Un piacevole colloquio tra amici: autori classificatisi al 1° ed al 2° posto per la “Poesia” del Concorso di scrittura creativa “Un mare di parole: racconti, pensieri, poesie, disegni e sogni di quarantena”

1° CLASSIFICATO CON LA POESIA “18 MARZO 2020) di GINO ABBRO

2° CLASSIFICATO CON LA POESIA “FRATELLO!” DI MATILDE MAISTO

Ebbene tra questi due amici è nato un piacevole dialogo che desidero riportare un pò per gioco ed un pò per diritto di cronaca.

Matilde Maisto scrive a Gino Abbro dicendo:

Carissimo Gino io ho espresso più volte il mio personale parere sulla tua poesia che è da brividi nel ricordo di quella orrenda e triste giornata, ma ora sono io che chiedo a te un parere sulla mia poesia “Fratello”. Te lo chiedo perché tu sei indubbiamente un esperto e vorrei conoscere la tua opinione, la più sincera possibile OK?

Gino Abbro risponde a Matilde Maisto:

Cara Tilde, devo fare una premessa. Per mia indole non amo giudicare (nel senso più ampio del termine) uno scritto, chiunque sia l’autore.  Figurati se si tratta di un’amica. Sono dell’avviso che chi mette su carta dei pensieri, delle emozioni, delle sensazioni che sente intimamente sue non può essere sottoposto a giudizio  di chi non vive quei sentimenti . Il “giudice”  è in qualche modo il fruitore di quei sentimenti e li valuterà in base alla sua sensibilità.  Tuttavia l’autore merita sempre e comunque rispetto anche se la sua opera non ha convinto “QUEL” giudice. Il giudice è un uomo con tutti i suoi limiti e non sempre  azzecca il giudizio. Magari uno stesso scritto può risultare mediocre per una giuria ma validissimo per altre cento e viceversa. Fatto questo sproloquio  ti dico in tutta franchezza che  per il tuo scritto hanno ragione sia tua figlia che la signora tua amica.  Ma alla fine prevalgono i sentimenti sulla cronistoria. Traspare tutto l’amore fraterno  che hai sempre provato e che ora l’assenza ha reso ancora più forte e pur di  mantenerlo vivo ti affidi ai ricordi ed alla speranza  di vedere nei figli  la continuità di questo amore.  Hai scritto con il cuore e con parole semplici che raggiungono tutte le tipologie di lettori.  Vi sono (… e ne conosco) persone che quando trattano temi toccanti come il tuo ricorrono a termini aulici o tecniche metriche che quando leggi ti viene il mal di testa  per cercare di capire qualcosa. Tu invece con linguaggio semplice hai centrato l’obiettivo.  Promossa .

Voglio allegarti un mio scritto dove praticamente dico come la penso su come scrivere, e cioè senza vincoli tecnici ma lasciare parlare il cuore. Come hai fatto tu. Ciao. Gino   

ALLEGATO DI GINO ABBRO:

 ‘O  POETA  D’A  LIBERTA’     (apologia del verso libero)

Fra coloro che si dilettano a scrivere, c’è più di qualcuno che sostiene (a torto o a ragione) che una poesia per essere definita tale debba essere per forza essere scritta in rima e rispettare rigorosamente la metrica facendo passare in secondo piano sia il contenuto che la cadenza e la musicalità. Il mio pensiero in merito è diverso (c’è ancora libertà di pensiero vivaddio!). Credo che si possano esprimere sensazioni ed emozioni in piena libertà   senza  ricorrere necessariamente alle rime, ma con musicalità, e la letteratura è piena di nomi celeberrimi che  hanno scritto cose sublimi  non in rima. Perciò ho definito chi si esprime in questo modo

 “ ‘O poeta d’ ‘a libertà” proprio perché libero da vincoli di rima ma che esprime comunque cose egregie.

QUANNO SCRIVO QUALCHE COSA

‘O  VOGLIO FA SENZA PENZIERE.

CHELLO CHE ME SENTO ‘E SCRIVERE

IO ‘O METTO ‘NCOPPO ‘A CARTA

SENZA STA A CUNTA’ ‘E PAROLE

D’E TERZINE O D’E QUARTINE.

NON ME VOGLIO SCERVELLA’

E  A METTERME  A PENZA’:

-CCA’ L’ACCENTO NON CE VA,

‘O SPOSTO  A ‘CCA’ E ‘O METTO LLA’.

CHESTA  E’ MEGLIO ‘O RIGO E COPPA,

LL’ATO  ‘O PASSO  ‘O RIGO ‘E SOTTO,

CCA’ NA SILLABA E’ MANCANTE

ACCUSSI’ PERDE ‘A CADENZA

E  PO’ NON SE CAPISCE NIENTE.

MAMMA MIA CHE TURMIENTO!

FORSE, SOTTO QUESTO ASPETTO

NON SARRAGGIO UN GRANDE ARTISTA,

… MA NEMMENO  FARMACISTA.

DICE:  –  MA  ACCUSSI’ NON SI POETA OVERAMENTE.

E CHI ‘A TENE STA PRETESA?

IO  ‘O  SACCIO, NON SO ALIGHIERI.

SO SULTANTO UNO QUALUNQUE

CHE OGNI TANTO SI DILETTA

 A  ‘MBRATTA’ QUALCHE FUGLIETTO.

CHI  STI’ CUNTE ‘E  SSAPE FA’

 CERTAMENTE E’ MEGLIO ‘E ME

E SU QUESTO NON DISCUTO.

FACCIO TANTO DI CAPPELLO

E M’INCHNO AL SUO SAPERE

ANCHE SE TUTTO SOMMATO

-PURE SENZA  STA  A FA’  ‘E CUNTE-

 NUIE DICIMME ‘E STESSI COSE.

ISSO  SCRIVE: “AMOR CHE AL COR GENTIL

 RATTO S’APPRENDE

IO INVECE:  “ APPENA T’AGGIO VISTO

 ME SONGO ‘NNAMMURATO”.

DICITE ‘A VERITA’:

NON VE PARE CCHIU’ IMMEDIATO?

PERCIO’, SI TE VENE ‘A DI’ QUALCOSA

 PIGLIA ‘O FOGLIO E SENZA SCUORNO,

SENZA STA’ A CUNTA’ ‘E PAROLE,

SCRIVE MENTRE SIENTE ’O CORE.

SI QUALCUNO CHE TE LEGGE

 STORCE ‘O NASO  O  INORRIDISCE

PER LO STILE NON PERFETTO,

NON TE STA A PREOCCUPA’.

NON SARRAI NU FUORICLASSE

MA SI’ SEMPE NU POETA

… NU POETA ‘E LIBERTA’.

Matilde Maisto risponde:

Grazie Gino sei stato molto, ma veramente molto vero, non mi hai lodato, non mi hai detto brava. brava (solo per adularmi) hai avuto una vivace capacità intellettuale. E’ verissimo quello che dici io non ho scritto per vincere, il mio era più un dialogo, molto sentito, con mio fratello, un mio sfogo personale fatto tra le mura del mio studio. Poi (tramite l’intervento di mia figlia) è stato letto da una giuria che ha pensato di assegnarmi il 2° posto. Io l’ho sentito quasi immeritato, ma nessuno di loro sapeva che ero stata io a scrivere la poesia, è stato tutto anonimo, ovviamente. Per la verità io non sono rimasta molto contenta di questo secondo posto mi è sembrato che in qualche modo fosse stato profanato il filo diretto che avevo creato solo con mio fratello, che quelle parole erano affiorate nella mia mente solo per noi due ed invece mi sono trovata a condividerlo con tante persone: qualcuno piangeva, altri giudicavano, ma io ero stata solo me stessa in un momento di grandissima malinconia e come tu stesso dici, quando vivo questi momenti io li scrivo su un foglio di carta e diventano “i miei pensieri sparsi”. Grazie mille per la tua sincerità ed anche per la tua promozione, per me è stato importante detto da un poeta che io giudico bravissimo- Bellissimo anche il tuo allegato, molto significativo ed anche quello rispondente a tanta verità. Se me lo consenti ne farò un articolo, ma solo se me ne dai il permesso OK? Grazie ancora e buona giornata Tilde Maisto

Permesso accordato dice Gino Abbro.

Come si può notare è un dialogo molto semplice, libero, fra due amici che si sono conosciuti anni fa tramite la poesia e che per la poesia hanno una comune passione. Non importa chi è più bravo e chi è meno bravo, l’importante è esserci con gioia e dignità. GRAZIE!

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