Vangelo di Domenica 22 luglio 2018

DOMENICA 22 LUGLIO 2018
C’È’ BISOGNO DI MAESTRI AUTENTICI
Vangelo di Marco 6, 30-34

Gli apostoli tornarono da Gesù e gli raccontarono tutto quel che avevano fatto e insegnato. C’era molta gente che andava e veniva, tanto che non avevano neppure il tempo di mangiare. Allora Gesù disse: ‘Venite, voi soltanto. Andremo da soli in un posto isolato e vi riposerete un po”. Salirono su una barca, da soli, e andarono verso un luogo isolato. Alcuni li videro partire e molti lo vennero a sapere e, correndo a piedi da tutte le città, arrivarono sul posto prima di Gesù e dei discepoli. Quando Gesù scese dalla barca, vide tutta quella folla ed ebbe compassione di loro perché erano come pecore che non hanno un pastore. Allora si mise a insegnar loro molte cose.

In questo periodo estivo le vacanze si realizzano in situazioni molto diverse fra loro: dai concerti affollati e coinvolgenti, alle sagre paesane, a raduni notturni caratterizzati dalla confusione e dal chiasso, alle spiagge super affollate, a situazione di cammino personale o in piccoli gruppi, soprattutto fra le montagne, in ricerca del silenzio e della contemplazione, per ritrovare o confermare dimensioni interiori importanti.
Per un numero crescente di persone questo cammino assume il significato del pellegrinaggio: da Compostela, ad altri luoghi d’Italia, alle Pievi della Carnia.
Il Vangelo di questa domenica (Marco 6, 30-34) evidenzia proprio queste dimensioni.
I discepoli ritornano dalla missione e raccontano a Gesù quello che hanno insegnato e operato. C’è molta gente che va e viene, tanto che non hanno neppure il tempo di mangiare.
“Allora Gesù dice: – Venite con me voi soltanto. Andremo da soli in un posto isolato e vi riposerete un po’-”.
E così salgono su una barca da soli e vanno in un luogo isolato.
Il riposo del corpo e dell’anima in una considerazione sempre globale, per nulla dualistica, è un’esigenza fondamentale per ritemprare le forze fisiche e per porre maggiore attenzione alla cura dell’interiorità, indispensabile per le motivazioni e il fine del nostro agire.
Il silenzio è necessario per liberarsi dall’intensità e dall’avvolgimento delle troppe parole e degli eccessivi rumori; l’esigenza del silenzio e della riflessione profonda per poterci osservare, per così dire, dal di fuori di noi stessi, per prendere distanza dal nostro essere e operare e così poterlo considerare, verificare, purificare: sono dimensioni fondamentali prima di tutto per l’equilibrio e l’armonia di noi stessi con noi stessi e di conseguenza per relazioni più profonde e umane con gli altri.
È anche il tempo in cui può essere favorito un dialogo più pacato, profondo, libero con chi condivide la vita con noi più da vicino; può diventare un momento propizio per una verifica e un rilancio di un’esperienza comunitaria.
Alcune delle persone presenti hanno visto partire Gesù e i discepoli, molte altre lo vengono a sapere e tutte corrono a piedi da città e villaggi e li precedono sul luogo a cui erano diretti.
“Quando Gesù scende dalla barca, vede tutta quella folla e ha compassione di loro perché sono come pecore che non hanno un pastore. Allora si mette ad insegnare loro molte cose.”
Gesù insegna non dall’alto, in modo discendente, ma diretto, comunicativo, favorendo la rivelazione di noi stessi con noi stessi, la profondità di relazioni umane autentiche con gli altri, la liberazione dagli idoli del potere arrogante, della ricchezza e del materialismo che aumentano l’egoismo e rendono il cuore duro come pietra; istruisce su come unire la terra e il cielo, il riferimento a Dio e ai fratelli, la preghiera e l’impegno, la lotta per il pane, la terra, l’istruzione, la casa, il lavoro; educa a liberarsi dall’inimicizia e dalla violenza e a costruire giustizia, pace, accoglienza, fratellanza.
La folla di allora e le folle di oggi hanno bisogno di questo insegnamento per diventare insieme sempre più umani.
In questo periodo della storia si sentono continuamente parole che incitano all’avversione, all’inimicizia, all’indifferenza. Diverse folle si sentono rappresentate, ma questo percorso è verso la disumanità, quindi esattamente al contrario dell’insegnamento di Gesù.

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