UNA DONNA DA RICORDARE…

 Figlia di Marina Magnani,una sarta di Fano, comune della provincia di Pesaro e Urbino, e di padre ignoto, Anna scoprirà le sue radici calabresi e che il suo cognome sarebbe dovuto essere “Del Duce”, molto più tardi.Con la sua proverbiale ironia, affermerà, poi, di essersi fermata nelle ricerche, perché non voleva passare come ” la figlia del Duce”.

Dopo la nascita della bambina, Marina si trasferisce ad Alessandria d’ Egitto e sposa un facoltoso austriaco. A lungo  si credette che Anna Magnani fosse nata in Egitto, ma solo recentemente la verità è venuta a galla,sia per ammissione della stessa attrice, sia per le conferme del figlio. Anna viene allevata dalla nonna materna, in una casa abitata dalle zie Dora, Maria, Rina, Olga e Italia. L’unica presenza maschile è quella dello zio Romano. Alla fine della Prima Guerra Mondiale, Marina torna a Roma e iscrive la figlia in un collegio di suore francesi, dove, la bambina rimane solo pochi mesi. Anna si dedica allora allo studio del pianoforte e porta avanti gli studi fino al secondo liceo. Nel frattempo, si reca ad Alessandria in visita alla madre, ma l’esperienza è molto dolorosa perché non riesce a farsi amare completamente da Marina.

Rientrata a Roma, Anna decide di studiare recitazione e, nel gennaio del 1927 inizia a frequentare, con Paolo Stoppa, la scuola di recitazione Eleonora Duse, trasformatasi nel 1935 in Accademia Nazionale d’Arte Drammatica. Tra il 1929 e il 1932 fa parte della compagnia Vergani-Cimara, diretta da D. Niccodemi. Recita nell’avanspettacolo di Totò ed interpreta il ruolo della verduraia romana in Campo de’ Fiori, con Aldo Fabrizi. Nel 1932 Anna e Paolo Stoppa si ritrovano a lavorare insieme nella compagnia di Antonio Gandusio, il quale ben presto si innamora della Magnani e apprezza a tal punto le sue qualità da spingerla a tentare anche la strada del cinema. Nel 1934, passò alla rivista, accanto ai fratelli De Rege, lavorando poi, a partire dal 1941, in una fortunatissima serie di spettacoli con Totò. In campo cinematografico il suo debutto è segnato dal film del 1934 La cieca di Sorrento di Nunzio Malasomma, nonostante nel 1928 fosse già apparsa, in un ruolo marginale, nella pellicola Scampolo di Augusto Genina.

Il 3 ottobre 1935 sposa il regista Goffredo Alessandrini. E’ Vittorio De Sica nel 1941 ad offrirle per la prima volta la possibilità di costruire un personaggio non secondario, quello di Loretta Prima, artista di varietà, nel film Teresa Venerdì. Il 23 ottobre 1942 dà alla luce il suo unico figlio, Luca, frutto di una relazione col giovane attore Massimo Serato, il quale l’abbandona non appena lei rimane incinta; l’attrice riuscì ad imporre il proprio cognome al figlio, proprio come fece con lei la madre Marina.

Nel 1945, perviene alla fama mondiale e vince il suo primo Nastro d’Argento, grazie all’interpretazione nel film manifesto del Neorealismo, Roma città aperta di Roberto Rossellini, con Aldo Fabrizi e Marcello Pagliero. Nel film Anna Magnani è protagonista di una delle sequenze più celebri della storia del cinema: la corsa dietro un camion tedesco, nel quale è rinchiuso il marito, al termine della quale il suo personaggio (la ‘Sora Pina’, ispirato alla figura di Teresa Gullace) viene ucciso dai mitra nazisti. Nel 1947 vince il suo secondo Nastro d’Argento ed il premio per la miglior attrice, alla Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, per il film L’onorevole Angelina, diretto da Luigi Zampa. Nel 1948 interpreta il suo ultimo film con Roberto Rossellini, prima della rottura della loro relazione: L’amore, diviso in due atti. Il primo (ispirato al dramma in atto unico di Jean Cocteau “La voce umana”) è un lungo monologo al telefono di una donna abbandonata dal compagno; il secondo è la storia di una popolana che si accoppia con un giovane Federico Fellini credendolo San Giuseppe: per lei è il terzo Nastro d’Argento.

Nel 1951 interpreta la protagonista del film di Luchino Visconti, sceneggiato da Cesare Zavattini, Bellissima con Walter Chiari, Corrado, Alessandro Blasetti, e vince il suo quarto Nastro d’Argento. Il quinto ed ultimo Nastro d’Argento le sarà conferito per il film Suor Letizia – Il più grande amore. Il 21 marzo 1956 è la prima interprete italiana nella storia degli Academy Awards a vincere il Premio Oscar come migliore attrice protagonista, conferitole per l’interpretazione di Serafina Delle Rose nel film La rosa tatuata, del 1955, con Burt Lancaster, per la regia di Daniel Mann. Per lo stesso ruolo, vincerà anche un BAFTA quale attrice internazionale dell’anno e il Golden Globe per la migliore attrice in un film drammatico. L’Oscar le venne consegnato da uno dei più grandi attori comici di quegli anni, Jerry Lewis.

Un altro importante riconoscimento internazionale, quale miglior attrice,le viene conferito al Festival di Berlino, nel 1958, per l’interpretazione del film Selvaggio è il vento di George Cukor. Per lo stesso ruolo, sempre nel 1958, vince anche il suo primo David di Donatello come migliore attrice e verrà nominata per la seconda volta al premio Oscar, che però va a Joanne Woodward per “La donna dai tre volti”. Nel 1959 vince il suo secondo David di Donatello, per il film Nella città l’inferno con la regia di Renato Castellani, interpretato con l’amica Giulietta Masina. La pellicola è ambientata in un carcere femminile, in cui l’ingenua Lina impara dalla “veterana” Egle i segreti per una vita di successo. Nel 1962, è la protagonista di Mamma Roma di Pier Paolo Pasolini, regista con il quale aveva instaurato un rapporto conflittuale.

Pasolini, dopo l’esordio del 1961 con “Accattone”, cercò in ogni modo di lavorare con la grande attrice, ormai sempre più selettiva nello scegliere i ruoli (la sua ultima interpretazione era “Risate di gioia” al fianco di Totò nel ’60); la Magnani accettò, ma entrambi rimasero insoddisfatti dal risultato ottenuto: mentre lei disse :”Pasolini mi ha usata”, lui sosteneva che lei era stata “troppo borghese”.Si spegne a Roma il 26 settembre 1973, all’età di 65 anni, presso la clinica Mater Dei ai Parioli, stroncata da un tumore al pancreas, assistita fino all’ultimo dal figlio Luca e da Rossellini.Le sue spoglie riposano nel piccolo cimitero di S. Felice Circeo (Latina), nei pressi della sua villa del Circeo che lei amava tantissimo.

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