Sul Coronavirus, dal Post

A oggi sono stati segnalati 242.363 casi positivi in Italia.
Sono le 18 e 05.
Questa settimana per la prima volta un’importante funzionaria dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha ammesso che non si può escludere che il coronavirus possa diffondersi attraverso l’aria, in ambienti chiusi particolarmente affollati e poco aerati. Una dichiarazione di questo tipo non implica che l’OMS stia per cambiare le proprie linee guida su come contenere la pandemia, ma aggiunge nuovi elementi all’ampio confronto scientifico che prosegue ormai da mesi su questo tema.

Nei giorni scorsi, un gruppo internazionale di 239 ricercatori da 32 paesi aveva scritto una lettera aperta, sostenendo che ci fossero ormai prove scientifiche sufficienti per ritenere che in alcuni casi il coronavirus possa diffondersi nell’aria. La lettera, molto ripresa dai media, ha infine indotto la responsabile per gli aspetti tecnici nella prevenzione e il controllo delle malattie infettive dell’OMS, Benedetta Allegranzi, a spiegare in una conferenza stampa che “non si può escludere” che “in ambienti affollati, chiusi e scarsamente ventilati” possa avvenire la trasmissione del coronavirus per via aerea.

A fare i pignoli, tecnicamente anche noi siamo nell’aria, nel senso che esistiamo al suo interno come quasi tutti gli esseri viventi e gli oggetti del pianeta. Il coronavirus non fa eccezione: attraversa per esempio l’aria per qualche secondo quando si trova nelle piccole gocce di saliva (droplet) che emettiamo – parlando ad alta voce, tossendo, starnutendo o cantando – e che per gravità finiscono poi sulle superfici. Queste diventano infette e se le tocchiamo e poi ci portiamo le mani alla faccia possiamo essere contagiati, dice l’OMS sulla base delle evidenze scientifiche raccolte finora.

Ciò che dicono i ricercatori nella loro lettera, e diversi altri esperti, è che sulla base dei loro studi ed esperimenti è diventato evidente che le particelle virali del coronavirus sono presenti anche nelle gocce più piccole che emettiamo respirando, e che poi possono rimanere a lungo tempo sospese nell’aria (aerosol). In questo caso, c’è quindi la possibilità che rimanendo per diversi minuti in una stanza poco aerata con una persona contagiosa si possa essere contagiati. 

In ambiente ospedaliero un rischio di questo tipo è più alto per gli operatori sanitari, per esempio se lavorano a contatto con persone malate di COVID-19 e intubate, ma altri studi hanno rilevato che il contagio possa avvenire anche in ambienti affollati e con scarso ricambio di aria.

L’OMS valuterà gli studi condotti finora sul tema e saranno necessari giorni prima di sapere se modificherà o meno le sue linee guida, decisione che potrebbe avere conseguenze importanti sulle pratiche che adottiamo per ridurre la diffusione dell’epidemia

La situazione in Italia
Nel suo bollettino di oggi, la Protezione Civile ha comunicato che dall’inizio dell’epidemia in Italia sono stati rilevati 242.363 casi positivi al coronavirus, 229 in più rispetto a ieri, quando ne erano stati segnalati 193 in più rispetto al giorno precedente.

I morti totali sono 34.926, quindi 12 in più rispetto a ieri. In terapia intensiva sono ricoverate 69 persone.

Alberghi
Secondo l’osservatorio di Federalberghi, associazione di categoria degli albergatori italiani, a causa dell’emergenza coronavirus a giugno è stato stimato un calo dell’80,6 per cento di presenze nelle strutture rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. La riduzione è stata più marcata (-93,2 per cento) per quanto riguarda i turisti provenienti dall’estero rispetto a quelli interni (-67,2 per cento).

Indagine
Andrea Dini, proprietario della società Dama S.p.A. e cognato del presidente della Lombardia Attilio Fontana, è indagato dalla procura di Milano per la vicenda della fornitura di camici ottenuta senza appalto, raccontata il mese scorso dalla trasmissione Report. L’ipotesi di reato è di “turbata libertà nel procedimento di scelta del contraente”, ed è indagato anche il direttore generale di Aria, la centrale acquisti della Lombardia, Filippo Bongiovanni. Mercoledì la Guardia di Finanza ha acquisito i documenti della Regione relativi all’operazione.

Bergamo
Il reparto di terapia intensiva dell’ospedale Giovanni XXIII di Bergamo nel picco dell’epidemia aveva registrato anche più di 100 ricoverati per COVID-19: ieri ha rilevato l’ultimo tampone negativo dopo 137 giorni dal primo ricovero. Ci sono ancora alcune persone ricoverate, ma non più positive. La direttrice generale dell’ospedale, Maria Beatrice Stasi, ha commentato la notizia dicendo che è stato «un momento di grande emozione, che abbiamo condiviso con tutto il personale, augurandoci che questa sia una fase davvero discendente e che non torni più il grande incubo in cui ci siamo trovati a lavorare nel mese di marzo e aprile».

«Per favore, urlate dentro i vostri cuori» 🗣💕

Focolaio
C’è un nuovo focolaio in Lombardia nella Comunità Shalom di Palazzolo sull’Oglio in provincia di Brescia. Le persone contagiate sono quindici, asintomatiche e messe in isolamento. Suor Rosalina Ravasio, fondatrice e responsabile della struttura che ha aperto nel 1986 per occuparsi della riabilitazione e del reinserimento sociale dei tossicodipendenti, dice che la situazione nella comunità «è sotto controllo».

Cuori disegnati sul prato per incentivare il rispetto delle norme di distanziamento fisico a Bristol, in Inghilterra (Matthew Horwood/Getty Images)

Musica
Mentre in molti bar e discoteche di tutta Italia le regole sanitarie di distanziamento non sono rispettate o sono interpretate in maniera “flessibile”, per i concerti le cose stanno diversamente: o si organizzano rispettando rigidamente i protocolli, oppure non si fanno. E quindi, visto che i protocolli di sicurezza stabiliti li rendono quasi sempre insostenibili economicamente, la maggior parte dei concerti non si fa e basta. «Fa un po’ girare le scatole che ognuno faccia quel che gli pare tra manifestazioni in strada e assembramenti alle feste, mentre gli operatori del settore musicale e della live industry sono stati incredibilmente rispettosi delle regole» dice Carlo Pastore, organizzatore del festival Mi Ami, che doveva tenersi a fine maggio a Milano ma che è stato rinviato al 2021. Uscirne non sembra semplice.

Quanto è letale il coronavirus? 🤔

Trump
Donald Trump ha deciso di ritirare gli Stati Uniti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS): lo ha comunicato ufficialmente alle Nazioni Unite, da cui dipende l’OMS, e al Congresso statunitense. La decisione, visto l’obbligo di preavviso di un anno, entrerà in vigore il 6 luglio del 2021 e nel frattempo gli Stati Uniti dovranno rispettare impegni e obblighi finanziari. Il bilancio annuale dell’OMS è di circa 6 miliardi di dollari, che provengono dai paesi membri di tutto il mondo. Nel 2019 gli Stati Uniti hanno contribuito con più di 400 milioni di dollari. Una sospensione potrebbe dunque avere conseguenze rilevanti, soprattutto in una fase come l’attuale.

Meno contanti
Sebbene non ci siano studi scientifici approfonditi sul rischio di trasmissione del coronavirus attraverso il denaro contante – per quanto sia noto che il coronavirus resti attivo per qualche tempo sulle superfici – negli ultimi mesi in mezzo mondo è stato registrato un notevole aumento delle transazioni elettroniche, con carte e attraverso i cosiddetti mobile payment, cioè i pagamenti con gli smartphone. Da anni la “fine del contante” è periodicamente annunciata, smentita e variamente teorizzata, ed è quindi giusto prendere con una buona dose di scetticismo previsioni di questo tipo: ma finora non c’era stata una pandemia come l’attuale a incidere sul passaggio ai pagamenti elettronici.

Noi ci sentiamo martedì, non serve PIN. (Ve lo ricordiamo per premura: ora vi scriviamo due volte la settimana: il martedì e il giovedì.) Ciao!

0 Comments

No comments!

There are no comments yet, but you can be first to comment this article.

Leave reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *