Sul Coronavirus, dal Post

A oggi sono stati segnalati 241.956 casi positivi in Italia.
Sono le 18 e 06.
Ci sono cinque grandi domande senza risposta sul coronavirus.

A oltre sei mesi dall’inizio della pandemia, il sito di Nature, una delle riviste scientifiche più rispettate al mondo, ha individuato le cinque cose che ancora non sappiamo sul coronavirus e sulle quali stanno lavorando migliaia di medici e scienziati, alla ricerca di trattamenti migliori contro la COVID-19 e sistemi per prevenirla.

1. Perché le persone reagiscono in modi così diversi?
Ad alcuni il coronavirus non fa praticamente nulla, mentre in altri causa sintomi molto seri, che in certi casi rendono necessario il ricovero in terapia intensiva. L’età avanzata è sicuramente un fattore di rischio, ma i ricercatori vogliono capire se ci siano altri fattori genetici, dovuti cioè a come è fatto ciascuno di noi. Gli indizi trovati finora sembrano indicare che l’appartenenza a certi gruppi sanguigni comporti un rischio più alto, così come il modo in cui si comporta una proteina che il coronavirus sfrutta per eludere le difese delle cellule dove poi si replicherà portando avanti l’infezione.

2. Si diventa immuni al coronavirus?
Nei guariti è stata riscontrata la presenza di anticorpi neutralizzanti, che hanno di solito un ruolo centrale nell’impedire una nuova infezione bloccando alcune proteine del virus, ma si è osservato che i loro livelli tendono a diminuire sensibilmente dopo poche settimane da quando si è diventati infetti. I ricercatori stanno quindi studiando altri meccanismi del sistema immunitario che potrebbero offrire protezione, nel caso di una nuova infezione da coronavirus. Qualche indizio è promettente, ma nel complesso ci sono ancora molte cose da capire su immunità e coronavirus.

3. Il virus è mutato in modo preoccupante?
I virus mutano di continuo nel loro processo di replicazione, a causa degli errori che si possono verificare nei processi di trascrizione del loro materiale genetico. Per ora non sono state riscontrate mutazioni che facciano pensare a scenari inquietanti e da film apocalittico, ma lo studio delle varianti del virus in circolazione possono offrire importanti elementi per capire come si stia diffondendo l’epidemia nel mondo.

4. Quanto sarà utile un vaccino?
Secondo le stime più recenti, sono in fase di ricerca e sviluppo circa 200 vaccini contro il coronavirus, con una ventina di questi già nella fase di test clinici. A oggi non c’è però certezza né sui tempi con cui avremo a disposizione un vaccino, né sulla sua capacità di difenderci completamente dalla COVID-19.

5. Da dove è arrivato il coronavirus?
La maggior parte dei ricercatori concorda sul fatto che l’attuale coronavirus abbia avuto origine nei pipistrelli in Cina, o forse in Myanmar, Vietnam o Laos. È poi probabile che prima di trasmettersi a noi abbia avuto un passaggio intermedio in un’altra specie: c’è chi ritiene che questa specie fossero i pangolini, ma sono necessari ulteriori approfondimenti.

Qui trovate molti altri dettagli e curiosità sulle cose che ancora non sappiamo sul coronavirus.

La situazione in Italia
Nel suo ultimo bollettino, la Protezione Civile ha comunicato che dall’inizio dell’epidemia in Italia sono stati rilevati 241.956 casi positivi al coronavirus, 138 in più rispetto a ieri, quando ne erano stati segnalati 208 in più rispetto al giorno precedente. L’incremento di sabato era stato di 235, quello di domenica di 192.

I morti totali sono 34.899, quindi 30 in più rispetto a ieri: è un incremento consistente, considerato che nei due giorni precedenti i decessi comunicati erano stati sotto la decina. In terapia intensiva sono ricoverate 70 persone.

PIL
La Commissione Europea ha rivisto al ribasso le stime sull’andamento dell’economia europea nel 2020: il PIL italiano nel 2020 si ridurrà dell’11,2 per cento – la peggior flessione tra i paesi dell’Unione Europea – mentre nel 2021 dovrebbe tornare a crescere del 6,1 per cento. Lo scorso maggio la Commissione aveva stimato per l’Italia un calo del PIL del 9,5 per cento, con una ripresa nel 2021 del 6,5 per cento.

Veneto
Dopo i contagi in provincia di Vicenza causati da individui positivi di ritorno dall’estero, il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, ha firmato una nuova ordinanza con misure più restrittive che sarà valida fino alla fine di luglio. Le nuove norme impongono il test tramite tampone per chi rientra nella regione dopo un periodo di lavoro all’estero. Nel caso in cui il paziente positivo con sintomi rifiuti il ricovero è prevista una segnalazione all’autorità giudiziaria.

Voli
Il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha stabilito la sospensione per una settimana dei voli provenienti dal Bangladesh, dopo aver discusso del provvedimento nel Consiglio dei ministri di ieri con il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio. Negli ultimi giorni era stato riscontrato un numero significativo di viaggiatori positivi al coronavirus provenienti da Dacca, la capitale del Bangladesh, e altre aree del paese.

Bolsonaro
Il presidente del Brasile, Jair Bolsonaro, è risultato positivo al coronavirus: lo ha annunciato in un messaggio diffuso in televisione. Bolsonaro ha 65 anni e si era sottoposto al tampone dopo aver riscontrato alcuni sintomi che facevano sospettare la COVID-19. Bolsonaro da mesi cerca di sminuire la gravità dell’epidemia nel paese, dove ci sono stati più di un 1,6 milioni di contagi e 65.631 morti.

Violenze
Da quando polizia e forze armate sono state schierate per le strade per controllare il rispetto delle restrizioni imposte per contenere l’epidemia da coronavirus, i casi di violenza in Nigeria sono aumentati. Molti medici hanno segnalato aggressioni, estorsioni e detenzioni arbitrarie da parte delle forze di sicurezza. Nelle prime due settimane di marzo, secondo la National Human Rights Commission del paese, le forze dell’ordine hanno ucciso più persone di quante ne abbia uccise il coronavirus: risultano 11 morti a causa della pandemia e 18 persone uccise dagli agenti mobilitati per imporre posti di blocco e altre misure per limitare la circolazione delle persone.

Louvre
Ieri il Louvre di Parigi, uno dei musei più grandi e famosi al mondo, ha riaperto ai visitatori dopo quattro mesi di chiusura dovuta all’epidemia. Gli ingressi sono contingentati, all’interno del museo devono essere rispettate le misure di distanziamento ed è obbligatorio l’uso della mascherina. La settimana scorsa il direttore del Louvre Jean-Luc Martinez aveva detto che l’emergenza coronavirus aveva già causato per il museo “oltre 40 milioni di euro di perdite”. Le foto dei turisti con mascherina nelle sale del Louvre sono notevoli, a vederle, anche se in un certo senso già straordinariamente normali.

La riapertura del Louvre, Parigi, 6 luglio (AP Photo/ Thibault Camus/LaPresse)

India
In India l’epidemia da coronavirus non è mai stata così diffusa. Oggi il governo ha annunciato 467 nuove morti e 22.252 nuovi casi positivi accertati, numeri molto alti per il paese: confermano una tendenza che non si è mai invertita dall’inizio della crisi, nonostante il lockdown di due mesi imposto dal governo. Nelle ultime settimane le preoccupazioni si sono concentrate soprattutto sulle grandi città, a causa dell’enorme pressione sugli ospedali che ha portato praticamente al collasso del sistema sanitario locale e allo sviluppo del mercato nero per alcuni farmaci, tra cui il remdesivir, promettente farmaco antivirale per il trattamento dei malati di COVID-19.

Mascherine
Il dibattito sull’utilità delle mascherine e sulle circostanze in cui indossarle, per ridurre il rischio di contagio, nei mesi scorsi è rapidamente passato da essere un confronto prettamente scientifico ad avere una valenza quasi politica, soprattutto in alcuni paesi come gli Stati Uniti dove si è verificata una forte polarizzazione sul tema. Le comunicazioni talvolta poco chiare dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e di altre istituzioni sanitarie hanno portato a qualche ulteriore confusione, che ancora oggi fa sì che in molti dubitino dell’utilità delle mascherine.

Noi invece ci sentiamo giovedì, senza dubbio alcuno: per tutto luglio, come vi avevamo annunciato, vi scriviamo due volte la settimana: il martedì e il giovedì. E grazie davvero ai tanti che ci hanno chiesto che fine avessimo fatto e che nel frattempo si sono abbonati.  Ciao!

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