrati più di 6 milioni di casi in tutto il mondo e secondo i dati ufficiali sono morte circa 370mila persone. 

🇺🇸 Nonostante le misure restrittive adottate finora, negli Stati Uniti c’è il timore che le numerose proteste degli ultimi giorni per l’uccisione di George Floyd possano causare un’ulteriore diffusione del coronavirus. I manifestanti sono a stretto contatto, spesso senza mascherine e cantando o gridando possono favorire la trasmissione del virus.
🇬🇧 Nel Regno Unito hanno riaperto le scuole primarie e dell’infanzia, ma circa la metà degli studenti che dovrebbero tornare in classe rimarrà a casa: molti genitori sono ancora scettici sulla loro sicurezza e quella dei bambini in una fase in cui i contagi sono ancora numerosi.
🇪🇸 In Spagna il premier Pedro Sanchez chiederà al Parlamento un’ulteriore proroga di due settimane dello stato di emergenza, cioè fino al 21 giugno. Dopo quella data il governo non imporrà più restrizioni alla libertà di movimento dei cittadini. 
🇵🇭 Da oggi a Manila, la capitale delle Filippine, sono state allentate le misure di contenimento del coronavirus decise a metà di marzo. Molti negozi hanno riaperto e decine di migliaia di persone sono tornate al lavoro, anche se alcune restrizioni sono ancora in vigore. 

🌏 Il resto del mondo è qui.

Termoscanner
Spesso i termoscanner – impiegati per esempio all’esterno degli esercizi commerciali – danno rilevazioni improbabili: a molte persone viene rilevata una temperatura di 35 °C, per esempio, oppure a più persone una dopo l’altra viene rilevata la stessa identica temperatura. Dipende da come funzionano questi dispositivi, ma anche da come vengono utilizzati: sono quindi affidabili solo fino a un certo punto nelle strategie per contenere l’epidemia. I termoscanner misurano la temperatura della pelle, non la temperatura corporea interna, che può essere influenzata da vari fattori: può essere più alta del solito perché si è appena passato parecchio tempo al sole o perché si è appena fatta attività fisica; oppure può essere influenzata dalla presenza di una crema o altri cosmetici, o anche dalle condizioni dell’ambiente in cui si effettua la misurazione. I termoscanner sono imprecisi, ma possono essere comunque utili.

Sfondi
«Quello che uno dice non è importante quanto la libreria alle sue spalle»: è il motto dell’account Twitter “Bookcase Credibility”, nato ad aprile per raccogliere e commentare le immagini delle librerie usate come sfondo da attori, politici, giornalisti e dirigenti, particolarmente frequenti in questo periodo in cui – in seguito alle restrizioni per contenere il coronavirus – quasi tutti i video e le interviste televisive sono state girate tra le mura di casa. Avere una libreria alle proprie spalle contribuisce a far percepire una maggiore autorevolezza e credibilità a chi sta parlando in video: è un trucco piuttosto vecchio, sicuramente più dell’attuale coronavirus.

Domani è la Festa della Repubblica e ci prendiamo un giorno di pausa, ma restiamo comunque all’erta e pronti a scrivervi di corsa – come i bersaglieri alla parata (quando la facevano) – se succedesse qualcosa di importante. Ci sentiamo quindi mercoledì 3 giugno, dopodomani, in pratica.

Ciao, buona festa!

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