Una favola per l’isola dei girasoli: ecco i premiati del concorso

L’annuncio sabato 21 novembre nella sala consiliare di San Giuseppe Vesuviano (NA)

Sabato 21 novembre, alle ore 18.00, nell’aula consiliare del Comune di San Giuseppe Vesuviano, in provincia di Napoli, si terrà una conferenza stampa per la premiazione delle sei storie vincitrici del concorso di scrittura creativa intitolato “Una favola per l’isola dei girasoli” e patrocinato dalla locale Amministrazione.
L’evento è patrocinato dall’Associazione di Promozione Sociale e Culturale “L’isola dei girasoli”, presieduta da Leonardo De Lorenzo, ed ha coinvolto gli alunni delle Scuole Primarie del 1° e 2° Circolo di San Giuseppe Vesuviano. Le sei storie vincitrici entreranno nell’audio libro omonimo che sarà portato come dono ai bambini ospedalizzati.
Alla conferenza stampa interverranno: Pino Guerrasio, coach – moderatore; Luciano Vanni, direttore ed editore della rivista Jazzit e Turismo culturale; Maria Santoro, docente e ricercatrice alla Facoltà di Scienze Politiche all’Università Federico II; Sabatino Miranda, direttore della Scuola Triennale di Musicoterapia “Carlo Gesualdo”. Oltre alla consegna dei premi agli alunni e ai docenti delle classi vincitrici, nel corso dell’incontro i responsabili dell’associazione illustreranno i progetti in corso e quelli di prossima attivazione.
Nel presentare in anteprima il progetto, il presidente De Lorenzo ha spiegato: “Sono diversi anni che mi piace accomunare più arti legate alla musica. Alla mia musica. Nel tempo ho pubblicato diversi lavori con una forte propensione multimediale, ma questo audio libro di favole rappresenta per me un campo nuovo ed inesplorato. Avrei potuto avvalermi di alcuni dei tanti amici autori, chiedendo loro di scrivere qualche storia che io potessi musicare, ma volevo dare a questo lavoro un valore aggiunto, diverso e che avesse a che fare col mio vissuto di uomo.
Di genitore. Ho un figlio disabile, come conseguenza di una grave malattia oncologica e da sempre penso che si parli troppo poco di disabilità o di malattia in generale, quasi vergognandosi e cercando di nascondere, come qualcuno fa con la polvere sotto al tappeto, l’evidenza. Pensavo a quanto potesse essere educativo rilasciare il messaggio che la malattia è ‘democratica’, non risparmiando nessuno, e di quanto siano necessarie la solidarietà, la comprensione, l’empatia. A chi potevo indirizzare questo messaggio se non ai bambini, che essendo meno (mal) strutturati di noi adulti, riescono ad analizzare e metabolizzare con grande naturalezza anche i temi più difficili dell’esistenza?
Ed è così che con l’associazione di promozione culturale e sociale ‘L’isola dei Girasoli’, della quale sono presidente, abbiamo bandito un concorso di scrittura creativa, indirizzato alle scuole elementari e medie di S. Giuseppe Vesuviano, in provincia di Napoli. A questi ragazzini abbiamo proposto di scrivere una favola che contenesse i temi dell’amicizia, della solidarietà, dell’ecologia. Della malattia. Tutti temi sociali molto forti ed importanti, soprattutto in questo periodo storico e specialmente nelle mie zone, alle falde del Vesuvio. Dal concorso sono scaturite storie molto belle e ben strutturate ed abbiamo faticato a scegliere le più adatte a questo lavoro che ha un destinatario speciale: i bambini ospedalizzati e in lungodegenza. Il libro infatti, sarà distribuito gratuitamente in seguito (dove è possibile) ad uno spettacolo nei reparti pediatrici d’Italia, attraverso il progetto: ‘Musica in Corsia’. E così il primo gesto di solidarietà l’abbiamo fatto compiere proprio a loro: i nostri bambini. Una volta scelte le storie, io le ho musicate e la mia amica Valeria Frontone, validissima musicista e paroliera napoletana, ha scritto i testi cantati, estrapolandoli dalla narrativa. La cosa che mi ha colpito è stato l’approccio ‘adulto’ di questi bambini, che hanno saputo raccontare storie di spessore, spesso drammatiche, altre volte spiritose, tutte con una grande attenzione all’etica, al saper vivere civile. Un lavoro articolato, complesso, di grande artigianato, del quale, adesso, posso dire di essere fiero. Spero che piaccia e che susciti emozioni forti in questo intreccio magico di suoni e di parole”.

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