Una scultura per il Papa

Mercoledì 22 ottobre l’artista Giovanni Cumbat donerà una sua opera a Papa Francesco

Si tratta di un bronzo del volto in età anziana di Sant’Ignazio di Loyola

Romano, ma di famiglia triestina, Cumbat ha eseguito l’opera una trentina di anni fa. Dell’altezza di 45 cm e con una base di 60, è la sola sculturaraffigurante il santo, creata in bronzo con fusione a cera. In essa si notano immediatamente la peculiarità della forza espressiva e la profonda idraulica spiritualità.

Cumbat ha avuto negli anni ’70 un importante incontrocon Henry Moore. Ha soggiornato in varie parti del mondo, raccogliendo sempre molti ammiratori della sua arte, caratterizzata dal modellare sapienza e naturalezza con estro particolare, nel quale la materia diventa un gioco attraverso i colori e le forme che rappresentano quasi per incanto, le sue emozioni.

Talvolta anche con la riqualificazione di alcuni materiali di scarto, su tela o su legno, con metalli od altri espedienti artistici, Giovanni crea, modella, unisce, fonde e tanto altro, in un miscuglio che esplodendo dentro lui suggerisce la realizzazione di tutto ciò che la fantasia gli detta.

“Solo l’arte può salvare il mondo e non soltanto per rieducare l’uomo” sostiene Giovanni Cumbat.
Per ulteriori informazioni
ARTMANN – arte & comunicazione di Alan D. Baumann
www.artmann.it – info@artmann.it
www.giovannicumbat.com – info@giovannicumbat.com

 

Biografia di Giovanni Cumbat

Giovanni Cumbat nasce a Roma nel 1952 da genitori Triestini. Il padre pilota dell’Aeronautica militare Italiana è medaglia d’argento al valore dell’ultima guerra, la madre laureata in lingue.
Sin dalla tenerissima età dimostra attitudini di grande manualità e creatività.
A sei anni segue il padre inviato a ricoprire l’incarico di addetto aereo nautico presso l’ambasciata a Mosca.
E in quegli anni Stati Uniti e Russia si fronteggiano in uno scontro definito “Guerra fredda”, col timore di giungere allo scoppio di una terza guerra mondiale. Durante questo periodo, il clima politico, il grande freddo, le atmosfere, influenzano profondamente la formazione ed il carattere del giovane Giovanni.
I soventi viaggi in giro per il mondo a seguito della madre, pur giovanissimo, gli aprono il cuore e la mente.
Popoli, architetture, colori, immagini in genere così differenti tra loro da infonderli un grande desiderio di conoscenza e fornendoli un enorme patrimonio culturale.
A diciotto anni realizza la prima scultura con fusione a cera persa in bronzo.
Nel 1970 incontra il grande artista Henry Moore in uno scambio breve ma intenso. Nel commiato una frase dell’artista rimase nella testa di Giovanni: “In ciò che fai la tua imrponta digitale, prosegui con amore ed entusiasmo …”
Autodidatta, al di fuori da ogni omologazione, esplode in lui la convinzione di poter realizzare tutto ciò che la fantasia gli detta. Usare materiali e generi di espressione, inventarne di nuovi.
Le idee sono irrefrenabili e le opere si materializzano una ad una.

“Voli” – 2009 – Tecnica mista – cm. 80×60

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