Una poesia di Eugenio Raimondo

L’Uomo dell’Est (S.S. Giovanni Paolo II) (Papa Woitila –deceduto il 02/04/2005)

L’hanno chiamato da terre lontane, è venuto col sorriso sul volto e tanto amore nel cuore, è venuto dicendo “eccomi”.

L’hanno vestito di bianco ed è rimasto fra noi, è rimasto fra la gente, il Papa venuto dall’Est.

Gli anni son volati, son passati alla storia tra guerre e tormenti, fra odio ed amore dei popoli in rivolta.

Dolori cocenti per cui sanguina il cuore, sanguina l’animo e il fisico quando l’hanno eretto a bersaglio.

Ma le Tue schiere son folte, son folte ed armate di spirto novello che infondi nei giovani cuori.

Non confine si pone al Tuo essere, alla tua voce possente in nome di un Dio d’amore.

Qual edera che al muro s’attacca e muore, lenta la croce del crudo morbo t’invade, scuote ed abbatte l’anziano corpo.

Ma l’indomito spirto anela ad altre rive ad altri scogli, un dì sei volato al cielo dalla Mamma celeste.

Sulla tua bara un leggero alito di vento sfoglia il libro della Tua vita,

e noi vediamo scorrere i giorni che furono e sgomenti pensiamo a quelli che verranno.

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